Geppi Cucciari fuori da Un giorno da pecora dopo 11 anni: “Volevano qualcuno disponibile tutto l’anno”
Nancy Brilli al posto di Geppi Cucciari nel programma radiofonico Un giorno da pecora. La notizia, data dal Corsera, è emersa lo scorso 31 luglio quando il nome della nota conduttrice non appariva più accanto a Giorgio Lauro. Oggi è lei stessa a darne conferma, spiegandone le motivazioni: "A settembre dopo 11 anni non tornerò ai microfoni di Un giorno da pecora come avrei desiderato. Gli impegni di lavoro degli ultimi tre anni non mi hanno permesso di coprire tutta la stagione radiofonica, ma fino all’ultima edizione mi è sempre stato concesso di andare in diretta dalla sede rai di Milano per metà della stagione. Quest’anno nonostante la mia rinnovata disponibilità, questa soluzione, che mi consentiva di conciliare Un giorno da pecora con Splendida Cornice e gli altri impegni, non è stata ritenuta praticabile per ragioni editoriali. È stato deciso di avere qualcuno disponibile tutto l’anno".
Questo qualcuno è Nancy Brilli, che non sarebbe arrivata dal nulla: l'attrice infatti aveva già sostituito temporaneamente Geppi Cucciari a Un giorno da pecora nel periodo in cui si era assentata dalla trasmissione per dedicarsi al cinema. Secondo il Quotidiano Nazionale, la sua sostituzione sarebbe stata talmente convincente da spingere i vertici Rai a trasformarla in una presenza stabile. La versione data nello sfogo sui social non riporta alcuna identità, sottraendosi così da un fatto puramente personale, e sposta la lente sulla gestione aziendale e sulle "ragioni editoriali" che hanno impedito, di fatto, il suo rientro nello storico programma di Rai Radio 1.
Il problema delle due location si pone perché Un giorno da pecora viene dal lunedì al venerdì, dalle ore 13:30 alle 15:00, dalla storica Sala F di via Asiago a Roma, mentre Splendida Cornice si registra a Milano, nel Centro di Produzione Rai di Corso Sempione 27. La possibilità di andare on air da Milano ha agevolato gli ultimi anni di onorato lavoro per la Tv di Stato, ma quest'anno sembra che la medesima disponibilità da parte dell'azienda sia venuta a mancare.
In queste settimane estive, a seguito della diffusione della notizia sui palinsesti radio rai rimasti orfani del suo nome, è stata ipotizzata anche "un'epurazione", collegata alle passate tensioni della conduttrice con l'area governativa. Le sue frizioni con il ministro Sangiuliano prima e con Giuli poi non sono mai state segrete, bensì largamente condivise in circostanze pubbliche come Il premio Strega e i David di Donatello.
Quest'anno c'è chi si è chiesto il perché della sua assenza nella cerimonia di apertura al Quirinale, che l'anno prima, il terzo anno in cui era al timone, l'aveva addirittura definita "un'esperta guida di questa cerimonia". C'era Claudio Bisio al suo posto, un anno dopo la stoccata a Giuli, definito sul palco "l’unico ministro i cui interventi possono essere addirittura ascoltati al contrario come un disco dei Black Sabbath e a volte migliorano". La tensione in sala si poteva tagliare con un coltello, tant'è che il Ministro rispose con malcelata ironia chiamandola "ippeG" (il suo nome letto al contrario), replicando poi con una battuta sulle polemiche politiche: "La sinistra aveva gli intellettuali, ora gli sono rimasti i comici".
Cucciari termina il lungo post sui suoi social con un "Ci ritroveremo, ne sono sicura". Il suo nome è ancora presente nei palinsesti tv Rai, alla conduzione di Splendida Cornice appunto. Il resto si inserisce nella lista di casi radiofonici dell'ultimo anno, come Caterpillar e Rock and Roll Circus, oltre quella di Matti da legare con Belén Rodriguez, in attesa di una nuova produzione, ancora in via di definizione, con Andrea Delogu. Intanto, solidarietà di Francesca Fagnani nei commenti, lei che negli ultimi giorni continua a fare altrettanto rumore per la presunta instabilità di Belve tra le proposte Rai della prossima stagione e l'ipotesi che possa trovare un'altra casa. Fazio, Littizzetto, Annunziata, Gramellini, Bianca Berlinguer, Corrado Augias, Amadeus, Andrea Vianello e, fresco uscente, Milo Infante: anni di nomadismo professionale, in cui la Rai ha dovuto motivare più di un'interruzione di rapporto. Per non parlare di quanto sta accadendo con Ranucci e il programma Report, fissato per novembre ma ormai logoro e già stanco.