Le prime parole di Sigfrido Ranucci fuori da Report: “La morte del programma. Al mio posto scelte persone inadeguate”
A un paio d'ore di distanza dalla notizia che vede Sigfrido Ranucci deposto dalla conduzione di Report, come già si preventivava da giorni, il giornalista commenta la scelta della Rai e dei nomi che i vertici hanno individuato come nuovi conduttori del programma, ovvero Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.
È con un post su Facebook che Ranucci commenta l'esito di una vicenda che da settimane, ormai, lo vede come principale protagonista e che ha messo a repentaglio la sua credibilità al timone del primo programma d'inchiesta in Italia: "Sono venuto a conoscenza dall'Ansa che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report" scrive con un certo rammarico il conduttore che continua: "Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai". Il giornalista, che anche nei giorni scorsi rivendicava il lavoro fatto per il programma, senza mai pensare di fare un passo indietro in merito alla conduzione di Report continua la narrazione che "Il gioco è fatto".
E in merito ai giornalisti che diventeranno il nuovo volto del programma: "Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico". Ranucci continua sostenendo che non il suo non sarà un addio, pur non conducendo Report porterà avanti "la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri". La chiosa è abbastanza eloquente ed evidenzia il rammarico di un giornalista che sente di aver subito un trattamento ingiusto, da parte di quella stessa azienda che per anni gli ha permesso di portare avanti il suo lavoro d'inchiesta: "Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti". Infine, un ringraziamento a tutti coloro che in questa lunga estate lo hanno accompagnato e sostenuto, nonostante il battage mediatico nei suoi confronti.