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A Geppi Cucciari senza Radio Rai resta solo Rai 3 quando invece dovrebbe dominare i palinsesti

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Geppi Cucciari, 53 anni, al momento ha solo Splendida Cornice su Rai 3 all’attivo, dopo l’uscita dal programma radiofonico Un giorno da pecora. Vanto della cultura italiana, personalità pungente quanto il suo umorismo, i requisiti li avrebbe tutti per dominare i palinsesti della generalista, ma “qualcosa” non le consente mai di fare davvero il salto. Perché?

È delle ultime ore la notizia dell'uscita di Geppi Cucciari dal programma radiofonico Un giorno da pecora, per il quale ha prestato servizio negli ultimi undici anni. Più di un decennio per entrare nelle case degli italiani con la sua voce, mentre la sua versione 3D doveva attendere la seconda parte dell'anno, quando Splendida Cornice avrebbe occupato di nuovo la prima serata del giovedì su Rai 3.

Quest'anno avrà solo gli studi di Milano come casa professionale, ché la volontà di essere una pendolare pare non vada più a genio all'azienda. Facendo un giro di telefonate, le voci intorno Via Asiago confermano la versione data da Cucciari sui social: serve stabilità, una persona che garantisca copertura da Roma ogni giorno, che riconosca quella storica sede come indirizzo di lavoro e non come un luogo con cui collegarsi quando è impossibilitata per altro. Questa persona sarà Nancy Brilli, che pare sia piaciuta ai radioascoltatori, quando l'ha sostituita alla bisogna, e piaccia tanto anche a questo Governo. Non a caso rientra nel gruppo esiguo dei "55 seguiti" su Instagram da Giorgia Meloni, che nel corso dell'intervista con Peter Gomez (a La Confessione del 2026 su Rai 3), ha definito "una donna tutta d’un pezzo" dotata di "una fierezza che vorrei vedere in tutte". Non solo, lo aveva già detto nel 2023 proprio a Un giorno da pecora, dove era stata ospite: "Mi piace, è una coerente, sta lì, ci mette la faccia ed è solida" e alla domanda su chi avrebbe scelto tra Meloni ed Elly Schlein era andata dritta: "La Meloni, la segretaria PD è troppo complicata". Non si può dire quindi che il suo nome non sia benvoluto.

Geppi Cucciari invece da sempre si professa amante della scomodità. Pur non potendone fare un'equazione matematica, evidenziando un semplice gioco di causa-effetto, è indubbio che le continue frizioni con i Ministri della Cultura, Sangiuliano prima e Giuli poi, e la posizione politica ferma, spesso critica e oppositiva, nei confronti di questo Governo di certo non abbiano steso un tappeto di petali profumati sul suo cammino verso Viale Mazzini. Persino quando hanno messo Alessia Marcuzzi al suo posto ai David di Donatello si è fatto di tutto per allontanare la notizia da un piano governativo e riportarla in ambito televisivo.

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Cucciari e Sangiuliano

Ipotesi su un tavolo che perde vecchi commensali e ne acquisisce di nuovi, e fin qui. Ma, al di là di strade interrotte e uscite improvvise, perché mai un talento come quello di Geppi Cucciari non domina i palinsesti della Tv di Stato? Cosa sfugge della sua capacità di conquistare intere platee, che si trovi alla sagra di Ariccia o al Quirinale? Di certo, se l'unica alternativa valida alla terza rete è stata darle Sanremo con il freno a mano tirato, meglio lasciarla dov'è. Ma a oggi parliamo per sottrazione e non per addizione, depennando l'impegno in radio senza alcuna nuova prospettiva. Mentre i suoi interventi diventano puntualmente virali come esempio di satira capace di smuovere le coscienze oltre a far ridere di gusto (in Italia lei e Crozza riescono ancora nell'impresa), e cinema e teatro se la contendono, la Tv di Stato la tiene a mezzo servizio. Se non si vogliono vedere motivi superiori alla logistica di natura geografica, ovvero quella che le impedisce di preservare l'asse Roma-Milano con la presenza richiesta, quali sono quelli che impediscono un suo coinvolgimento superiore in progetti di più ampio respiro?

Quando lo scorso Sanremo è scoppiato il caso Pucci, Meloni si disse contraria alla censura della comicità e favorevole al tenere la politica giù dai palchi tv. Queste parole tornano ogni qual volta la libertà di pensiero ed espressione finisce col diventare di nuovo oggetto di analisi per colmare un vuoto argomentativo. Per ora non resta che sperare, numeri alla mano, che la costruzione di una generalista che guardi al futuro sia capace di investire, anche strategicamente, nel presente. La tutela di determinate professionalità passa tutta da qui.

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Casertana di origine, napoletana di adozione. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università L'Orientale di Napoli, sono Caposervizio dell'area spettacolo a Fanpage.it dal 2010, anno in cui il giornale è nato. Cinefila e appassionata di tv, nel tempo libero mi alleno a supportare un cognome impegnativo. 
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