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Migliorare la qualità della vita dopo i 65 anni: servono movimento, alimentazione e socialità

Migliorare la qualità della vita dopo i 65 anni? È possibile, basta trovare un giusto equilibrio tra movimento, alimentazione e socialità.
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L'Italia è uno dei paesi più longevi al mondo, basti pensare che l'aspettativa di vita ha superato gli 83 anni, ma cosa bisogna fare per preservare il più possibile la qualità della propria quotidianità quando si invecchia? Il primo rapporto Vivi l'Età di Meritene ha fatto una riflessione sulla longevità attiva, mettendo in evidenza quali sono i determinanti e le abitudini per un invecchiamento sano. Movimento, alimentazione e socialità: questi sono i tre must per preservare autonomia, forza fisica, salute cognitiva e qualità delle relazioni nel tempo.

La sarcopenia raddoppia il rischio di mortalità dopo i 65 anni

Promosso da Meritene e curato dal Prof. Ennio Tasciotti, Direttore dello Human Longevity Program dell'IRCCS San Raffaele di Roma, il Rapporto Vivi l'Età ha rivelato che per migliorare la qualità della vita dopo i 65 anni bisogna raggiungere un perfetto equilibrio tra corpo, mente e relazioni. Analizzando i dati raccolti su oltre 300.000 partecipanti, è emerso che soprattutto la sarcopenia (perdita di massa e forza muscolare) può raddoppiare il rischio di mortalità. Per evitarla o rallentarla è necessario prendersi cura del proprio corpo con movimento regolare, esercizi di resistenza e supporto nutrizionale. Così facendo, il corpo si rafforza, riducendo la sua fragilità e la conseguente perdita di autonomia.

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Perché bisogna consumare più proteine in età avanzata

Ogni ora aggiuntiva di attività fisica moderata riduce significativamente il rischio di sarcopenia. Programmi di esercizio di 6-36 settimane migliorano forza, velocità del cammino e performance fisica e i migliori risultati si ottengono attraverso programmi multicomponenti che combinano esercizio di resistenza, attività aerobica, equilibrio e supporto nutrizionale”, ha spiegato Ennio Tasciotti. Qual è l'alimentazione ideale dopo i 65? Bisogna favorire il consumo di proteine, visto che con l'età aumenta il bisogno proteico. Con l'invecchiamento, però, il corpo non riesce sempre a utilizzare efficacemente i nutrienti introdotti con la dieta. In casi come questi si parla di resistenza anabolica (che favorisce lo sviluppo della sarcopenia), per cui possono essere necessari 40 grammi di proteine per singolo pasto.

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L'importanza delle relazioni sociali

Da non sottovalutare, infine, l'importanza delle relazione sociali, che riescono ad aumentare la sopravvivenza del 50%, praticamente come quando si smette di fumare. “La solitudine cronica è associata a un declino cognitivo più rapido mentre la partecipazione sociale riduce il rischio di demenza. Con l’isolamento e la solitudine aumentano depressione, infiammazione sistemica, stress cronico e rischio di deterioramento cognitivo. La socialità, dunque, non è un extra ma una componente essenziale dell'invecchiamento sano”, ha concluso Tasciotti.

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