Clio Zammatteo: “I colleghi si chiedevano perché avessi successo e loro no, mi auguravano che andasse male”
Dal primo video su YouTube sono passati quasi 20 anni: Clio Zammatteo è entrata nelle case del suo pubblico col nome di ClioMakeUp, insegnando come tirare una perfetta riga di eyeliner e come mettere bene il rossetto. Si trattava dell'era dei lunghi tutorial che ci tenevano compagnia il pomeriggio, che si guardavano assieme alle amiche per poi replicare la lezione davanti allo specchio. Nel frattempo sono arrivati Instagram e TikTok, il pubblico si è appassionato ai video brevi da scrollare uno dopo l'altro in metropolitana, le beauty influencer si sono moltiplicate e con esse i brand e i prodotti di cui parlare. Stare dietro ai cambiamenti di questo arco di tempo è stata una sfida, ma Clio l'ha vinta, perché è ancora un punto di riferimento nel mondo beauty e non solo per quelle ragazzine degli anni Duemila, oggi diventate donne e magari madri.
Non è sempre stato facile stare al passo. L'imprenditrice non ha nascosto la difficoltà del fare i conti con un mondo (quello social) sempre più competitivo, stressante, ricco di invidie, molto diverso da quello degli inizi. Ma col tempo e complice anche la maternità, ha rimesso tutto in prospettiva, ha imparato a dare il giusto peso alle cose. Anche per questo è riuscita a riallacciare i rapporti con Cristina Fogazzi, lasciandosi alle spalle le incomprensioni per collaborare su progetti condivisi. Per anni, invece, si era parlato di loro come nemiche, rivali. Tutto era iniziato quando l'Estetista Cinica aveva criticato un articolo sul blog di ClioMakeUp e il commento dell'ex marito di quest'ultima aveva peggiorato le cose. Intervistata da Fanpage.it, è stata la stessa Clio a spiegare il bisogno di vivere più serenamente il lavoro e il rapporto coi colleghi, che non sempre sono stati benevoli nei suoi confronti soprattutto agli inizi.
Clio come è andata la Masterclass al Franco Parenti che ti ha visto in scena assieme a Cristina?
È stata un'esperienza incredibile! Né io né Cristina siamo due performer e una Masterclass può risultare anche noiosa sotto certi punti di vista. È comunque quello che facciamo tutti i giorni sui social, ma stavolta era davanti a un pubblico. Eravamo indecise e invece è piaciuta tantissimo, ma è stato anche faticoso. Per me è veramente complicato riuscire a parlare e truccare contemporaneamente.
Quanto è durata la fase di preparazione?
Zero! Con Cristina non puoi preparare niente e tendenzialmente neanch'io amo seguire i canovacci. Abbiamo provato l'alzata della seduta per vedere quanto in alto dovesse essere Cristina per truccarla: e basta! Volevamo che fosse qualcosa di spontaneo.
Nella percezione all'esterno di una competizione tra te e Cristina, hanno influito le rispettive fanbase?
Lo zoccolo duro ci tiene ad essere il tuo paladino, forse più nel mio caso che nel caso di Cristina. Lei è una persona che si è sempre esposta molto di più e che si difende molto bene. Io sono sempre stata una più nell'ombra: se mi attacchi sparisco, perché non mi piace fare views su temi come lo scontro, la rivalità. Io parlo del mio prodotto, delle mie competenze. All'inizio c'è stato un po' questo scontro, poi è andata scemando perché né io né lei l'abbiamo alimentato. Molte persone neanche sapevano ci fosse questa rivalità, pensavano semplicemente che non ci frequentassimo, che non ci parlassimo, così come non ci si parla magari tra altre founder di brand, perché comunque c'è sempre un minimo di rivalità. Molti non sapevano proprio di ciò che era successo 6-7 anni fa.
Faceva più notizia la vostra rivalità in passato o fa più notizia la vostra amicizia oggi?
La riappacificazione, forse perché comunque è normale vedere persone litigare sul web o comunque vedere persone rivali. Viceversa è molto più difficile vedere due brand che fanno lo stesso mestiere unirsi. Quindi non è neanche tanto il fatto che avessimo fatto pace, perché in verità non abbiamo neanche mai litigato. Però unire insieme due brand che in realtà potrebbero togliere qualcosa l'uno all'altro, è stato un messaggio forte. Infatti è stato apprezzato tantissimo, visto che oggigiorno c'è chi venderebbe la propria nonna per una visualizzazione in più.
E tu lo sai bene. In passato hai esposto le tue difficoltà in un mondo così tossico e competitivo, diverso da quello di quando avevi cominciato su YouTube…
Oggi è difficile, il mercato è veramente saturo sia di brand che di prodotti e di lanci molto simili tra di loro. Se dall'altra parte hai dei competitor particolarmente agguerriti, ecco che viene fuori lo scandalo, le cose fatte per views. Ora che lavoro da un po' con Cristina posso dire che è bello avere delle alleate.
Nella tua carriera pensi di aver avuto più rivali che alleate?
Sicuramente persone che mi hanno augurato che non mi andasse bene! I miei primi haters erano persone più o meno del mio campo che si chiedevano come mai io riuscissi ad avere quel successo mentre loro non ce la facevano. Invece dalla community ho sempre ricevuto tanto supporto. Io poi, essendo anche volto del brand, qualsiasi cosa sia positiva che negativa la sento molto addosso: se un lancio non va, se un prodotto non piace. Qualsiasi cosa viene rivolta personalmente a me, però c'è una persona dietro il brand. Io sono una parte di ClioMakeUp. Anche le mie figlie, per assurdo, ogni tanto mi dicono: "Tu sei ClioMakeUp". E invece no: "Io sono Clio Zammatteo, ClioMakeUp è il brand".
Oggi questo peso lo senti di meno rispetto al passato?
Sicuramente. L'ho avvertito maggiormente quando abbiamo iniziato a macinare un po' di più, ad avere più gente nel team, più lanci. Insomma, quando si è entrati nella logica della grande azienda. Lì si è ingrandito tutto, anche i problemi. C'è stato un momento in cui non ero pronta forse. Adesso piano piano mi sto anch'io facendo un po' le ossa e quindi la vivo anche meglio, con meno peso.
A proposito delle tue figlie. Loro sono piccole: come le proteggi dalle insidie dei social e dell'esposizione mediatica?
Loro per ora non hanno il telefono e non lo avranno fino ai 12 anni. Non guardano i social, non hanno l'accesso a Instagram, YouTube, a nessun tipo di social. Ovviamente guardano la televisione, ma cerco di selezionare io. È importante che capiscano che non è all'interno di un cellulare il loro mondo. Cerco di spiegare anche il concetto di fama. La più grande vede che mi riconoscono, che mi chiedono le foto e io le dico che non è sempre e solo positivo: è bello anche avere della privacy, non essere conosciute.
Hai già affrontato discorsi sull'accettazione del corpo con loro? A volte i bambini sanno essere molto cattivi…
Purtroppo sì, ho già iniziato, ma più che altro perché mi accorgo che ne parlano. Mia figlia più grande mi dice: "Mamma, ho la pancia". Oppure mi racconta che la compagna di classe è stata bullizzata perché cicciottella. Io le lascio molto libere nel vestire, hanno due stili completamente diversi, due fisicità diverse ed è importante che capiscano anche questo, che non esiste un solo tipo di fisico. Cerco di inculcare il più possibile dei concetti positivi, perché poi purtroppo so bene che ci saranno delle influenze esterne.
Rispetto a quando hai iniziato su YouTube, qual è la sfida più grande del parlare di beauty sui social oggi?
Quando ho iniziato io eravamo in poche a fare contenuti e i video potevano durare dai 10 ai 30 minuti, anzi più era lungo e più entravi all'interno delle case delle persone: era un modo per sentirsi quasi parte della famiglia. Tante volte mi fermavano e mi dicevano: "Mi sembra quasi che tu sia un'amica, sei una di casa". Adesso devi correre dietro all'algoritmo che vuole video di massimo 40 secondi. È difficilissimo far passare bene un concetto elaborato o raccontarsi, ed è un peccato per chi come me vorrebbe far passare qualcosa in più, quella parte un po' più emotiva. Io infatti un po' lo sfido l'algoritmo, perché non riesco a stare in quei pochi secondi. Il video fatto per le views non mi interessa, non mi piace, non sono io, non ha senso, soprattutto verso la mia community che è abituata a ben altro. Un conto è essere virale e fare i numeri, un conto poi è avere delle persone che sono affezionate a te. Le persone mi dicono che le ho rallegrate in momenti tristi, che le ho aiutate a sentirsi meglio quando non si sentivano più belle. Non voglio perdere questo aspetto, perché è questo che fa sì che io sia ancora qui dopo tutti questi anni. Altrimenti avrei perso anche l'entusiasmo nel fare quello che faccio.
Tu come hai vissuto l'attenzione sul tuo aspetto fisico, ti pesava?
Tantissimo. Mi dicevano sempre che avevo un bel viso e che era un peccato che non fossi più magra. Nei miei primi tutorial mi si vedeva solo in viso, avevo 28 anni ed ero un po' più pienotta. Quando sono uscita dallo schermo, al primo evento e la gente mi ha visto, per me è stato difficilissimo. Ero in imbarazzo, perché si sarebbero resi conto che magari non ero come mi avevano immaginato. Tutti pensavano che fossi alta, per esempio. Ancora oggi mi incontrano e si stupiscono, perché invece sono piccolina. Poi io sono sempre stata una fisarmonica: ho fatto mille diete, fin da piccola ho sempre avuto questa difficoltà ad accettarmi. D'altronde se ti insegnano da piccola che c'è qualcosa che non va, te lo porti: è difficile toglierselo di dosso. A un certo punto però c'è uno switch secondo me, deve esserci: altrimenti non ha senso neanche vivere, non te la vivi serenamente.
Quando è avvenuto per te questo cambiamento?
Quando sono diventata madre ho cambiato tantissimo il mio punto di vista, me ne frego molto di più. Solo 7-8 anni fa mai sarei andata a fare la passeggiata sulla spiaggia soltanto in bikini, avrei messo un pareo. Ora con le bambine c'è sempre tanto da fare, nemmeno ho il tempo di pensare a coprirmi. Anche se qualcuno mi offende, se ne dimenticherà entro sera! E se invece continua a pensarci, evidentemente ha lui un problema più grande! Bisogna essere sereni nella vita: farsi nemici, vivere con il mal di pancia, non ha senso. Anche perché il tempo vola.