Il tribunale di sorveglianza gli ha concesso la semilibertà: il ‘biondino della spider rossa' che strangolò la 13 enne Milena Sutter, è libero di andare dove vuole. "Che ergastolo è questo?" hanno commentato su ‘Giallo', i legali dei genitori della ragazzina che fu rapita e uccisa nel 1971 a Genova, scatenando l'orrore generale. Lorenzo Bozano oggi ha 73 anni di cui 40 trascorsi in una cella del carcere di Porto Azzurro sull'isola d'Elba.

La sua vittima, Milena, aveva solo 13 anni ed era la figlia di Arturo Sutter, un industriale svizzero, patron dei detersivi Sutter. La ragazzina, studentessa di una scuola svizzera a Genova, sparì alle 17:00 del 6 maggio, mentre si dirigeva dall'istituto a casa, per una ripetizione di storia. La posizione sociale e il calibro della sua famiglia fecero subito temere un rapimento a scopo di estorsione e infatti il giorno seguente, il 7 maggio, una voce maschile telefonò a casa Sutter per chiedere in riscatto 50 milioni di vecchie lire. Prove dell'esistenza in vita di Milena, nessuna. Mentre la notizia faceva il giro dei giornali e i genitori della tredicenne si preparavano a pagare quell'ingente riscatto, pur senza avere più notizie dei sequestratori, il corpo senza vita di Milena affiorò nelle acque a pochi metri dalla spiaggia di Priaruggia, a Quarto dei Mille. Il suo corpo era svestito nella parte inferiore, solo un paio di slip e collant erano arrotolate attorno alle caviglie. Erano passate due settimana dalla sua scomparsa.

Dall'autopsia sul corpo della povera bambina fu possibile ricostruire che era stata strangolata il giorno stesso della sua scomparsa: pertanto, chiunque avesse fatto quella chiamata aveva voluto solo depistare le indagini. Il giorno stesso del ritrovamento venne arrestato Lorenzo Bozano, 25 anni, un ragazzo di bell'aspetto e di buona famiglia, noto per la sua abitudine di andare in giro su una Alfa Giulia Spider rossa e per essere imparentato con la famiglia di armatori Costa, titolare della compagnia ‘Costa Crociere'. Alcuni avevano notato la sua spider fiammante nei pressi di villa Sutter e della scuola svizzera e avevano riferito agli inquirenti della presenza di un ‘biondino'.

Emergerà poi a suo carico una denuncia fatta nientemeno che da suo padre alcuni anni prima alla Procura dei Minori di Genova dove era stato definito ‘uno psicopatico capace di qualsiasi delitto' e dotato di una ‘forte pulsione sessuale'. Nel '76, cinque anni dopo l'assassinio di Milena, Bozano fu condannato per sequestro di persona, omicidio e soppressione di cadavere. Dopo la condanna fuggì dall'Italia e solo per caso venne stato arrestato per altro reato e, infine, estradato nel nostro Paese. Già nel 1989 era stato dichiarato semilibero, ma aveva perso i permessi di legge per aver tentato di molestare due ragazzine di 14 e 17 anni. Il regime attuale gli consente di trascorrere tutto il giorno libero e di fare ritorno solo la sera in carcere, per trascorrere la notte.