A Roma la mostra su Kandinsky, la curatrice: “Non bisogna chiedersi cosa rappresenta, ma cosa ci suscita dentro”
Dal 15 settembre, Palazzo Bonaparte ospita una delle mostre di cui sentiremo maggiormente parlare in questi mesi. Aperta fino al 14 febbraio 2027, è un'esposizione interamente dedicata a Vassily Kandinsky, strutturata in modo da restituirne la storia umana e la complessità artistica. Sono oltre settanta le opere selezionate, prestate eccezionalmente dal Centre Pompidou e trovano posto, per la prima volta, anche alcune opere di Gabriele Münter, artista e compagna di vita di Kandinsky. Quest'ultimo ha lavorato forgiando un linguaggio pittorico moderno e innovativo con cui si è imposto come re dell'astrattismo, movimento di cui è considerato universalmente il padre fondatore nonché massimo esponente. Ha fortemente influenzato la storia dell'arte in qualità di protagonista assoluto delle avanguardie europee. Geometrie, colori, forme, musica: la ricerca di Kandinsky viaggia andando oltre la semplice pittura rappresentativa, fedele e oggettiva. Per l'artista, un dipinto può emozionare anche senza aderire perfettamente alla realtà, può ugualmente rivelarsi un'esperienza capace di evocare ricordi, sensazioni, immagini custodite nella memoria personale. Questo ha reso il suo linguaggio pittorico estremamente riconoscibile e rivoluzionario. La mostra, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou, è curata da Angela Lampe, che a Fanpage.it ha fornito qualche dettaglio in più su ciò che il visitatore troverà in sala e su come comprenderlo pienamente.
Qual è il criterio con cui sono state scelte le opere da esporre?
Le opere presentate in questa mostra provengono dalla nostra collezione. Ho selezionato quasi tutti i principali dipinti di Kandinsky in nostro possesso, mettendoli in dialogo con una selezione di oggetti personali appartenuti alla sua vita e al suo studio, tra cui la sua collezione di dischi e i materiali utilizzati per dipingere. Il mio intento era ripercorrere il percorso artistico di Kandinsky dai suoi primi anni fino alla fine della sua vita, nel 1944.
Che racconto viene fatto?
La mostra segue le diverse tappe di questa straordinaria traiettoria: gli anni della formazione a Monaco e i suoi viaggi attraverso l'Europa; il crescente desiderio di andare oltre la rappresentazione e la sua decisiva ricerca dell'astrazione a Murnau; le profonde trasformazioni degli anni trascorsi in Russia; il ritorno in Germania e l'influente periodo al Bauhaus; e, infine, gli ultimi anni a Parigi. Nel loro insieme, i dipinti e gli oggetti personali intendono offrire un ritratto intimo di un artista in costante movimento (geografico, intellettuale e, soprattutto, artistico) la cui ricerca permanente di nuove forme di espressione ha trasformato il corso dell'arte moderna.
Perché è un artista rivoluzionario?
Kandinsky è stato uno dei pionieri della pittura astratta, liberando radicalmente l'arte dai vincoli della figurazione. Per lui, forma e colore non erano più subordinati alla rappresentazione del mondo visibile, ma diventavano mezzi autonomi di espressione, capaci di rivolgersi direttamente allo spettatore e di suscitare una risposta interiore, quasi spirituale.
In che modo ha influito sul corso successivo della storia dell'arte?
Le sue sperimentazioni sul rapporto tra pittura, musica, movimento e teatro (In particolare nei suoi Bühnenstücke, come Il suono giallo – The Yellow Sound) anticiparono una forma di Gesamtkunstwerk (opera d'arte totale) che presenta forti risonanze con le pratiche artistiche immersive contemporanee. Mettendo in dialogo linguaggi artistici differenti, Kandinsky aprì nuove possibilità per un'arte capace di coinvolgere lo spettatore nella sua totalità. Nel suo Almanacco, si spinse ancora oltre, mettendo in discussione le gerarchie tradizionali tra la cosiddetta arte alta e bassa, così come tra le tradizioni artistiche occidentali e non occidentali. Il suo approccio era straordinariamente aperto per l'epoca: cercava di concepire l'arte come un linguaggio universale, capace di trascendere i confini geografici, culturali e disciplinari.
Un visitatore per comprendere pienamente l'astrattismo senza sminuirlo come dovrebbe accostarsi a queste opere?
Lo spettatore non dovrebbe chiedersi che cosa possa rappresentare una determinata forma, ma piuttosto che cosa essa susciti dentro di lui. Che cosa si prova di fronte a una macchia rossa su uno sfondo blu? L'arte di Kandinsky riguarda, in definitiva, l'esperienza della vibrazione generata dall'interazione tra colori e forme: percepirne la risonanza e, in un certo senso, ascoltare la musica del dipinto.