È stato individuato ed identificato il minorenne che avrebbe spruzzato uno spray al peperoncino all'interno della discoteca "Lanterna azzurra" di Corinaldo, nell'Anconetano, provocando il fuggi fuggi che ha poi portato alla morte di sei persone. Il ragazzino, che è residente nella provincia, è stato identificato sulla base delle testimonianze. Rischia l'incriminazione per omicidio preterintenzionale. Nel locale era stata trovata una bomboletta di gas urticante, non è chiaro però se si trattasse proprio di quella utilizzata a margine del dramma. Il ragazzino non sarebbe stato ancora sentito dalla Procura dei Minorenni. Non è chiaro il motivo per cui abbia spruzzato lo spray: forse una discussione per rubare i cellulari dei suoi coetanei, oppure un "gioco" incosciente. Nelle ultime ore sui social network, aveva iniziato a circolare una foto di un ragazzino nascosto dal cappuccio, con tanto di appello social: "Fate girare il più possibile, qualcuno lo riconosce deve parlare". Altri testimoni parlano di un ragazzo col cappello e una maschera.

Intanto l'inchiesta su quanto accaduto a Corinaldo va avanti. Al momento non ci sono indagati, ma probabilmente nelle prossime ore ci potrebbero essere le prime iscrizioni. E se per l'utilizzatore della bomboletta l'accusa potrebbe essere quella di omicidio preterintenzionale, per i gestori del locale si fa strada l'ipotesi di omicidio colposo plurimo: avrebbero violato le norme sicurezza a partire dai 1.400 biglietti venduti a fronte di 469 posti disponibili. Ma Marco Cecchini, uno dei tre gestori, in un'intervista a QN si difende: "Non c'erano 1.400 persone come dicono tutti. Assolutamente. Secondo me non arrivavano a mille, anzi calcolando quelli che erano fuori a fumare, dentro ce n'erano poco più di 800. E' un locale che ha contenuto molta più gente".