Il reddito di cittadinanza entrerà in vigore nei primi mesi del 2019, come ha assicurato anche oggi il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Ma i dubbi restano sui beneficiari e sull’importo che verrà erogato a ognuno di loro. Oggi a cercare di fare un po’ di chiarezza è il rapporto Svimez 2018, nel quale si analizza la situazione dell’economia e della società del Mezzogiorno. Proprio l’impatto del reddito di cittadinanza può essere fondamentale per il Sud e non solo. E per questo uno degli argomenti trattati dal rapporto riguarda le politiche per la lotta alla povertà. Si parte dal presupposto che il Reddito di Inclusione, la misura introdotta nella scorsa legislatura, è un passo in avanti rispetto al passato ma è comunque insufficiente. E alla luce di questi dati viene accolto “con favore” il reddito di cittadinanza come punto cardine della legge di Bilancio.

La Svimez ha effettuato anche una stima sull’impatto che questa misura può avere, considerando la spesa prevista dalla manovra. Il reddito “consentirebbe di ampliare significativamente la platea dei destinatari ma non di assicurare il raggiungimento della soglia dei 780 euro indicata dal governo”. Ma, in base alle stime fornite, per raggiungere questa soglia servirebbero 15 milioni di euro, quasi il doppio di quanto stanziato: “Con le risorse attuali, prendendo a riferimento le famiglie con ISEE inferiore a 6.000 euro – pur tenendo conto che circa il 50% potrebbe avere una casa di proprietà – è possibile erogare a circa 1,8 milioni di famiglie, di cui il 52,2% nel Mezzogiorno, un sussidio compreso tra i 255 euro per una famiglia monocomponente e i 712 euro per una famiglia con 5 o più componenti”. Un importo inferiore a quello annunciato dal M5s, secondo cui la soglia dei 780 euro mensili varrà per una persona singola.

Svimez sottolinea comunque come il reddito di cittadinanza permetterebbe un “forte allargamento rispetto al ReI dei beneficiari riuscendo a coprire quasi integralmente l’universo delle famiglie in povertà assoluta”. C’è poi un altro aspetto su cui si sofferma il rapporto, riguardante le diverse condizioni di povertà nelle famiglie italiane tra Nord e Sud. Sulla base dei criteri previsti dal reddito di cittadinanza, secondo Svimez, le risorse verrebbero distribuite in maniera non uguale su tutto il territorio nazionale. Ad avvantaggiarsi sarebbe proprio il Mezzogiornoche assorbirà circa il 63% del reddito di cittadinanza”.