Cos’è una crociera subacquea, l’istruttore SSI spiega i rischi: “Rispettare limiti del proprio brevetto”

Il mare continua a esercitare un'attrattiva potente su chi è affascinato dalla sua grandezza, profondità e varietà di biodiversità. Sempre più persone non scelgono di fare solo vacanze rilassanti o sport acquatici, ma anche immersioni sempre più strutturate e viaggi pensati appositamente per chi vuole esplorare l’universo sottomarino. Tra queste esperienze ci sono le crociere subacquee, viaggi dedicati agli appassionati di diving che permettono di spostarsi tra diversi punti di immersione vivendo per giorni direttamente a bordo di imbarcazioni attrezzate. Nelle ultime ore, però, il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo la tragedia avvenuta alle Maldive, dove cinque italiani hanno perso tragicamente la vita durante un’immersione. Tuttavia è importante non cadere nell’allarmismo generale, perché nel mondo delle immersioni esistono regole precise, limiti ben definiti e brevetti che stabiliscono in modo rigoroso competenze e profondità consentite. Lo sa bene Giuseppe Masciandaro, agente di viaggio responsabile del programma Mastro Sommerso (uno dei brand del Tour Operator Mastro Viaggiatore) e assistente istruttore SSI, che a Fanpage ha spiegato come funzionano le crociere subacquee, quali sono i principali rischi e perché la formazione rappresenti l’aspetto più importante per praticare questa attività in sicurezza.
Partendo dalla basi, che cos’è una crociera subacquea?
Le crociere subacquee sono fondamentalmente imbarcazioni create appositamente per i subacquei. Oltre ai classici servizi dedicati agli ospiti, hanno spazi pensati per l’attività subacquea, dove riporre l’attrezzatura, prepararsi alle immersioni e gestire tutto ciò che serve prima e dopo le uscite in mare. Queste imbarcazioni esistono in numerose destinazioni del mondo, dalle Maldive all’Egitto, passando per Thailandia, Galapagos e Norvegia. Sono vacanze molto particolari, pensate per chi vuole vivere il mare in modo diverso rispetto alla classica crociera. Le regole, però, cambiano a seconda del Paese: ogni meta ha normative specifiche stabilite dalle autorità locali. Alle Maldive, per esempio, le immersioni tecniche sono vietate se non si possiedono autorizzazioni speciali. Le immersioni ricreative, quelle che normalmente si fanno durante le crociere subacquee, permettono invece di scendere entro determinati limiti di profondità. Per partecipare è necessario possedere un brevetto riconosciuto a livello internazionale ed essere accompagnati da guide specializzate.
Quali sono i rischi delle immersioni e perché i controlli sono importanti?
La subacquea può comportare dei rischi, ma se praticata rispettando le regole e i limiti previsti dal proprio brevetto non rappresenta un’attività pericolosa. Uno dei possibili rischi potrebbe essere una miscela respiratoria non adatta alla profondità raggiunta; durante le immersioni, infatti, le bombole possono essere caricate con diverse miscele. L’aria tradizionale contiene circa il 21% di ossigeno e il 79% di azoto, mentre il Nitrox aumenta la quantità di ossigeno riducendo però la profondità massima consentita. Se viene utilizzata una miscela errata per la profondità prevista, può subentrare la tossicità dell’ossigeno, che colpisce il sistema nervoso fino a provocare perdita dei sensi. Un altro elemento riguarda il rispetto delle normative locali, già il fatto di affrontare immersioni oltre i limiti consentiti significa assumersi un rischio importante. I subacquei esperti conoscono bene questi pericoli, ma proprio per questo prima di ogni immersione esistono controlli rigorosi, a partire dall’analisi dell’aria contenuta nelle bombole. L’addestramento serve proprio a questo: i subacquei vengono formati per ridurre al minimo i rischi e anche per saper gestire eventuali problemi sott’acqua.
Come si ottengono i brevetti subacquei?
Per immergersi non basta improvvisare, ovviamente. I brevetti subacquei sono certificati ISO e seguono procedure molto rigide. Il primo livello è l’Open Water Diver, che abilita a immersioni fino a 18 metri di profondità. Il corso si svolge nell’arco di circa uno o due mesi in Italia presso centri specializzati e autorizzati e comprende lezioni teoriche, esercitazioni in piscina e immersioni finali in acque libere. Una volta ottenuto il brevetto iniziale, è possibile proseguire con livelli successivi. Per arrivare a 30 metri serve l’Advanced Open Water Diver, che richiede immersioni certificate ed esperienze aggiuntive. Infine, per scendere fino a 40 metri bisogna conseguire il brevetto Deep. Dietro queste certificazioni c’è un percorso molto strutturato, la subacquea non è un’attività lasciata al caso. Ci sono regole consolidate e una formazione precisa che insegna sia la prevenzione sia la gestione delle emergenze. Ciò che spinge le persone è sicuramente la passione, ma la chiave resta soprattutto la curiosità. La Terra è coperta per oltre il 70% d’acqua e gran parte degli oceani è ancora inesplorata, molte persone si avvicinano a questo mondo perché a un certo punto si chiedono semplicemente cosa ci sia là sotto.