Perché vogliamo leggere in compagnia: “Siamo deboli per farlo da soli, gli altri ti giudicano se abbandoni”
Prendere un libro dallo scaffale e leggerlo nel proprio letto o sul divanonnon basta più per staccare dal flusso continuo dei social media. Il fenomeno dei silent reading party ci offre l'opportunità di farlo in compagnia e di trarre dalla presenza degli altri la forza di concentrarci. Tutto questo prende vita a New York, nel 2023. Qui vivono Ben Bradbury, Tom Worcester, Charlotte Jackson e John Lifrieri, quattro amici che, come tutti i ragazzi tra i venti e i trent'anni, sono immersi nella frenesia senza fine del digitale. Decisi a fuggire da un mondo che li sta assorbendo completamente, hanno pensato di lottare con una delle armi più antiche: la lettura.
Un gruppo di amici che si riunisce a casa, dei libri a scelta e il silenzio, così nasceva il fenomeno dei silent reading party. In realtà la sua vera genesi va cercata un po' più indietro nel tempo. L'idea dei quattro giovani newyorchesi, infatti, si ispira al primo Silent Reading Party della storia, organizzato nel 2009 all' Hotel Sorrento di Seattle da Cristopher Frizzelle, allora direttore del giornale The Stranger. Era un grande evento pensato per festeggiare il centesimo anniversario dell'hotel, con di pianista che suonava musica dal vivo in sottofondo. Frizelle è poi tornato a promuovere la lettura collettiva durante la pandemia, organizzando incontri su Zoom, che oggi continuano oltre il confine degli schermi grazie al suo FrizzLitt Book Club.
Nel 2023, tutto era al posto giusto per fare esplodere il fenomeno. La cosa ironica è che, a farlo conoscere a tutti, è stato proprio il mondo digitale da cui cercava di sottrarsi. Quando Ben, Tom, Charlotte e John hanno iniziato a raccontare dei loro incontri sui social, i silent reding party sono diventati un vero e proprio trend, espandendosi prima nelle grandi città degli Stati Uniti e poi nel mondo. Visto il rapido successo i quattro amici di lì a poco hanno fondato la community Reading Rythms, trasformatasi poi nel brand Reading Party, che organizza momenti di lettura collettiva nei principali luoghi di ritrovo della città.
Come funzionano i silent reading party
Il "format" non è cambiato troppo dagli inizi: un gruppo di persone si raduna, a casa o in un luogo pubblico, ognuno con un libro a sua scelta. Spesso è anche un'attività alternativa per chi ha già un club del libro e in quel caso, solitamente, si legge ciò che è stato già deciso insieme. In genere l'esperienza di lettura dura circa un paio d'ore, ma può variare a piacimento, anche contando quanto tempo si dedica all'eventuale conoscenza reciproca quando si arriva sul posto e alla conversazione una volta finita la lettura. I silent reading party non sono solo un luogo sicuro per chi vuole ritornare in pace con se stesso, ma sono anche un'ottima occasione per chi è più introverso di stringere nuovi rapporti. Nel momento in cui si sa già di avere in comune la passione per la lettura, gli argomenti vengono da soli e si eliminano quei momenti di silenzio che tanto ci imbarazzano quando conosciamo qualcuno di nuovo.
Riappropriarsi del diritto alla lentezza
Secondo Marco Pedroni, sociologo della cultura e professore associato all'Università di Ferrara, la maggiore diffusione dei silent reading party sia una risposta ad una "fase della tarda modernità caratterizzata dall'accelerazione costante della tecnologia, che è anche un'accelerazione dei ritmi di vita". Questo è dovuto principalmente ai social media: "quelli delle origini erano strumenti di connessione", continua Pedroni, "mentre adesso li percepiamo sempre più come strumenti di estrazione di dati. Con il meccanismo dello scrolling entriamo in un circolo della dopamina che ci rende degli spettatori passivi". Il sociologo colloca i silent reading party tra le cosiddette pratiche di digital detox, perché "quando entri in un ambiente in cui ti dedichi alla lettura di un libro senza dispositivi, stai rivendicando il tuo diritto alla lentezza". Ma cosa cambia da leggere un libro in casa propria? Perché in compagnia funziona così bene? La risposta di Pedroni è che "probabilmente siamo troppo deboli per farlo da soli", e aggiunge: "Gli altri sono una risorsa, ma sono anche il giudice che ti giudica se abbandoni la missione, quindi è un forte incentivo".
La diffusione anche in Italia
Sull'espansione dei silent reading party, Marco Pedroni tiene a ridimensionare la situazione: "non è vero che adesso a ogni angolo del mondo se ne trova uno, però fa piace vederli moltiplicarsi". In questo senso, in Italia, diversi Comuni ed enti privati hanno fatto proprio il trend, trasformandolo in eventi organizzati per i cittadini. Nel 2025, il Museo Poldi Pezzoli di Milano ha tenuto due silent reading party esclusivi e, visto il doppio sold out, il gruppo Giovani del Poldi Pezzoli ha deciso di organizzarne un altro il prossimo 30 settembre. Questa volta si terrà all'interno del centro PIME e all'esperienza della lettura seguiranno un aperitivo e una visita al Museo Popoli e Culture. Aumentano anche i luoghi che ospitano questo tipo di eventi regolarmente. A Roma, la "Libreria Tra le Righe" è solita organizzare aperitivi riflessivi per confrontarsi sui libri letti. A Bologna, invece, "Baak – Libreria e Bistrot" crea l'atmosfera giusta con letture a lume di candela. In Puglia le cose si fanno in grande, con i silent reading party diffusi organizzati dalla Rete delle Biblioteche Puglia. Infine, alla libreria "Verso – Libri, Incontri, Bar" di Milano, i membri del Silent Book Club della città possono godersi l'esperienza accompagnandola con del buon vino o tisane selezionate.