Crisi carburante, l’Unione Europea dice no agli aumenti retroattivi sui biglietti già acquistati

La Commissione Europea fa finalmente chiarezza su alcuni punti riguardanti la crisi carburante legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz e la guerra in Iran. Dopo mesi di incertezza, teorie e allarmismi, l'8 maggio l'esecutivo europeo pubblicherà le linee guida per chiarire alcune delle disposizioni sui trasporti per i prossimi mesi. L'agenzia Agi ha avuto modo di visionare il documento in anteprima e ha comunicato un punto importante: "Le compagnie aeree non possono aumentare retroattivamente il prezzo dei biglietti già acquistati per via degli aumenti dei costi del carburante". Un aspetto fondamentale che forse porterà un po' di serenità ai consumatori, che i mesi scorsi si sono detti preoccupati, denunciando sovrapprezzi successivi all'acquisto, come nel caso della compagnia spagnola Volotea.
Le linee guida della Commissione Europea
È ufficiale: le compagnie aeree non possono aumentare il prezzo dei biglietti già acquistati per via del caro prezzi carburante. Nessuna Fair Travel Promise e nessuna scusa potranno reggere davanti alle nuove direttive dell'esecutivo europeo. Oltre all'impossibilità del sovrapprezzo retroattivo, le linee guida suggeriscono però che la carenza locale di carburante può essere considerata come una circostanza eccezionale e che questo può comportare il mancato risarcimento nel caso in cui il volo venga cancellato. Ovviamente, come ha sottolineato a Fanpage.it Massimiliano Dona, Presidente Unione Nazionale Consumatori, il risarcimento potrà anche non essere dovuto, ma il rimborso invece si, così come la possibilità di scegliere un altra data. Il semplice del carburante non è considerata una circostanza eccezionale e quindi non sarà più lecito applicare sovrapprezzi. L'esecutivo europeo tocca anche il tema dei pacchetti vacanze, ricordando che l'organizzatore può alzare il prezzo dell'8% a causa del costo carburante, ma è tenuto a informare il consumatore almeno 20 giorni prima della partenza. La Commissione Europea conclude su una nota abbastanza positiva, affermando che la situazione per ora rimane stabile e che non ci sono prove concrete di una grave mancanza di carburante, sottolineando che però se il conflitto in Iran dovesse continuare potrebbero esserci delle interruzioni nel rifornimento.