Greta Scarano apre Venezia 2026 con un ventaglio a forma di anguria, simbolo della resistenza palestinese

Immagine
Grata Scarano, co-conduttrice a Venezia insieme a Nicolas Maupas, ha mostrato ai fotografi un ventaglio decorato con una fetta di anguria, simbolo della resistenza palestinese: “Ho sempre preso posizione, non ho mai avuto paura di farlo pubblicamente”.

"Il cinema non è soltanto arte e spettacolo, ma anche industria, cultura e politica. E il glamour del red carpet non può diventare un alibi per ignorare ciò che accade dentro e fuori dal mondo dello spettacolo", è questa la posizione di Greta Scarano e Nicolas Maupas, la coppia inedita scelta per condurre le cerimonie di apertura e chiusura dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, al via dal 2 settembre.

Alla vigilia dell’apertura del festival, i due attori hanno affrontato senza reticenze alcuni dei temi più delicati del settore: dal divario di genere, con una sola regista donna in concorso ufficiale, alle difficoltà legate al tax credit, la cui riforma è ancora attesa, fino alle questioni internazionali e, soprattutto, al dramma palestinese.

Immagine

Una presa di posizione che arriva mentre Venezia torna a trasformarsi, per dieci giorni, nel centro mondiale del cinema. A rendere ancora più esplicito il messaggio è stata Greta Scarano durante il photocall sulla spiaggia dell’Hotel Excelsior. L’attrice e regista ha mostrato ai fotografi un ventaglio decorato con una fetta di anguria, simbolo della resistenza palestinese, diventato particolarmente riconoscibile anche attraverso i social per i suoi colori.

Scarano, da tempo impegnata pubblicamente a sostegno della Palestina e di Gaza, ha inoltre firmato nei giorni scorsi l’appello di Venice4Palestine, che tra le richieste avanzate comprende anche l’esposizione della bandiera palestinese alla Mostra. Una posizione dalla quale non intende prendere le distanze neppure nel nuovo ruolo istituzionale affidatole dal festival: “Come sapete bene, ho sempre preso posizione, non ho mai avuto paura di farlo pubblicamente”, ha spiegato durante l’incontro in streaming con i giornalisti. E il fatto di essere quest’anno una delle conduttrici ufficiali della Mostra, ha sottolineato, non cambia le sue convinzioni: “Non è cambiato assolutamente nulla, neanche adesso che ricopro questo ruolo”. Per Scarano non c’è motivo di essere “più prudente o meno coerente” rispetto a posizioni che considera centrali nella propria vita, tra cui quella sul “genocidio del popolo palestinese”.

Immagine
L'arrivo di Nicolas Maupas a Venezia

Accanto a lei ci sarà Nicolas Maupas, che interpreta la scelta di una conduzione a due come il segnale di una Mostra pronta a cambiare: “Credo che la Mostra del Cinema di Venezia voglia essere al passo coi tempi”, ha spiegato l’attore, commentando il superamento della tradizionale figura della madrina, "Questo termine, madrina, sia un po’ forse obsoleto. In una Mostra come questa non c’è bisogno di una madrina”.

Scarano ha chiarito a sua volta il senso della novità, prendendo le distanze soprattutto dall’etichetta e abbracciando l'idea che essere due co-conduttori possa essere la chiave più giusta e anche contemporanea. Una scelta che rompe con la tradizione e fotografa una Venezia che, almeno nelle intenzioni, prova a rinnovare linguaggi e ruoli senza rinunciare al confronto con i temi più controversi del presente. Tra tappeti rossi, grandi star e anteprime internazionali, l’83ª Mostra si prepara così ad aprire i battenti chiedendosi quanto può un festival restare spettacolo puro e ignorare la realtà che lo circonda.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views