Caro carburante, Ryanair annuncia il taglio di migliaia di voli per l’inverno: possibili aumenti delle tariffe

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Un aereo della compagnia Ryanair sulla pista
I prezzi del carburante aereo sono fissi a 1.300 dollari alla tonnellata. Dopo un mese di agosto oltre le aspettative, Ryanair sacrifica migliaia di voli tra novembre e marzo per ridurre il più possibile le perdite.

Ryanair è passata da un mese di agosto sopra le aspettative all'odierna decisione di tagliare migliaia di voli invernali. Questo è il ritratto di come la crisi legata ai prezzi del jet fuel si è evoluta negli ultimi quattro mesi. In primavera, nel vivo del conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran, la situazione riguardante l'aumento dei prezzi del jet fuel veniva presentata dagli esperti senza troppi allarmismi. Un quadro estremamente delicato a cui, però, non si doveva guardare come una catastrofe imminente. Nel periodo di Pasqua 2026, l' Airport International Council (AIC) faceva sapere che l'86% degli aeroporti Europei disponeva ancora di risorse di carburante pari o superiore rispetto all'anno scorso. L'estate era salva, ma  il futuro lo sarebbe stato solo se i prezzi del Jet Fuel fossero ritornati ai valori normali, cosa che a oggi non è successa.

A provocare la mossa della low cost irlandese, secondo quanto detto dall'analista Alex Irving al Corriere della Sera, è il fatto che Ryanair abbia acquistato l'80%  del suo fabbisogno di cherosene per il periodo aprile 2026 – marzo 2027 a prezzi calmierati, ma per l'anno successivo questo precipiti al 15%. Dunque, per l'acquisto della restante percentuale di carburante necessario, la compagnia sarebbe esposta al reale prezzo di mercato, che attualmente è stabile a 1.300 dollari alla tonnellata. Per far fronte a tutto ciò, la compagnia ha deciso di sacrificare il periodo tra novembre 2026 e marzo 2027, cancellando un numero di voli che si aggirerebbe attorno ai 10.000. Una mossa strategica che tiene conto del fatto che proprio i mesi invernali sono strutturalmente quelli in cui le perdite delle compagnie aeree sono più elevate.

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La parte inferiore dell'ala di un aereo durante il rifornimento

L'altra via percorribile era quella di aumentare semplicemente le tariffe, soluzione che Ryanair vuole evitare il più possibile. D'altro canto, la compagnia avverte che se la situazione non migliorerà, un aumento generale del prezzo dei biglietti in Europa sarà inevitabile. Per quanto riguarda le tratte Italiane che verranno intaccate dal piano d'emergenza di Ryanair non si hanno informazioni specifiche. La stima più approfondita arriva dalle analisi del Corriere della Sera, che individuano come tratte poco redditizie, e quindi a maggior rischio di tagli, i collegamenti di scali come Roma Ciampino, Bergamo , Milano Malpensa e Venezia e Londra Stansted, le cui perdite nette tra novembre 2025 e marzo 2026 gravitavano tra i 2,7 e i 4,7 milioni di euro.

Come conseguenza della strada intrapresa, Ryanair ha abbassato le stime per l'anno fiscale 2027 a 214 milioni di passeggeri a fronte dei 216 milioni previsti inizialmente. Un dato che impressiona se si pensa che per la compagnia irlandese, lo scorso mese di agosto ha registrato numeri ben oltre le stime. Con 22,2 milioni il numero di passeggeri trasportati è aumentato del 6% rispetto ai 21 milioni di agosto 2025. Un valore che poteva essere anche più alto senza i  400 voli cancellati per via delle eruzioni dell'Etna. Secondo Ryanair, le misure adottate saranno efficaci per contenere le perdite, ma il futuro pende esclusivamente dall'andamento dei prezzi del petrolio, un fattore che, a oggi, sembra impossibile da prevedere.

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