La sola buona notizia è che gli affreschi della Domus di Diomede si trovano da tempo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e, dunque, saranno stati risparmiati dall'ultimo crollo denunciato dalla UIL dei Beni Culturali; la cattiva è che l'intensa pioggia di ieri ha assestato un altro colpo alla città di Pompei, il secondo nel giro di pochi giorni, senza parlare di quelli dell'anno scorso (dei quali, sopra, un'immagine).

Sul posto, per accertamenti, si sono già recati i carabinieri; il luogo in cui l'ennesimo muro è andato giù sarebbe lo stesso dove, appena due giorni fa, due costruzioni, fortunatamente di età moderna, si sarebbero sbriciolate, lungo la Via dei Sepolcri che si percorre per visitare una suggestiva necropoli della città posta ai piedi del Vesuvio; lì si trova la grande Villa di Diomede.

Secondo quanto comunicato dalla UIL, come già accaduto, sarebbe stata l'operazione di scerbatura a spostare le pietre verso fuori, causando il crollo; la ditta incaricata dei lavori avrebbe immediatamente avvertito il custode che ha poi contattato le autorità, lanciando l'ennesimo, mesto allarme.

La notizia giunge dopo la conferma di ieri del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan dei 105 milioni di euro che l'Unione Europea ha intenzione di destinare a lavori che ripristinino l'intera area archeologica, ponendo fine alla rovinosa tendenza dei crolli. Una bella cifra, su cui si focalizzeranno gli interessi di chi ha come ultima tra le priorità la salvaguardia di questo patrimonio dell'umanità, se, come del resto si è sempre fatto se si è giunti a questo punto, non verrà inaugurata una seria politica di controllo sui lavori e su tutta l'organizzazione degli scavi di Pompei. (fonte ANSA)