Qual è il comune italiano dei paesaggi mozzafiato che vuole sbarrare l’accesso ai turisti

Funes sembra un paesaggio da cartolina, un mondo che potrebbe esiste solo nelle fiabe: e invece è realtà. È un posto magico e per trovarlo non bisogna trasferirsi dall'altra parte del mondo: è un villaggio nel cuore delle Dolomiti, in Alto Adige. Prati verdi e rigogliosi, boschi di larici che d'inverno si riempiono di neve sui rami, montagne frastagliate tutt'intorno: è un incanto, amatissimo da turisti di ogni parte del mondo. Arrivano qui dal Giappone, dalla Cina, dagli States: tutti muniti di macchina fotografica o armati di selfie stick. Chiaramente sarebbe impensabile affidare ai soli occhi questi scorci: tutti vogliono una foto ricordo, vogliono conservare un'immagine del luogo.
Uno dei panorami più riconoscibili e instagrammati delle Dolomiti si trova proprio qui: è la chiesa di Santa Maddalena, con la catena delle Odle sullo sfondo. Presa d'assalto dai turisti è anche la pittoresca Chiesa di San Giovanni di Ranui. Complice il passaparola e i tag sui social, Funes è diventato popolarissimo, fin troppo. Questo ha portato non pochi problemi. "Non dico che i turisti disturbano. Ma ne arrivano tanti e dobbiamo gestirli. Per la tranquillità dei residenti e anche per garantire agli stessi turisti un'esperienza positiva" ha spiegato il sindaco Peter Pernthaler a Il Dolomiti.

Da qui la drastica ma necessaria decisione. Quest'anno, durante l'alta stagione (quindi da metà maggio a novembre) verranno alzate delle barriere che chiuderanno la strada ai non residenti: sarà concesso il transito solo a loro e a chi ha prenotato un pernottamento. I turisti mordi e fuggi, alla ricerca di uno scatto al volo, dovranno invece parcheggiare in un'area a loro designata e percorrere un sentiero più lungo per arrivare alla Chiesa di Santa Maddalena. È il punto panoramico solitamente preso d'assalto. "La strada a Santa Maddalena è molto stretta e piccola e noi, come Comune, dobbiamo mettere in campo tutte le soluzioni possibili per fare sì che sia i residenti che i turisti si possano muovere in libertà e senza restare incastrati nel traffico. Ci vuole ordine, sia per chi vive qui sia per chi vuole arrivare, fare la classica foto e andarsene" ha chiarito il sindaco.
Non è la prima volta che si arriva alle maniere forti, ma tre anni fa la misura non era andata a buon fine. C'era stata molta difficoltà nel farla rispettare: i turisti inseguivano i residenti attraverso le barriere aperte o le aggiravano in auto. Questa volta, infatti, sono previsti controlli molto più rigorosi: i tratti di strada più problematici saranno presidiati da personale apposito. Inoltre le tariffe giornaliere del parcheggio saranno aumentate, per scoraggiare gli influencer e i visitatori di passaggio, quelli frettolosi e ben poco interessati a fare realmente un'esperienza sul posto. Attualmente costa 4 euro al giorno. "Ci sono quelli che arrivano e vanno via nel giro di un'ora e mezza. Sappiamo che è così ormai da tempo, sappiamo che non possiamo farci nulla se non gestire la situazione e dobbiamo organizzarci. Ci vuole ordine. Quindi mettere la sbarra in accesso al paese e di conseguenza alla chiesa, non vuol dire che vogliamo impedire l'accesso ai turisti, ma che vogliamo regolamentarlo. Non si può pensare che un paese così piccolo resti bloccato per il traffico di auto" ha concluso il sindaco.
Quindi l'obiettivo a Funes è più che altro fermare i turisti mordi e fuggi che portano solo caos, non impedire l'ingresso a tutti i visitatori che restano i benvenuti e che sono sempre stati accolti con calore.