Perché in autogrill trovi soprattutto bottiglie d’acqua da 0,75: c’entrerebbero i prezzi calmierati
Quando si viaggia in autostrada, l’autogrill è quasi un piccolo mondo a parte. Una parentesi nel viaggio, un’oasi dove fermarsi per un caffè, fare rifornimento, sgranchirsi le gambe e, soprattutto, comprare qualcosa da bere per rinfrescarsi prima di rimettersi in macchina. È anche uno dei pochi luoghi in cui, durante una vacanza on the road, si incontrano persone provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa: famiglie, gruppi di amici, camionisti, turisti diretti verso il mare o verso le montagne. Una sosta veloce che, però, può trasformarsi facilmente in una spesa tutt’altro che piccola. Il motivo per cui mangiare e bere in autostrada costa più che al supermercato o in un normale bar non è infatti riconducibile soltanto al prezzo dei prodotti. A incidere ci sono anche i costi legati alla gestione delle aree di servizio: tra questi, le modalità operative tipiche della rete autostradale, come l’apertura continuativa e la gestione dei servizi igienici, oltre ai costi dei contratti di affitto degli immobili, delle concessioni per la ristorazione e delle royalties sui marchi. Sono costi che, inevitabilmente, finiscono per incidere sui prezzi finali pagati dai viaggiatori. Eppure, proprio quando si parla di acqua, c’è un dettaglio che può fare la differenza. Molti consumatori hanno infatti segnalato una situazione apparentemente curiosa: le classiche bottigliette da mezzo litro, quelle più piccole e generalmente meno costose, non si trovano facilmente nei frigoriferi. Al loro posto compaiono soprattutto formati più grandi, come quello da 0,75 litri. Ma perché?
Perché gli autogrill nascondono le bottigliette da mezzo litro
A raccogliere le segnalazioni sul fenomeno è stato il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona, che ha raccontato di consumatori che, fermandosi in autogrill, si sono trovati davanti a frigoriferi con bottigliette da mezzo litro nascosti dietro ad altri contenenti quelle da 0,75. A prima vista si potrebbe pensare a una semplice strategia di marketing: mettere meno in evidenza il formato piccolo per spingere i consumatori ad acquistare quello più grande. Ma, secondo quanto spiegato da Dona, dietro ci sarebbe un meccanismo più complesso, legato proprio al modo in cui vengono regolati i prezzi nelle aree di servizio autostradali. I punti vendita presenti lungo le autostrade, infatti, operano sulla base di convenzioni stipulate con il concessionario. Per cercare di contenere i prezzi di alcuni beni destinati ai viaggiatori vengono individuati dei panieri di prodotti, cioè categorie e formati per i quali vengono stabiliti prezzi calmierati. Tra questi rientra anche la classica bottiglietta d’acqua da mezzo litro. Il meccanismo, quindi, è abbastanza semplice: se il rivenditore vende la bottiglietta da mezzo litro che rientra nel paniere, deve rispettare il prezzo previsto dagli accordi. Se invece propone un formato diverso, per esempio quello da 0,75, quel prodotto può non essere soggetto allo stesso vincolo. Ed è qui che può nascere l’escamotage: rendere meno visibile il formato da mezzo litro e lasciare maggior spazio a quello più grande, che può essere venduto a un prezzo più alto. Questo non significa, naturalmente, che ogni autogrill nasconda volontariamente le bottigliette da mezzo litro o che ogni punto vendita applichi questo sistema. Però molti lo fanno ed essendo l’acqua uno dei prodotti più acquistati durante le soste, il suo prezzo nelle aree di servizio è da tempo al centro delle polemiche.
La soluzione di Autostrade per l'Italia
Un’indagine di Altroconsumo ha rilevato nel 2025 un prezzo medio di circa 3,18 euro al litro per l’acqua nelle aree di servizio, contro circa 0,63 euro al litro nei supermercati. Proprio per evitare che la differenza tra i formati possa trasformarsi in una scappatoia, Autostrade per l’Italia sta modificando i panieri, con l’obiettivo di includere anche l’acqua da 0,75 per impedire che il rispetto del prezzo calmierato possa essere aggirato facendo i furbi. La prossima volta che durante un viaggio ci si fermerà in autogrill e davanti al frigorifero sembrerà esserci soltanto la bottiglia più grande, vale la pena dare un’occhiata anche più in fondo. Perché quella piccola da mezzo litro non è sparita: potrebbe semplicemente essere meno facile da trovare.
Forse meglio la borraccia
In un contesto in cui i prezzi continuano ad aumentare e lo spreco degli ultimi decenni sta causando evidenti problemi, primo fra tutti il riscaldamento climatico, forse esiste anche un'altra possibile soluzione. Armarsi in anticipo di borracce e borse frigo che possono molto semplicemente essere riempite nelle aeree di servizio, evitando così di svenarsi per pagare una bottiglietta d'acqua e inquinare l'ambiente.