Abisso, il nuovo vodcast di indagini che si immerge negli spazi più oscuri della rete

Negli ultimi anni a Fanpage.it, il mio lavoro è stato infiltrarmi dove di solito non si entra. Luoghi opachi, spazi chiusi, a volte invisibili. Per capirci, chat in cui circolanoimmagini intime senza consenso, forum Black Pill, marketplace di armi e droga, fino ai gruppi dove ragazzi giovanissimi vengono addestrati per fare attentati. La parte difficile non è tanto entrare in questi spazi, quanto uscirne con delle risposte. Perché la domanda non è solo cosa sto vedendo, ma cosa racconta di noi. In questi luoghi – protetti dall’anonimato, resi accessibili dalla rete, nascosti in piena vista – succede qualcosa che riguarda tutti, e che, per questo, deve essere raccontato. Ed è qui che nasce Abisso, il nuovo vodcast di Fanpage.it, per entrare negli spazi più oscuri della rete, per guardarli e per capirli. Ma è importante chiarirlo subito: non c’è voyeurismo. Non c’è spettacolarizzazione dell’orrore. C’è un’analisi critica. Ogni episodio parte da un’inchiesta, da settimane di infiltrazioni, ma non si ferma lì. Usa quel caso come una lente. Per guardare il rapporto tra esseri umani e tecnologia. Perché ogni innovazione porta con sé una domanda etica prima ancora che una promessa di progresso e ci costringe a guardare meglio noi stessi.
Non è un caso che quando ci siamo seduti a un tavolo per costruire Abisso, mi è venuta in mente la pietra oscura di Tezcatlipoca. È un dispositivo di divinazione Azteco usato dai sacerdoti per ricevere e mandare messaggi al mondo degli spiriti. Di fatto uno schermo nero, molto simile a quello che tutti i giorni teniamo in mano e guardiamo, anche noi, per cercare risposte. Risposte che arrivano, come per gli Aztechi, da un mondo che non capiamo appieno, non un mondo degli spiriti certo, ma fatto di algoritmi, codici indecifrabili. Una pietra che di fatto è uno specchio scuro, che restituisce il nostro riflesso distorto. Per questo il vero oggetto di indagine di Abisso non sono le macchine, ma gli esseri umani che le progettano, le desiderano e finiscono per esserne trasformati.
Nel vodcast vi racconto di bambole sessuali fatte a immagine e somiglianza di persone reali, di comunità che si iniettano "sostanze miracolose" testate solo sui ratti, di ragazzini che vengono adescati online per compiere attacchi terroristici o che entrano in forum dove vengono spinti ad assumere droghe per dimagrire. Dietro ogni storia raccontata in questo vodcast, però, c'è sempre qualcosa di più grande. Una domanda sul potere, sul desiderio, sulla solitudine, su chi stiamo diventando. Per rispondere bisogna inevitabilmente parlare di mercati, informazione, identità, politica. Ma soprattutto provare a capire cosa diventano quando passano attraverso la rete. E cosa diventiamo noi, dall'altra parte dello schermo. Perché quello che succede in fondo non resta lì sotto, prima o poi riaffiora. E lo ritroviamo fuori: nei fatti di cronaca, nei femminicidi, negli attentati nelle scuole, in ragazzini che chiusi in camera si martellano il viso per sembrare più uomini o che si tolgono la vita dopo aver parlato con un chatbot.
Perché alla fine l'abisso non è un luogo. Non è una chat. Non è un forum. Non è un algoritmo. L'abisso compare quando guardiamo abbastanza a lungo dentro questi spazi e iniziamo a riconoscerci qualcosa di familiare. Qualcosa che ci riguarda. Qualcosa che parla di noi. Ed è proprio per questo che vale la pena raccontarlo. Abisso esce ogni lunedì alle 16:30. Potete guardarlo e ascoltarlo su YouTube, Spotify e sulle principali piattaforme audio, oppure direttamente su Fanpage.it. Alcune puntate saranno disponibili solo per gli abbonati, in particolare quelle legate a temi sensibili che potrebbero essere limitati o rimossi dalle piattaforme. È comunque previsto un periodo di prova gratuito di 14 giorni: potete abbonarvi e disdire in qualsiasi momento, oppure scegliere di sostenere Fanpage.it.