Tabaccaia uccisa, parla l’assassino: “Ho agito per disperazione”

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Pasqualino Folletto “ha ribadito di avere agito perché disperato per i troppi debiti che si era fatto per pagare le cure della figlia malata”. Lo hanno spiegato i difensori dell’uomo, reo confesso dell’omicidio di Maria Luisa Fassi. Secondo quanto accertato dai carabinieri, l’uomo avrebbe però speso 11mila euro, che la famiglia ha ottenuto come indennità di accompagnamento della piccola, giocando ai videopoker.
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E’ stato convalidato l'arresto di Pasqualino Folletto, l’uomo di 46enne che avrebbe confessato di aver ucciso la tabaccaia di Asti, Maria Luisa Fassi. L'interrogatorio in carcere a Quarto d Asti è durato pochi minuti. Il gip, Giorgio Morando, ha contestato all'uomo le accuse di rapina aggravata e omicidio aggravato dalla crudeltà. “Il nostro assistito ha risposto in modo sincero, tra le lacrime, a tutte le domande – hanno detto i suoi avvocati Silvia Merlino e Stefano Romagnolo – e ha ribadito di avere agito perché disperato per i troppi debiti, con le banche e con i parenti, che si era fatto per pagare le cure della figlia malata".

Già nei scorsi giorni era trapelato la voce che Folletto avesse confessato in lacrime di aver ucciso per denaro: il 46enne magazziniere ha una figlia malata ma, nonostante questo, secondo quanto accertato dai carabinieri, avrebbe speso 11mila euro, che la famiglia ha ottenuto come indennità di accompagnamento della piccola, giocando ai videopoker. “La moglie del nostro assistito – hanno aggiunto i difensori – è addolorata e sconvolta. Non si immaginava neppure lontanamente una cosa del genere e verrà presto in carcere a trovare il marito”. Romagnolo e Merlino non escludono comunque di richiedere una perizia psichiatrica per il loro assistito.

Sul caso della tabaccaia di Asti è intervenuto pure il premier Matteo Renzi. “Sono rimasto colpito dalla dignità e dalla tenuta esemplare che tutti voi avete avuto in tutti i passaggi dolorosi di questa vicenda” ha detto il presidente del Consiglio, che domenica mattina ha chiamato al telefono Pietro Fassi, padre della donna uccisa. L'uomo ha già l'intenzione di aiutare la figlia malata dell'assassino perché "la sua famiglia non ha colpe". "Ce ne fossero di uomini come lei in questo nostro Paese", ha concluso il premier rivolto a Piero Fassi.

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