
Ho trovato un sito dove puoi creare una bambola sessuale a immagine e somiglianza di chiunque. Anche la tua. Mandi una foto, fai un bonifico, una bambola a grandezza naturale con i tuoi occhi, bocca, naso, gambe, seno, viene spedita in un pacco anonimo all’indirizzo di casa. E se questa bambola avesse la tua stessa voce e personalità? Potrebbe finire nelle mani di chiunque, ex, stalker, colleghi. E potrebbero fare di quel corpo uguale al tuo tutto quello che desiderano. E se quel corpo non fosse il tuo? Ma quello di una ragazzina o di una bambina? Sono entrata nell’universo delle bambole sessuali su misura. Ho parlato con aziende, clienti, e mentre cercavo di capire se fosse davvero possibile creare una copia fedele ho trovato qualcosa di più. Non solo chi le vende, ma chi le compra e soprattutto perché.
Entri in un sito, scegli l’altezza, il colore degli occhi, la forma del viso, il peso, la pelle, perfino la voce. Poi clicchi su compra e te la spediscono a casa. Funziona così il mercato delle bambole sessuali. Un mercato che sta crescendo sospinto da personalizzazione e intelligenza artificiale. Fin qui potrebbe sembrare solo una curiosità un po’ strana, ma mentre cercavo informazioni, ho scoperto qualcos'altro. Perché oggi non puoi solo comprare una bambola, puoi farla identica a una persona reale. E a quel punto mi sono chiesta. Quanto è facile, davvero, comprare una persona online? E soprattutto è davvero possibile creare una copia fedele? Così ho deciso di provarci, usando me stessa come cavia.
Sono partita da Google. Basta scrivere parole chiave legate alle bambole sessuali per arrivare a negozi virtuali. Ce ne sono più di quanto immaginassi, con recensioni a quattro stelle, assistenza clienti e spedizione internazionale. Nel primo sito c’è un configuratore 3D. Posso scegliere il corpo, la faccia, il colore della pelle, la misura del seno, la forma delle labbra, la struttura delle ossa. Ci sono anche, leggo, bambole specializzate in rapporti orali automatizzati e regolatori per stringere la vagina. Posso scegliere se deve sembrare più realistico o più simile a un personaggio anime. Se deve avere un’espressione sorridente, neutra, o completamente vuota.
A un certo punto compare anche un’opzione per aggiungere componenti elettronici: voce, movimento, sensori, strumenti di intelligenza artificiale integrati. Dentro questi siti ho trovato di tutto. Anche bambole sessuali con facce di gatto, donne elfo poliziotte, bambole con sei seni fucsia, vendono anche gambe e piedi a parte, o mandibole elettriche per rapporti orali simulati.
File 1 | I siti per creare sex doll su misura
Fin qui siamo dentro al recinto più che legittimo delle perversioni personali. Il problema arriva quando entro in una sezione dedicata del sito intitolata “Crea la tua bambola”. Ci clicco sopra, nella pagina c'è scritto: “Se stai cercando una bambola del sesso personalizzata per soddisfare la tua fantasia sessuale, non cercare oltre. Inviaci le foto, le misure e le caratteristiche specifiche che desideri e costruiremo una bambola del sesso adatta. Ma il costo potrebbe essere leggermente più alto se abbiamo bisogno di sviluppare un nuovo stampo per il tuo ordine personalizzato.”
Sotto c’è una galleria inquietante di teste calve e pezzi di corpi da assemblare. Sembra uno strano laboratorio body horror, vicino c’è scritto: “La bambola può agire e muovere il suo corpo come una vera ragazza. Portala a casa, fai il suo padrone!”. Guardo meglio, allargo una foto, è un cranio grigio con un volto appena scolpito. Vicino c’è una foto, è una ragazza sorridente, il busto è uguale a lei. “Ogni testa personalizzata è realizzata a mano e rifletterà al meglio le caratteristiche principali”, si legge sul sito.
File 2 | Cosa ci hanno rivelato le aziende
Voglio capire se davvero è possibile creare una bambola a immagine e somiglianza di una persona reale, così decido di contattare le aziende che le sponsorizzano sui loro siti. La prima che mi risponde mi spiega che è l’unica che fa questo servizio in Europa, “basta che ci invii una foto e tutti i dettagli possibili e noi replichiamo in modo fedele la bambola e te la spediamo in Italia”. Mi dicono anche che la mia bambola avrà scheletro in acciaio resistente, e potrà fare tutte le posizioni sessuali che voglio. Non solo, mi spiegano anche che la mia bambola sessuale personalizzata sarà fatta in TPE , un materiale termoplastico ideale per la creazione di corpi realistici. “È indistinguibile dalla pelle umana” dicono. Poi mi assicurano “Durante un rapporto sessuale con una bambola realistica, potrete rilassarvi al 100% e pensare solo al piacere.”
Mi spiegano che la consegna sarà discreta, arriverà tutto in una scatola di cartone con un’etichetta vaga, verrà solo scritto "manichino in TPE". Non solo, "prima della spedizione di ogni ordine, inviamo sempre le foto del prodotto finito, con una risposta entro 24 ore si possono fare modifiche al trucco, alla parrucca e agli occhi." Mi dicono che posso pagare con un bonifico e che in tre settimane la mia bambola sarà pronta. Il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2000 euro per le bambole sessuali personalizzate. Praticamente un telefono di fascia alta. A quel punto chiedo anche se posso ordinare qualsiasi bambola personalizzata, se ci sono limiti come età o consenso, mi rispondono che devo solo mandare una foto.
File 3 | La storia delle sex doll inizia dalle donne di gomma
Dopo la chiamata mi fermo un attimo con le mie foto davanti, con la cartella creata come base per realizzare la mia bambola sessuale personalizzata. Mi chiedo come potrei sentirmi se quella bambola fatta a mia immagine e somiglianza finisse nelle mani e nel letto di un uomo. Che magari nemmeno conosco e prende le mie foto dai social oppure è il mio collega che vedo tutti i giorni. Siamo di fronte a una nuova forma di violenza resa possibile dall’evoluzione tecnologica, e per capire davvero quali sono i rischi dobbiamo provare ad allargare lo sguardo. Perché non siamo di fronte a un fenomeno di nicchia. Anzi.
In realtà le bambole sessuali esistono da tempo, dal 1800. Le troviamo infatti nelle riviste francesi dell’epoca in cui si parla di "donne di gomma" (femmes en caoutchouc). Arrivano nel mercato europeo durante il boom della gomma brasiliana del 1800, insieme all'invenzione della gomma vulcanizzata. La prima apparizione documentata si trova in un articolo del quotidiano francese Le Figaro che racconta di una mostra di prodotti in gomma americani all'esposizione universale del 1855. Non solo, nel 1908, lo psichiatra Iwan Bloch racconta in The Sexual Life of Our Time che queste bambole erano già in grado di imitare la secrezione delle ghiandole di Bartolino, per mezzo di un "tubo pneumatico" riempito d'olio.
Poi, nel XX secolo sono stati fatti passi avanti. Per esempio negli anni '70, il vinile , il lattice e il silicone sono diventati i materiali più utilizzati nella fabbricazione di bambole sessuali, il silicone, in particolare, consentiva di creare un effetto pelle più realistico. Il punto di svolta però è stata la pandemia di Covid che ha fatto aumentare la richiesta di bambole sessuali. La Libo Technology di Shandong, azienda cinese produttrice di sex toy, nel 2020 ha aumentato il personale per la produzione di sex doll del 25%, assumendo 400 lavoratori. La responsabile per le vendite estere, Violet Du, ha dichiarato al South China Morning Post che le linee di produzione erano attive 24 ore su 24 e che i dipendenti facevano doppi turni. La Aibei Sex Dolls Company di Dongguan, sempre in Cina, si è trovata a rifiutare ordini a causa dell’eccessivo numero di richieste.
File 4 | I clienti delle bambole
Non ci sono solo aziende di produzione ma abbiamo anche trovato negozi che affittano bambole sessuali. Per capire come funziona li abbiamo contattati. Spiegano che la bambola arriva a casa e poi quando finisce il periodo di noleggio, viene restituita e il servizio si occupa del resto. “Le politiche di restituzione sono semplici e di solito richiedono al cliente di riporre la bambola nella sua confezione originale per il ritiro o la consegna.” dicono. Mi rassicurano anche sulla pulizia, spiegandomi che ci sono protocolli di igiene molto rigidi. Anche su questi siti c’è la versione personalizzata, ma di personaggi famosi. Scorrendo ho trovato bambole sessuali di Anne Hathaway, Emma Watson, Rihanna. Devo dire che sono versioni posticce, molto meno realistiche rispetto alle bambole su misura. Siamo comunque di fronte a repliche non consensuali.
Mentre scorro i siti per l’acquisto o il noleggio mi chiedo: chi compra queste bambole sessuali? Personalizzate e non. La prima risposta è uomini. Il motivo è semplice basta guardare l’offerta per capire la domanda. Abbiamo trovato principalmente bambole sessuali femminili, in alcuni siti, la minoranza, c'erano bambole maschili. Una scelta ridotta comunque. Abbiamo anche chiesto a uno dei produttori qual è il target. Ci ha risposto così: “Tra gli acquirenti ci sono uomini single, partner a distanza, divorziati e persino persone con disabilità fisiche. Non esiste un cliente tipo". Per capire meglio contatto Ivan Taddei che gestisce a Modena un negozio di sexdoll iperrealistiche, Sintwin. Arriva in redazione con una bambola a grandezza naturale. "Lei è Celeste. Come puoi notare sembra abbastanza realistica, questo è dovuto a tantissime lavorazioni, ci sono 15 strati di colore, da vicino si vedono i pori, i capillari, le vene e hanno uno scheletro interno di acciaio".
Gli chiedo chi sono i clienti. "Dipende", risponde. "È un prodotto cercato da coppie per incrementare la complicità. Soprattutto dopo tanti anni che magari si sta insieme. Altrimenti persone che alla sessualità non ci arrivano e farebbero comunque diversamente a pagamento o in maniera illecita. Ci sono uomini soli o che vogliono sperimentare, molti si vergognano. Di fatto è uno strumento masturbativo di alta qualità". Quando gli chiedo se ha mai provato una bambola sessuale, Taddei annuisce, "certo è un prodotto che vendo quindi volevo capire come funzionava. Non mi è dispiaciuto, la mia è una vita sessuale normalissima e quindi mi sono detto può essere un prodotto valido per un po' per tutti". Non solo, Taddei spiega anche che può essere usata "in ambito sociale, stiamo facendo diversi test con ragazzi autistici per capire se le bambole possono essere un supporto per sviluppare una vita sessuale sana". Al di là delle promesse il mercato delle bambole sessuali non è privo di rischi. Ma ci arriveremo.
File 5 | Dentro i forum sulle sex doll
Voglio andare più a fondo e scopro che in Italia c’è un forum dedicato alle sex doll. Mi iscrivo e comincio a guardare i post e parlare con gli utenti. Scopro non solo chi c’è ma anche perché hanno scelto di acquistare queste bambole. Non tutti sono single, alcuni raccontano di essere sposati ma di aver comprato queste bambole per sfogare desideri sessuali o semplicemente perché le trovano eccitanti. La maggior parte però racconta che dopo averle acquistate succede qualcosa di strano.
Andrea, nome di fantasia scrive: "All’inizio ho comprato una bambola per motivi sessuali, questo è vero. Ma con il tempo, per me hanno iniziato a rappresentare anche qualcos’altro. Una bambola non è soltanto un comune sex toy. Stare con loro mi dà una sensazione di libertà, anche se breve: sì, una libertà dal giudizio sociale.Le mie ragazze non mi giudicano, non mi guardano con occhi strani, mi accolgono sempre. E così, attraverso il loro sguardo, anche io divento più sereno.”
Anche Luca racconta quanto le bambole sessuali siano diventate importanti nella sua quotidianità. “Per me sono più che semplici oggetti; sono una forma di espressione personale e creativa. Mi piace prendermi cura di loro, aggiungere tocchi personali e dedicare loro attenzione: mi aiuta a rilassarmi e a evadere dalla routine quotidiana.” Davide, 53 anni, dice: “Io ne ho qualcuna e mi tengono compagnia con la loro presenza, all'inizio era un sex toy, ma poi è diventato altro.” Dice anche: “Non credo di essere l'unico che con le proprie dolls ci parla e ci fa pure discorsi complessi. E poi mi diverto tantissimo a fare a loro i servizi fotografici. Con la mia Amy sperimento ogni volta trasformazioni estetiche. Parrucche, acconciature, accessori, abiti, scarpe, make up, pose, sguardi, le combinazioni possibili sono pressochè infinite”.
Nel forum parlano anche di come pulire il silicone delle bambole scambiandosi video YouTube, quali nuovi modelli comprare. La maggior parte però raccontano episodi di vita quotidiana. Luca dice “Per me non è solo un sex toy. Vive con me, fa parte della mia quotidianità. È una presenza silenziosa ma costante, e io la considero una parte della mia famiglia. La mattina spesso la metto accanto a me mentre faccio colazione. A volte guardiamo un film insieme. Ho anche un profumo fisso che uso solo quando sto con lei – così ha un suo odore personale, qualcosa che la rende “lei”. Ci piace anche ascoltare lo stesso genere di musica, e con il tempo, Janice ha iniziato ad avere una sua personalità.”
È evidente come ci sia un chiaro effetto di umanizzazione di queste bambole che funzionano grazie a un mercato che intercetta la solitudine, la trasforma in domanda e propone un prodotto. Ora questa proiezione, questa tendenza a umanizzare le bambole avviene con corpi vuoti di silicone. Immaginate allora cosa potrebbe succedere con sex doll con le sembianze di una persona reale e magari alimentate da intelligenza artificiale. In realtà anche nel forum c’è già chi sta facendo esperimenti. Luca racconta “Per darle una voce io uso ChatGpt sul cellulare. Ho impostato una bella voce femminile, metto il cellulare in tasca o in mano alla bambola e poi ci parlo e chat mi risponde. Praticamente è come parlare con lei.” Oltre a questi escamotage le stesse aziende stanno lavorando sulla personalizzazione avanzata e all'integrazione dell’intelligenza artificiale, con capacità di conversazione e memoria.
File 6 | Un'anima creata con l'intelligenza artificiale
Nelle nostre ricerche abbiamo infatti trovato case di produzione che vendono bambole realizzate con intelligenza artificiale. Nella descrizione di una di queste aziende c’è scritto: “Porta la tua esperienza a un livello superiore con un robot dotato di intelligenza artificiale. Quest'opera d'arte non è una bambola qualunque, ma un lovebot pronto a diventare il tuo compagno e amante romantico. Progettata per farti domande, imparare a conoscerti, adattarsi a te e farti compagnia nel modo più personale possibile. Crea il compagno dei tuoi sogni. Personalizza il viso e il corpo che desideri. Non essere solo. Niente drammi. Pura estasi.”
Anche Taddei conferma questa tendenza. "In realtà io lo vedo già il futuro, in realtà il futuro esiste è già, ora esistono robot ed esistono bambole iperrealistiche. Il nostro obiettivo come azienda è quello di trovare una congiunzione tra le parti, ovvero rendere una bambola iperrealistiche di utilizzo sessuale e anche di compagnia, ci sono già dei prototipi che comunicano e si muovono per le funzioni sessuali. Arriveremo ad avere vere e proprie compagne che danno compagnia in tutti i sensi a 360 gradi."
La direzione è chiara. Le nuove sex dolls non sono più solo oggetti, ma “companion digitali” e per questo non possiamo non considerare tutto il filone delle fidanzate artificiali che va di pari passo con le bambole sessuali. E infatti se da un lato cresce il mercato delle sex doll dall’altro decolla quello di avatar artificiali in grado di simulare una fidanzata. Sono entrata in questo mondo per capire come funziona. Anche in questo caso le fidanzate sono personalizzabili si può scegliere colore dei capelli e taglia del seno. Poi si passa al carattere. Si può scrivere una breve descrizione o selezionare i tratti. E tra i suggerimenti abbiamo trovato "insicura", "sottomessa" o "devota".
Di fatto le sex doll diventano un corpo per questi avatar sessuali. E qua scatta una seconda domanda: è possibile creare non solo la copia di un corpo ma anche di una persona? Di fatto sì. Le IA possono già essere addestrate con messaggi, audio, video, per simulare il carattere di una persona. Facciamo uno sforzo di immaginazione. Cosa succederebbe se a un corpo creato a immagine e somiglianza si aggiungesse una personalità che simula qualcun altro. Non siamo ancora a questo punto, ma le possibilità tecniche per realizzare questo ibrido pseudo umano che imita una persona reale ci sono. E questo è un problema.
File 7 | Cosa succede quando usi una sex doll
Le sex doll come le fidanzate artificiali rischiano di normalizzare rapporti senza reciprocità, senza consenso. Creano aspettative pericolose su relazioni umane vere. Tutto questo viene rafforzato da un effetto umanità, abbiamo visto dentro i forum come semplici bambole possono diventare per alcune persone delle vere fidanzate. Ma se diventa normale ordinare corpi personalizzati, replicare persone reali senza consenso, trattare il corpo come oggetto modificabile e acquistabile, si rafforza una logica di mercificazione totale dell’identità, dove il confine tra persona e prodotto si indebolisce.
Gli studiosi di etica digitale collegano questo fenomeno alla cosiddetta: “objectification by design” (oggettivazione progettata). Con le sex doll su misura dobbiamo fare un ragionamento più ampio sul tema del possesso e del corpo. Qui il problema non è più il sex toy in sé, ma la riproduzione non consensuale del corpo di una persona. Questo lo avvicina molto a fenomeni già studiati come deepfake pornografici o revenge porn ma in una dimensione fisica.
Una persona può non sapere che le sue foto sono state usate, non aver mai accettato la sessualizzazione del proprio corpo, vedere la propria immagine trasformata in un oggetto disponibile sul mercato. Questo introduce un concetto nuovo: il corpo come dato replicabile senza autorizzazione. Queste bambole sessuali su misura possono essere usate da stalker, ex partner, soggetti ossessivi. E la differenza rispetto al deepfake è importante: la bambola è fisica, persistente e personalizzata. Questo può rafforzare dinamiche di ossessione e controllo sulla persona reale.
File 8 | La bambola in tribunale
Ma com'è possibile che dal punto di vista legale si possa acquistare una bambola a immagine e somiglianza di una persona reale? Le piattaforme provano a tutelarsi scaricando la responsabilità sugli utenti, chiedendo di dichiarare di avere il consenso. Ma questo, nella pratica, non basta. Come spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy: “Secondo il GDPR, una foto è un dato personale e il suo utilizzo richiede un consenso chiaro, informato e dato direttamente dalla persona interessata.” Il nodo è proprio questo: è difficile immaginare un consenso per un uso simile.
“Le piattaforme non possono limitarsi a dire ‘non è colpa nostra’: la legge impone anche a loro di prevenire abusi, con sanzioni che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato.” Si rischiano anche conseguenze penali per diffamazione o revenge porn.
"Il problema si aggrava ulteriormente se si considera il contesto di utilizzo: la trasformazione dell’immagine in una bambola sessuale può incidere non solo sul diritto all’immagine in senso stretto, ma anche su diritti della personalità come dignità, identità personale e reputazione, tutelati anche a livello costituzionale dagli articoli 2 e 3 della Costituzione. La giurisprudenza civile italiana riconosce da tempo la risarcibilità del danno non patrimoniale derivante dall’uso non autorizzato dell’immagine, anche indipendentemente da una perdita economica, valorizzando la lesione della sfera personale dell’individuo."
"Dal punto di vista pratico, chi scopre che la propria immagine è stata utilizzata senza consenso per la creazione di una bambola sessuale dispone di diversi strumenti di tutela, che però possono essere attivati solo a fatto avvenuto. In primo luogo, è fondamentale documentare la violazione, acquisendo prove dell’uso dell’immagine e della riconoscibilità del volto. Successivamente, è possibile inviare una diffida formale al fornitore del servizio, chiedendo la cessazione immediata del trattamento e la cancellazione dei dati."
"Parallelamente, gli artt. 15 e 17 GDPR riconoscono all’interessato il diritto di accesso e di cancellazione (“diritto all’oblio”), che possono essere esercitati direttamente nei confronti del titolare del trattamento. In caso di mancato riscontro, è possibile presentare un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali oppure agire in sede civile per il risarcimento del danno ai sensi dell’art. 82 GDPR. Nei casi più gravi, soprattutto quando la condotta assume rilievo lesivo della dignità o della reputazione, può essere valutata anche la denuncia in sede penale." Resta infine poco chiara, in molti casi, la responsabilità diretta delle piattaforme come TikTok che danno visibilità a queste aziende.
File 9 | Bambole bambine
Ma i problemi non finiscono qua. Le sex doll infatti non sono solo a immagine e somiglianza di donne adulte. Sui siti abbiamo trovato bambole di ragazzine giovanissime, in uniforme scolastica, e sex toys chiamati “teen pussy”. Non si tratta di un caso isolato. A novembre 2025 la Direzione generale per la concorrenza, i consumatori e la repressione delle frodi (DGCCRF), l’ente governativo che vigila sulla correttezza delle pratiche commerciali in Francia, ha accusato Shein di vendere bambole sessuali dall’aspetto chiaramente infantile. Alcune avevano persino un orsacchiotto in mano. In un report sulla criminalità online, l’Europol ha sottolineato come questi prodotti possano “rafforzare schemi cognitivi devianti” e rendere più difficile la prevenzione di reati reali. Anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ha richiamato l’attenzione su nuove forme di sfruttamento sessuale mediate dalla tecnologia. E mentre la tecnologia continua a migliorare – più realistica, più intelligente, più accessibile – ci sono domande che restano indietro.
Chi possiede l’immagine di una persona? Dove finisce la fantasia… e dove inizia la violenza? Cosa succede alle relazioni umane quando ci abituiamo a rapporti senza reciprocità? Ma quello che stiamo analizzando non è solo un fenomeno culturale, è un’industria. Un’industria che cresce ogni anno e che ha capito una cosa molto semplice: il desiderio umano è scalabile. Più solitudine. Più isolamento. Più difficoltà nelle relazioni reali. Più clienti. Questo mercato non vende solo oggetti. Sfrutta desideri. Il desiderio di controllo. Il desiderio di evitare il rifiuto. Il desiderio di avere una relazione senza dover affrontare un’altra persona. Di avere chi vuoi, quando vuoi, come vuoi. Non è solo scegliere un corpo, ma replicare una persona fino ad arrivare a imitare un’identità. E una promessa: costruire qualcosa che assomigli il più possibile a una persona senza però esserlo davvero.
E mentre facciamo tutte queste domande – sul consenso, sull’identità, sul limite tra fantasia e violenza – la mia richiesta è ancora lì, le foto, le misure, la mail aperta. Da qualche parte, in una catena di produzione che non ho mai visto, qualcuno potrebbe costruire il mio corpo da usare come vuole. Un corpo che per “esistere” non ha più bisogno di me.