Nove bimbi positivi di cui 4 con tubercolosi non contagiosa e 5 positivi al test ma né malati né contagiosi. Sono i risultati della massiccia operazione sanitaria lanciata dall'asl di Trieste che ha coinvolto negli ultimi mesi quasi 3mila bambini del capoluogo friulano dopo la scoperta della Tbc in una pediatra addetta alle vaccinazioni in un distretto sanitario della città. "Dei 2.518 bambini sottoposti a test tubercolinico di Mantoux o al Quantiferon test  i positivi in totale sono risultati 9, di cui 4 con tubercolosi non contagiosa e 5 positivi al test (né malati né contagiosi)", hanno spiegato infatti in una nota dall'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste facendo il punto della situazione dopo la conclusione dei test.

In realtà all'appello mancano ancora circa trecento piccoli le cui famiglie non si sono presentate ai controlli nonostante l'invito dell'asl. L'aggiornamento definitivo degli elenchi infatti ha stabilito che i bambini da testare alla Tbc erano 2.790, tutti nati fra il 13 novembre 2008 ed il 23 agosto 2016, con età fra 0 e 6 anni al momento del contatto con la pediatra. Sui 2.790 bambini invitati telefonicamente o attraverso raccomandate se ne sono presentati 2.496. A questi vano aggiunti alcuni fratelli o sorelle dei piccoli pazienti della pediatra.  I bambini che non si sono presentati risultano 294, per questo le famiglie "sono invitate a contattare il numero verde sanità 800991170 per prendere appuntamento".

Per quanto riguarda invece i test sui familiari della pediatra che sono stati in contatto con lei durante tutto il periodo della malattia non diagnosticata, "sono risultate positive 5 persone adulte su 18, di cui 4 in trattamento preventivo con Isoniazide ed una con sospetta tubercolosi polmonare non contagiosa posta in terapia antitubercolare". Infine fra i 10 collaboratori sanitari che hanno operato a stretto contatto con la dottoressa "3 sono risultati positivi al test, di cui 2 in trattamento preventivo con Isoniazide e 1 con tubercolosi polmonare non contagiosa posta in terapia". Fra i 26 contatti lavorativi occasionali una sola persona invece è risultata positiva al test. Il protocollo "ha permesso di intercettare tutti i bambini e gli adulti testati in una fase molto precoce dell’infezione, per cui nessuno è da considerarsi contagioso", hanno assicurato dall'asl.