Il presidente Macron lo aveva promesso e ha mantenuto la parola: stop all'uso dei cellulari in classe nelle scuole francesi già da gennaio.

"Stiamo ancora mettendo a punto le modallità" ha detto due giorni fa il ministro dell'Educazione Jean-Michel Blanquer durante un'intervista al programma Le Grand Jury sul canale Rtl. Un'ipotesi è quella di chiedere ai ragazzi di riporli in appositi armadietti, in modo che non vengano utilizzati in classe ma possano comunque essere a portata di mano in caso d'emergenza. La legge che proibisce l'uso dei cellulari durante le lezioni, in realtà, esiste già "E ci sono scuole che già la applicano". I cellulari saranno proibiti nelle scuole elementari e medie: "Dal prossimo anno i telefoni andranno spenti appena superato il portone della scuola e non più solo a lezione" – e aggiunge – "Le famiglie devono comprendere che è una questione di salute pubblica. Stare troppo davanti allo schermo fa male ai bambini".

La questione anche se in teoria può essere condivisibile in linea di principio, rischia di essere di difficile applicazione: chi potrà verificare che gli allievi più indisciplinati non disattendano le nuove indicazioni? Come faranno gli insegnanti a vigilare, non potendo certo perquisire le tasche degli alunni? Le famiglie temono poi che i cellulari possano essere soggetti a furti, perché non sarebbero al sicuro riposti negli armadietti.

Il problema è noto anche da noi. Il ministro Fedeli qualche mese fa aveva parlato della possibilità di utilizzare gli smartphone in classe come strumenti didattici. Ma l'idea aveva fatto sobbalzare sulla sedia le associazioni, preoccupate per i rischi per la salute dei ragazzi e per il pericolo che sviluppassero dipendenze. Ma la questione partiva da lontano. Già nel 2007 il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni, del Pd, aveva vietato l'uso dei cellulari in classe. Era il 15 marzo del 2007 e in quel momento i dispositivi elettronici e i telefonini venivano ancora considerati elementi di distrazione, che avrebbero potuto penalizzare la fruizione delle lezioni. Per chi avesse disatteso la direttiva erano previste sanzioni disciplinari. Anche da noi l'uso poteva essere autorizzato solo per comunicazioni urgenti con le famiglie.