Report dopo Ranucci: la redazione in rivolta, la resistenza di Presutti e Piervincenzi, Sigfrido e la causa alla Rai
L'era di Sigfrido Ranucci conduttore di Report si è chiusa in maniera definitiva. L'annuncio con cui la Rai comunica di aver allontanato il giornalista dalla trasmissione di inchiesta di Rai3 è stato accompagnato dalla nomina dei nuovi conduttori del programma: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una scelta che, però, non è stata accolta di buon grado né dall'ormai ex volto di Report e nemmeno dai suoi storici inviati che, infatti, hanno manifestato immediatamente il loro dissenso.
Le trattative sulla conduzione e l'annuncio della Rai
Era nell'aria che la Rai potesse cogliere l'occasione per deporre Sigfrido Ranucci dal trono di Report, stavolta ne era consapevole lui stesso, ne aveva parlato dopo il suo spettacolo tenutosi a Cerveteri dove chiaramente diceva "Forse sarà l'ultimo da conduttore di Report"; anche gli inviati del programma erano preparati ad accogliere quello che, di fatto, era l'esito più prevedibile della faccenda. La notizia circolava nei corridoi di Via Teulada già da inizio settimana, si attendeva solo l'ufficialità, che è arrivata nel pomeriggio di giovedì 28 agosto con un comunicato del Servizio Pubblico in cui si rendono noti anche i nomi di coloro che prenderanno il posto di Ranucci. Prima ancora della diffusione della suddetta nota, agli inviati storici del programma, come Bernardo Iovene e Giulio Valesini, era stata chiesta la disponibilità nell'assumere il ruolo di capo-autori della trasmissione, proposta che sulle prime era stata accettata dai due giornalisti. Tra le ipotesi avanzate dalla redazione, infatti, che avrebbe voluto Giorgio Mottola al timone, c'era quella di optare per una conduzione a più voci, magari a rotazione, che non tradisse l'immagine e la forza stessa di Report. L'obiettivo sarebbe stato scegliere un nome interno, ma senza riconfermare Sigfrido.
Gli inviati di Report in rivolta: il comunicato e la minaccia di lasciare il programma
Una volta annunciati i due giornalisti che avrebbero preso le redini della trasmissione, Valesini e Iovene hanno fatto un passo indietro, non accettando la proposta di risultare come responsabili editoriali, in concerto con l'intera redazione che, infatti, ha immediatamente preso le distanze dalla scelta operata dalla Rai. Il nome di Giulia Presutti, d'altro canto, era tra quelli che sottobanco circolava già da qualche giorno, nonostante pare che lei spingesse per far tornare Ranucci, con cui i rapporti non erano mai stati particolarmente idilliaci. Dopo l'annuncio ufficiale, quindi, la redazione firma un comunicato nel quale sostiene che la scelta della Rai sia "inaccettabile" e minacciando di lasciare in blocco il programma.
Il nodo Presutti-Piervincenzi e la scelta della redazione
La situazione, al momento, non è delle più floride. Da un lato c'è la redazione di Report che non ha intenzione di cedere al disegno della Rai, sperando in una nuova interlocuzione con i vertici dell'azienda, dall'altro ci sono Presutti e Piervincenzi che rivendicano il fatto di essere giornalisti indipendenti, non conniventi col Governo, e non vogliono fare un passo indietro dinanzi alla possibilità che gli è stata offerta. C'è poi una questione da non sottovalutare che riguarda chi in Rai è stato assunto e che, quindi, una volta lasciato il programma dovrebbe optare per una nuova collocazione che, ad oggi, non sarebbe poi così semplice trovare. Diverso il discorso per i collaboratori a partita iva -non pochi- che inizierebbero a guardarsi intorno, una volta fuori dal recinto Rai.
Cosa farà adesso Sigfrido Ranucci
Infine c'è Sigfrido Ranucci. Contrariato dalle offerte della Rai, che non accetterà, sebbene equipollenti al suo status in termini di stipendio, ma nella sua ottica probabilmente non di prestigio. A Favignana, dopo lo spettacolo in cui ha presentato il suo libro Diario di un trapezista, ha commentato le proposte che gli sono state fatte, aggiungendo che la scelta della prossima conduzione di Report è "uno schiaffo alla meritocrazia". Il giornalista, ormai vicino alla pensione, dopo oltre trent'anni di servizio in Rai, si prepara a fare causa all'azienda per quella che rivendica come un'ingiustizia da lui subita. Il giornalista, inoltre, potrebbe optare per il reintegro in caso di ricorso contro l'azienda, scenario difficile, ma non del tutto inverosimile.