Tensione alle stelle tra Russia e Ucraina. Il Consiglio nazionale ucraino di sicurezza e difesa si è riunito d'urgenza in piena notte a Kiev, con la presenza del presidente Petro Poroshenko, per chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale in seguito all'incidente sullo stretto di Kerch, fra Mar Nero e Mar d'Azov, dove le unità navali delle forze armate russe hanno aperto il fuoco di una piccola flotta di navi da guerra ucraine, ferendo alcuni marinai e poi sottoponendo a sequestro i natanti, cioè due unità militari cannoniere e un rimorchiatore. Un episodio che ha fatto esplodere una protesta a Kiev, dove alcune auto sono state incendiate davanti all'ambasciata russa. Il presidente Poroshenko ha spiegato che la legge marziale non significa "una dichiarazione di guerra". "L'Ucraina non ha in programma di fare la guerra a nessuno", ha assicurato il leader ucraino, definendo l'incidente di ieri "non provocato e folle". Il ministero della difesa ha però reso noto di aver diramato l'ordine di mettere le forze armate in stato di allerta operativa.

L'incidente è avvenuto ieri al largo della Crimea; due piccole navi da guerra e un rimorchiatore stavano attraversando lo stretto dirette verso il porto di Mariupol, città della repubblica filo-russa di Donetsk a lungo fronte caldo del conflitto tra Kiev e i separatisti vicini a Mosca, quando a sbarrare loro il passaggio è stata la Marina Militare russa, intervenuta dapprima con uno speronamento, poi aprendo il fuoco e infine sequestrando la flottiglia ucraina, accusata di non aver comunicato il passaggio alle autorità che gestiscono il traffico navale nell'area. La tensione è salita al punto tale che sulle imbarcazioni si sarebbero portati anche dei cacciabombardieri, poi rientrati nelle loro basi.

Lo Stretto di Kerch, luogo in cui si è verificato lo scontro, è sottoposto a una strettissima vigilanza dal 2014, nonostante un trattato del 2003 sancisse la libertà di circolazione in quel tratto di mare, fondamentale per i traffici ucrani. Ieri sera Federica Mogherini, Alto rappresentante della politica estera Ue, ha chiesto alla Russia di allentare la tensione e di ripristinare la libertà di circolazione. La situazione ad Azov, ha sottolineato Mogherini, dimostra come le tensioni e l'instabilità possano alimentarsi "quando non si rispettano le norme basilari di cooperazione internazionale". L'UE, ha ricordato, "non riconosce l'annessione illegale della penisola di Crimea alla Russia".