A Sanremo 2026 tornano i gioielli “vietati” l’anno scorso a Tony Effe: perché non sono più censurati?

In quanti ricordano le collane griffate e preziose che lo scorso anno furono vietate a Tony Effe al Festival di Sanremo? Poco prima di salire sul palco il rapper fu obbligato a togliere un appariscente collier di Tiffany&Co. che completava il suo look durante una delle serate e la cosa fece non poco scalpore, visto che venne considerata una forma di censura. La produzione si giustificò dicendo che quel prezioso, essendo iconico e chiaramente riconoscibile, andava evitato per non andare incontro a possibili episodi di pubblicità occulta. In questo 2026, però, le regole sembrano essere ancora una volta cambiate: i gioielli di Tony Effe sono tornati a Sanremo e non vengono assolutamente nascosti.
Chi ha indossato i gioielli a catena di Tiffany&Co. a Sanremo 2026
Nelle prime due serate del Festival di Sanremo 2026 i gioielli della collezione HardWear by Tiffany sono comparsi più volte sul palco indosso ai protagonisti della kermesse canora. Durante la prima serata Tredici Pietro ha indossato l'iconico bracciale a catena in oro giallo (da oltre 15.000 euro), lasciandolo in bella vista mentre teneva il microfono tra le mani. La sera successiva Bresh sul palco Suzuki ha sfoggiato il collier HardWear by Tiffany in oro bianco e diamanti da 96.000 euro.

Ancora prima, inoltre, anche Sayf aveva arricchito il suo outfit da green carpet con i preziosi chain del noto brand. Espressione della forza dirompente dell'amore, con il loro design a catena questi gioielli vengono considerati il simbolo della rinomata Maison di lusso.

Le regole sanremesi sulla "censura" sono cambiate?
Di fronte queste scelte "preziose" che non sono state censurate (a differenza di quanto accaduto l'anno scorso con Tony Effe), viene naturale pensare che le regole sanremesi in questo 2026 siano radicalmente cambiate. A smentire tutto ciò, però, è stato quanto accaduto a Luché durante la prima esibizione: sui suoi abiti è comparso dello scotch nero comparso per coprire il logo Louis Vuitton.

L'accaduto sarebbe la prova evidente del fatto che la "censura" al Festival esiste ancora e viene considerata essenziale per evitare ogni tipo di pubblicità occulta. Certo, probabilmente sul palco Suzuki, dove Bresh ha indossato il maxi collier d'oro e diamanti, la produzione non è così rigida come all'Ariston, ma è chiaro che c'è qualche "incongruenza", dato che anche sul palco ufficiale i gioielli a catena di Tiffany&Co. sono stati lasciati in bella vista dagli artisti. Considerando il fatto che continuano a essere iconici e riconoscibili, viene da chiedersi: il provvedimento nei confronti di Tony Effe fu esagerato lo scorso anno oppure in questa nuova edizione del Festival c'è stata qualche disattenzione di troppo sulla questione?
