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Paco Rabanne, la storia dello stilista rivoluzionario che forgiava i vestiti dal metallo

Artigiano e poeta, fabbro e stilista: nelle mani di Paco Rabanne, morto a 88 anni, perfino plastica e metallo si trasformavano in un sogno di alta moda.
A cura di Beatrice Manca
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Il metallurgico della moda. Così Coco Chanel aveva definito Paco Rabanne, stilista visionario che aveva cambiato tessuto – letteralmente – alla couture, usando metallo e plastica per le sue creazioni. Il designer spagnolo è morto venerdì 3 febbraio all'età di 88 anni. Il suo nome sarà per sempre legato alla Space Age e agli anni Sessanta, con abiti modernissimi che anticipavano – e anticipano ancora – il futuro. La sua storia e il suo lavoro hanno cambiato per sempre il corso della moda. "Siamo grati a Monsieur Rabanne per averci lasciato un'eredità di grande avanguardia e aver definito un futuro di infinite possibilità", ha scritto la sua casa di moda su Instagram nel dare l'annuncio della sua scomparsa.

La storia di Paco Rabanne e i dodici abiti che cambiarono la moda

Francisco Rabaneda Cuervo, questo il suo nome all'anagrafe, nacque nel 1934 con la moda già nel sangue: la madre era capo cucitrice dell’atelier di Cristobal Balenciaga. Dopo gli studi all'Ecole Nationale des Beaux-Arts di Parigi lavorò per Givenchy, Pierre Cardin, Courrèges, nomi con cui solo pochi anni dopo dividerà la scena. Paco Rabanne aveva la moda nelle mani, più che negli occhi: era un artigiano di grandissimo valore prima ancora che uno stilista.

Il famoso abito in metallo di Paco Rabanne
Il famoso abito in metallo di Paco Rabanne

Lo dimostrò a tutti nel 1966 con una sfilata destinata a cambiare il corso della moda: per lanciare il suo brand presentò all’Hotel Georges V di Parigi una collezione di soli dodici abiti realizzati con materiali mai usati prima: metallo, plastica e alluminio.

Un abito in mesh di Paco Rabanne
Un abito in mesh di Paco Rabanne

Non erano abiti pensati per essere indossati, ma per mostrare nuove possibilità espressive: non vestiti ma armature, cotte medievali in maglia metallica o tute da astronaute. C'è un altro motivo se quella sfilata è così famosa: per la prima volta le modelle camminarono con la musica in sottofondo. Se oggi la colonna sonora è parte integrante degli show, quindi, lo dobbiamo al genio di Paco Rabanne.

Paco Rabanne nel 1967
Paco Rabanne nel 1967

Perché Paco Rabanne è il metallurgico della moda

Antichissimi e moderni al tempo stesso, quegli abiti in metallo scandalizzarono Coco Chanel, che definì con malcelata superiorità Paco Rabanne "il metallurgico della moda". Una definizione che comunque traduceva bene la forza dirompente con cui Paco Rabanne si impose nel panorama sofisticato della couture: lui non creava la sua moda con ago e filo ma con martelli, pinze e tenaglie. La sua arte dell'assemblaggio ha scritto una pagina di storia della moda. Al tempo stesso, però, piacquero da morire a Salvador Dalì, sempre attento a recepire le novità, che lo definì il secondo genio di Spagna. Il primo, ça va sans dire, era lui stesso.

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Dalì, come molti altri, vide il valore artistico e dirompente dei suoi abiti che, indossati su corpo nudo, rendevano seducente perfino il metallo. Paco Rabanne incarnava perfettamente lo spirito di conquista degli anni Sessanta e la fiducia nella scienza che faceva sembrare tutto possibile, perfino la conquista della Luna (che infatti era a un paio d'anni di distanza). La corsa allo spazio ispirò un'intera stagione della moda, la Spage Age, e gli abiti essenziali e modernissimi di Paco Rabanno ne furono gli assoluti protagonisti.

Paco Rabanne con i suoi bozzetti
Paco Rabanne con i suoi bozzetti

Paco Rabanne e il cinema, da Barbarella a Audrey Hepburn

Tra le prime ambassador degli abiti di Paco Rabanne ci fu Françoise Hardy che nel 1967 apparve vestita di sole lamine dorate: a quel punto Paco Rabanne era uno dei designer d'avanguardia più desiderati del panorama internazionale. Nello stesso anno Audrey Hepburn indossò un abito iridescente con maxi paillettes per il film Due per la strada e l'anno successivo arrivò la consacrazione definitiva con il film Barbarella: Jane Fonda indossava i futuristici costumi disegnati dallo stilista spagnolo, dai cuissard ai body, diventando un'icona assoluta.

Jane Fonda nei panni di Barbarella
Jane Fonda nei panni di Barbarella

La ricerca stilistica di Paco Rabanne non si è mai conclusa: nei decenni successivi sperimentò con plexiglass, materiali e perfino con la fibra ottica, vestendo le top model con reti metalliche e cappe. Il suo nome è legato anche a un celebre profumo campione di vendite. Nel 1999, l'addio alla moda: Paco Rabanne si è ritirato e a portare avanti il marchio ci ha pensato Julien Dossena. Nel 2010 è stato proclamato Ufficiale della Legione d’Onore dal Ministero della Cultura francese.

Una sfilata di Paco Rabanne
Una sfilata di Paco Rabanne

Avanguardia forse è la parola che meglio di tutte racchiude il lavoro dello stilista. Un termine forse abusato nel panorama contemporaneo, ma non nel suo caso: Paco Rabanne è stato veramente il primo a lanciarsi in avanti in territori inesplorati, a conquistare nuovi avamposti per la moda. Artigiano e poeta, fabbro e artista, stilista e alchimista: nelle sue mani perfino il vile metallo si è trasformato in un sogno di alta moda.

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