Si sa che Trump non ama la diplomazia ed è abituato a usare linguaggi espliciti, soprattutto durante riunioni con il suo staff, ma la frase anti immigrati usata nel bel mezzo di una riunione ufficiale con alcuni parlamentari sui programmi di protezione a favore dei migranti è destinata far discutere. A deputati e senatori che gli chiedevano di rivedere la decisione di togliere lo status di protezione a migliaia di immigrati provenienti da alcune zone, infatti, avrebbe riposto: "Perché gli Stati Uniti dovrebbero avere tutta questa gente che arriva da questi buchi di culo di Paesi?". Si stava parlando di migranti provenienti da Haiti, El Salvador e alcuni Paesi africani quando Trump ha usato il termine "shithole countries".

A riportarlo è il Washington Post secondo il quale Trump si sarebbe spinto anche oltre spiegando ai rappresentanti del Congresso che gli Stati Uniti dovrebbero attirare più immigrati da paesi come la Norvegia. Frasi che ovviamente hanno spiazzato i presenti tra cui il senatore repubblicano Lindsay Graham e quello democratico Richard Durbin che pochi minuti prima avevano proposto al presidente un accordo tra i due partiti che prevedeva di tagliare del 50% la lotteria per i visti di ingresso negli Usa continuando a tutelare gli immigrati già residenti nel Paese con lo status di protezione perché colpiti da catastrofi come i devastanti terremoti che negli anni passati hanno colpito El Salvador o Haiti.

Dalla Casa bianca non smentiscono né confermano le indiscrezioni limitandosi però a confermare la sostanza delle posizioni di Trump. "Alcuni politici a Washington scelgono di combattere per paesi stranieri, ma il presidente combatterà sempre per gli americani", ha affermato il vice portavoce, Raj Shah, aggiungendo: "Come altri paesi che hanno un sistema dell'immigrazione basato sul merito, il presidente si batte per una soluzione permanente che rafforzi il paese dando il benvenuto a coloro che possono contribuire alla nostra società e far crescere la nostra economia". Del Resto Trump non è nuovo a simili uscite visto che appena pochi mesi fa aveva bollato i 15mila haitiani arrivati negli Stati Uniti nel 2017 come "tutti  malati di Aids", mentre parlando dei nigeriani arrivati poco prima aveva affermato: "Non torneranno più nelle loro capanne".

Intanto l'Onu ha condannato i commenti di Trump. Se confermati, sono "vergognosi e scioccanti", ha affermato il portavoce dell'ufficio Onu per i diritti umani Rupert Colville, sottolineando che tali commenti potrebbero mettere in pericolo vite umane fomentando la xenofobia. Da parte sua il Presidente, che nel frattempo ha anche annullato una visita in Gran Bretagna il mese prossimo per inaugurare la nuova ambasciata Usa a Londra, ha in parte smentito le sue parole affermando che "il linguaggio che ho usato al meeting sull'accordo Daca è stato duro", ma "non ho usato quel linguaggio". "Quello che è stato veramente duro è stato ricevere una proposta così stravagante", ha aggiunto.

I commenti del tycoon sugli immigrati hanno già scatenato delle conseguenze: l'ambasciatore americano a Panama si è dimesso spiegando di non poter più lavorare nell'amministrazione Trump.