Karl Bushby fa il giro del mondo a piedi: torna a casa dopo 28 anni e riabbraccia la madre

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Il ritorno a casa di Karl Bushby
Karl Bushby ha impiegato 28 anni per fare il giro del mondo a piedi, incontrando tanti imprevisti in questa avventura durata più di quanto avesse preventivato.

Karl Bushby, un ex paracadutista britannico, ha portato a termine una missione incredibile, non alla portata di chiunque: ha fatto il giro del mondo a piedi, trascinando con sé un carrello carico di attrezzatura da campeggio. Lunedì è tornato a casa, nel nord dell'Inghilterra, dopo ben 28 anni di assenza e ha finalmente potuto riabbracciare sua madre. Ha dovuto fronteggiare pericoli e imprevisti in questi quasi tre decenni, che hanno prolungato il viaggio, che difatti si è protratto più del previsto. Ma non ha mai mollato.

Bushby era partito da Punta Arenas (Cile) l'1 novembre 1998, a 29 anni, pensando di stare via circa 5 anni: il suo obiettivo era fare 50.000 chilometri a piedi attraverso quattro continenti, circa 30 Paesi, per poi tornare a casa. Con sé aveva 500 dollari. Ed è quello che ha fatto, ma mettendoci 23 anni più del previsto. Si è rifiutato di prendere mezzi di trasporto, al punto da attraversare a nuoto il Mar Caspio e il Canale della Manica per evitare di utilizzare barca o aereo. Ci sono stati vari intoppi: l'abbandono da parte degli sponsor ha prosciugato le risorse economiche e si è ritrovato senza finanziamenti per l'avventura per molto tempo. Negli ultimi 16 anni, si è affidato principalmente a una casa di produzione, per la realizzazione di un documentario.

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Il ritorno a casa di Karl Bushby

Poi c'è stato il Covid, che ha ulteriormente rallentato tutto. A questo si sono aggiunti problemi burocratici di vario tipo, per attraversare i confini internazionali di alcuni Paesi più problematici. In più l'attraversamento di territori particolarmente pericolosi e difficili, come giungle, deserti e Paesi in guerra, hanno fatti il resto. Basti pensare che ci sono voluti quasi 10 anni solo per attraversare la Russia, procedendo a singhiozzo a causa di problemi con i visti e delle condizioni meteorologiche che permettevano di viaggiare solo per pochi mesi all'anno.

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Karl Bushby riabbraccia la madre

"Scusate per l'attesa" ha detto l'uomo appena arrivato davanti casa, dove c'era una numerosa folla di persone ad accoglierlo. Oggi non è più un ragazzo 29enne alla ricerca di avventura: è un uomo di 57 anni che ha visto tutto il mondo, col viso e il corpo segnato. "Sospettavo che ci sarebbero voluti più di 12 anni, ma mai avrei immaginato 28 anni" ha ammesso. Ha raccontato ad ABC News alcuni dei momenti più difficili affrontati in questa lunga avventura: i 18 giorni di prigione a Panama, l'elicottero che lo ha tratto in salvo durante la traversata dello Stretto di Bering, l'aggressione di un orso polare.

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Karl Bushby

In questi 28 anni è riuscito ad incontrare alcuni familiari, che lo hanno raggiunto quando possibile. Ma da dieci anni non vedeva sua madre, per questo l'incontro con la donna si è rivelato particolarmente inteso ed emozionante. "È stato quasi scioccante rivedere mia madre dopo tanto tempo – ha detto in una conferenza stampa – È cambiata molto. Siamo cambiati tutti molto in questo periodo". Ora c'è da fare i conti col ritorno alla realtà, col ritorno a una vita "normale": abituarsi e adattarsi non è semplice dopo 28 anni passati in giro per il mondo. "È come oltrepassare l'orizzonte degli eventi e precipitare in un buco nero – ha dichiarato all'Associated Press – Non ho idea di cosa stia per succedere nella mia vita". Ma non ha alcuna intenzione di starsene fermo: "Credo che l'unico modo per superare una cosa del genere sia quello di trovare un'altra missione, un'altra passione e darsi da fare".

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