“Trovo solo partner non disponibili”: riconoscere e superare l’autosabotaggio

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L’esperta ha spiegato a Fanpage.it come funziona l’autosabotaggio: come riconoscerlo, come uscire dai pattern che si ripetono uguali in tutte le relazioni.
Intervista a Dott.ssa Serena Borroni
psicologa dell’Unità di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e associata di Psicologia Clinica all’Università Vita‐Salute San Raffaele

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Abbiamo tutti quell'amica che ci dice: "Non capisco perché trovo solo partner non disponibili. Cosa sbaglio?". A volte non è questione di sfortuna in amore: può esserci uno schema inconscio che viene reiterato e che porta a scegliere, desiderare o mantenere relazioni con persone emotivamente poco accessibili, magari uomini e donne già impegnati con altri. È una dinamica frequente e può aver a che fare con un meccanismo inconsapevole di autosabotaggio. Si dice di volere una cosa, ma in realtà si desidera inconsciamente l'esatto l'opposto.

Assurdo ma vero, è un paradosso: a parole si dice di voler essere amati, di volere accanto una persona sana che possa offrire una relazione stabile, ma nei fatti ci si ritrova in relazioni inconsistenti ed effimere, con persone che non hanno alcuna intenzione di dare quell'amore che tanto si reclama. Scegliere persone non disponibili è un modo per proteggersi, per restare nella comfort zone, per non rischiare davvero, per non mettersi mai realmente in gioco. Ripetendo lo schema, inoltre, si può sempre mantenere il controllo. È autosabotaggio anche far fallire una relazione perché non ci si sente all'altezza: entrano in gioco comportamenti malsani e distruttivi che finiscono davvero col raggiungere quell'epilogo estremo, lo si causa senza rendersene conto.

Come ha spiegato a Fanpage.it la psicologa Borroni: "I comportamenti di autosabotaggio sono inconsapevoli. Hanno a che fare con atteggiamenti e comportamenti che spesso mettiamo in atto senza senza consapevolezza, ma che a lungo andare alla fine portano a distruggere il rapporto o ad allontanare il partner". Spesso, si riproduce a oltranza questo comportamento perché lo si è appreso nell'infanzia, magari osservando dinamiche familiari di incostanza emotiva, di ricerca di attenzioni. Si interiorizza il modello e lo si applica di volta in volta.

"In questi comportamenti sicuramente ha un peso la storia passata della persona e anche le aspettative nei confronti del partner – ha spiegato l'esperta – Se la persona è convinta che il partner alla fine la lascerà perché non si sente degna di essere amata, magari potrebbe tendere a mettere in atto dei comportamenti che alla fine porteranno davvero il partner a ad allontanarsi. Per esempio, la persona può diventare assillante, molto bisognosa; si può vivere male lo spazio che giustamente il partner prende per sé. Tutto questo allontana la persona, perché una relazione sentimentale funzionale non dovrebbe essere sostenuta principalmente dal bisogno di accudimento e di presenza continua".

Possono essere davvero diversi i motivi dell'autosabotaggio: "Ci sono delle persone che hanno un'enorme difficoltà a stare in una relazione intima, perché l'intimità mette a disagio, quindi quando la relazione diventa più seria hanno bisogno di prendere le distanze, scappano, iniziano a investire meno nel rapporto e allontanano il partner".

Essendo uno schema relazionale che agisce in modo inconsapevole è difficile da rompere, ma non impossibile: "Si può modificare per esempio attraverso un percorso terapeutico. In certe circostanze è possibile che la persona riesca in qualche modo a raggiungere un po' di consapevolezza sui pattern relazionali che si stanno attivando, che si renda conto che si sta verificando lo stesso copione. Ecco un esempio di pattern relazionale che si ripete: non capisco perché mi trovo sempre degli uomini o delle donne non disponibili. A volte ripetere il copione ha a che fare con la riattivazione del sistema dell'attaccamento relativo alle prime figure significative della nostra vita. Ma il tipo di attaccamento si può modificare nel corso della vita anche quando si incontra un partner che riesce un po' a far cadere le barriere e a modificare gli schemi relazionali".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio medico.
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