La crociera non è più da pensionati, la scelgono sempre più giovani: “Si fanno foto instagrammabili”
Solo a sentire questa parola, un tempo i giovani storcevano il naso: crociera. Era una modalità di vacanza decisamente poco apprezzata dagli under 40, considerato il tipico viaggio per le persone in età pensionabile: tutto il tempo a bordo di una nave, poca possibilità di decidere cosa fare, sempre le stesse attività, età media molto alta. Eppure qualcosa sta cambiando: la Gen Z sta riscoprendo la crociera, la sta apprezzando sempre di più. Non è più un mercato composto prevalentemente da over 60 e lo dicono i numeri. I trentenni e i quarantenni sono una componente significativa del mercato, soprattutto in Italia, dove l'età media è relativamente bassa.
Secondo i dati più recenti di Cruise Lines International Association (CLIA) l'età media del crocierista italiano è circa 42 anni, contro i 48 anni della media europea. La quota di passeggeri italiani tra 30 e 39 anni è stata nel 2025 pari al 12%; pari al 9% sia nella fascia 13–19 che nella fascia 20–29. La fascia 20–39 anni, dunque, abbraccia un buon 21% dei crocieristi italiani e circa il 36% dei passeggeri ha meno di 40 anni.
La conferma "sul campo" arriva dritta da una reporter 26enne del Daily Mail, che ha sperimentato sulla propria pelle il successo dell'esperienza in mare aperto e quanto sia gettonata tra i giovani della sua età. Alesia Fiddler è salita a bordo della Marella Voyager proprio per scoprire perché i giovani scelgono sempre più le crociere. Lei stessa è partita con qualche pregiudizio, che poi a bordo ha dovuto abbandonare, ammettendo di aver trovato sì tante donne in età pensionabile e meno coetanei, ma anche tanto divertimento. Il motivo è presto detto, lo ha spiegato lei stessa:
In sette giorni ho esplorato sei destinazioni, godendomi al contempo gli innumerevoli servizi offerti dalla nave (tra cui una fantastica spa) e l'intrattenimento tra una tappa e l'altra. Si ha la possibilità di visitare molti posti, spesso quelli di tendenza sui social media e si fanno tantissime foto degne di Instagram.
Questo aspetto che lei cita fa molto riflettere su quanto i social guidino le nostre scelte al giorno d'oggi, persino la destinazione di un viaggio. Oggi sembra che esista solo ciò che viene mostrato online, ciò che viene documentato con foto e video: è una continua gara a caccia del like. E al like, le foto che si scattano in crociera si prestano parecchio: tramonti, cieli stellati, porti, una distesa sconfinata di acqua cristallina. Ci sono poi tutti i posti che si visitano giorno dopo giorno e che offrono a loro volta tanti spunti, tanti scorci da fotografare durante le escursioni, le passeggiate, le visite guidate. È come trovarsi su un set fotografico h24.
La modalità di vacanza che offre una crociera è certamente molto diversa da un'avventura zaino in spalla e quindi non è certo adatta a chi predilige essere indipendente, sperimentare, esplorare in autonomia, decidere all'ultimo momento cosa fare. Spesso la parte più bella di un viaggio è proprio il fatto di non avere una tabella di marcia rigorosa da rispettare: ci si prende il lusso della lentezza, si spegne il cervello, ci si estranea un po' dal mondo. Viceversa, una crociera è sicuramente molto organizzata, strutturata in tappe rigide e predefinite: la logistica è gestita da altri e bisogna attenersi al programma. Questo per qualcuno può essere un vantaggio, così come il non doversi preoccupare di nulla, l'avere tutto a disposizione a bordo. Insomma: crociera o campeggio, dipende dalla personale idea che si ha del viaggio, del divertimento, della vacanza.