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La sveglia ideale per il mattino: come scegliere la suoneria perfetta per alzarsi con il piede giusto

C’è chi ha bisogno di sentire musica ad altissimo volume e chi si sveglia al minimo rumore. Ma quali criteri si devono seguire per scegliere la sveglia più giusta al mattino? Ci spiega tutto il neuropsicologo Iannoccari.
Intervista a Prof. Giuseppe Iannoccari
Neuropsicologo e presidente dell'Associazione Assomensana
A cura di Francesca Parlato
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Al mattino presto il mondo si divide in due categorie: c'è chi appena sveglio è pronto e pimpante, lucido e in grado di affrontare qualsiasi situazione, e chi invece ha bisogno di mezzora di silenzio, di carburare lentamente prima di iniziare qualsiasi tipo di attività. Ma se tutto questo dipendesse dal tipo di sveglia che utilizziamo? In quale modo i suoni che scegliamo per uscire dal mondo dei sogni influenzano la nostra ‘prontezza' di riflessi? C'è chi opta per la sua canzone preferita, magari un pezzo rock in grado di resuscitare anche i morti, chi invece preferisce il beep beep del telefono, chi i suoni della natura e chi invece qualunque sia la melodia che sceglie ha bisogno di impostare almeno 3-4 sveglie a pochi minuti di distanza per essere sicuro di alzarsi. Ma esiste un metodo per scegliere la sveglia più giusta? "Intanto è importante partire dal fatto che il risveglio dovrebbe essere sempre dolce e mai traumatico – spiega a Fanpage.it il professor Giuseppe Iannoccari, neuropsicologo – L'ideale quindi sarebbe scegliere una melodia in crescendo, una modalità che ci riporta alla veglia in modo graduale, che inizia bassa e cresce in modo che a un certo punto l'altezza del suono sia corrispondente alla sensibilità acustica di chi si deve svegliare". 

La sveglia varia anche a seconda dell'età

Il risveglio ideale è quindi un risveglio morbido, slow, durante il quale la musica o la suoneria scelte ad hoc ci accompagnano lentamente verso il giorno. Ma l'età è un fattore che conta quando si parla di sveglia. "Quando si è più giovani il sonno è molto più pesante e il risveglio è più difficile – spiega Iannoccari – Questo perché nei giovani più che negli anziani agisce un meccanismo inibitore, una sorta di filtro che consente di ascoltare alcuni rumori oppure di escluderli o integrarli nella propria ‘consapevolezza'. Sono meccanismi presenti in tutti noi a qualsiasi età, ma nei giovani funzionano meglio, con il passare del tempo infatti perdono la loro tenuta e diventano più permeabili agli stimoli esterni. Per questo un anziano si sveglia al minimo rumore". Infine c'è anche un altro motivo che riguarda l'altezza del suono. "Con il passare degli anni le prime frequenze che si perdono sono proprio quelle più alte".

I battiti al minuto e la frequenza cardiaca

Se al mattino ci piace essere subito svegli ed efficienti dobbiamo andare a guardare i battiti al minuto della suoneria della sveglia che scegliamo. "Partiamo dal presupposto che ci si addormenta spegnendo pezzi di cervello uno dopo l'altro e ci si risveglia allo stesso modo, un pezzo alla volta. Nella prima fase del risveglio non siamo tutti ugualmente lucidi, ma alcune sveglie possono darci un'attivazione più veloce. Quelle più efficaci hanno circa 100-120 battiti al minuto. Questo perché siamo estremamente sensibili alla frequenza dei battiti cardiaci, da quando siamo in utero, e utilizzare una base musicale che abbia un battito più accelerato rispetto al nostro cuore, la cui frequenza media è 60-70 battiti al minuto, ci dà l'indicazione che sta succedendo qualcosa, ci mette in allarme e questo ci fa svegliare di soprassalto. Questa sensazione fisica viene elaborata dal cervello come una sorta di allarme e provoca un risveglio immediato". Ma anche se l'effetto è assicurato non è detto che questo tipo di sveglia sia l'ideale. "Dipende molto dalla propria sensibilità – spiega Iannoccari – Molti potrebbero esserne infastiditi, soprattutto se si trovano nella fase del sonno profondo e addirittura si potrebbe avere l'effetto opposto, ovvero lo stordimento. Io suggerisco di trovare una mediazione e scegliere una musica che abbia tra gli 80 e i 100 battiti al minuto. Una soluzione che va bene sia per i più duri nel risveglio, sia per chi ha più facilità ad alzarsi". 

Come scegliere la sveglia giusta

La sveglia ideale, il suono perfetto, è in realtà un non suono: la vibrazione. "È l'ideale perché non è un suono imprevisto o improvviso e neanche allarmante, è semplicemente un rumore che viene percepito mentre si dorme, ed è in grado di provocare il risveglio". Banditi invece i beep beep e gli allarmi: "Suoni brevi e alti, suoni improvvisi che durante il giorno ci farebbero girare di scatto, sono assolutamente da evitare. Sono suoni che ci mettono in allerta". Meglio allora una melodia, che sia una suoneria o una canzone. "Cerchiamo una sveglia che abbia un suono prolungato, che non ci dia un colpo improvviso (anche in termini di Hertz) non troppo lenta e preferibilmente in una tonalità maggiore, questo perché le tonalità maggiori predispongono positivamente il pensiero del soggetto rispetto a quelle minori". Infine un ultimo consiglio che non riguarda la suoneria ma le modalità di impostazione della sveglia. "Moltissime persone mettono tre, quattro, anche cinque sveglie a pochi minuti di distanza l'una dall'altra perché convinti che sia un buon modo per un risveglio graduale. Magari devono alzarsi alle 7 e cominciano a mettere la sveglia dalle 6,30 a intervalli regolari. In realtà in questo modo non facciamo altro che togliere mezzora di riposo al nostro sonno. Quei microsonni che facciamo tra una sveglia e l'altra, non ci consentiranno un vero riposo. Avremo l'illusione di aver dormito fino alle 7 ma in realtà il nostro sonno si è fermato alle 6,30. Il mio consiglio è impostare un'unica sveglia, magari alle 6,55 e prolungare il più possibile il sonno ristoratore". 

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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