video suggerito
video suggerito

La baguette rischia di scomparire: la Francia sta riesaminando e proponendo altre ricette al posto dell’iconico pane

La baguette ha visto negli ultimi anni un calo drastico negli acquisti: sempre più persone, tra le nuove generazioni soprattutto, optano per altre tipologie di pane, ad esempio con farine antiche o grani biologici, mettendo in questo modo a rischio il futuro dell’iconico pane.
A cura di Elisa Capitani
0 CONDIVISIONI
Immagine

Non è eccessivo dire che la baguette sia il vero simbolo nazionale francese, un gesto quotidiano e un patrimonio riconosciuto a livello mondiale. La storia del pane più iconico del mondo, croccante fuori e morbido dentro, è meno antica di quanto si pensi: secondo gli storici la nascita della baguette viene dall'esigenza alle fine del XIX secolo di produrre un pane veloce e facilmente  trasportabile. Il resto è leggenda. Da quel momento la baguette rappresenta un pilastro della cucina francese, sempre presente nella quotidianità. In Francia vengono prodotte circa 6 miliardi di baguette all'anno e si parla di un vero e proprio rituale: i francesi vanno in boulangerie a comprare il pane fresco e mettono la baguette sotto l'ascella (sous le bras), per la necessità di trasporto pratico ormai diventato iconico. Tradition, classique, ficelle: non tutte le baguette sono uguali, ma dal 2022 sono tutte entrare nel Patrimonio UNESCO che non celebra solo un prodotto, ma anche l'arte della panificazione e tutta la cultura che ne è derivata. Ma se è così importante per i francesi, allora perché il mercato della baguette è in crisi? Secondo diversi media francesi, infatti, c'è stato un drastico calo dei consumi, che sono scesi da 3 a meno di una al giorno per persona negli ultimi decenni, al quale si aggiunge anche il cambio di abitudini alimentari.

Perché la baguette rischia di scomparire

Il calo dei consumi racconta un cambiamento profondo che riguarda soprattutto le nuove generazioni. Se un tempo il pane era un alimento centrale, oggi viene spesso ridimensionato o sostituito, complice anche una crescente attenzione verso regimi alimentari considerati più salutari o bilanciati. Diete a basso contenuto di carboidrati, maggiore sensibilità verso intolleranze e una generale riduzione delle porzioni hanno inciso sulle abitudini quotidiane dei francesi. A questo si aggiunge un mutamento nei ritmi di vita: meno pasti consumati in casa, meno tempo dedicato alla ritualità della boulangerie, meno spazio per un gesto che era insieme pratico e culturale. La baguette, simbolo di condivisione e semplicità, paga così il prezzo di una società che corre più veloce e mangia in modo diverso, trasformando un’abitudine radicata in una scelta sempre più opzionale.

Le neoboulangeries e le nuove alternative alla baguette

Parallelamente alla crisi della baguette tradizionale, si assiste però a una rinascita del pane in forme nuove. Le cosiddette neoboulangeries puntano su farine antiche, grani biologici, lievitazioni lunghe e processi artigianali, intercettando un pubblico attento alla qualità e alla sostenibilità. In questo panorama, il pane diventa un prodotto più ricercato, spesso anche più costoso, lontano dalla funzione originaria della baguette. Perché la baguette, al di là del suo valore simbolico, nasce con uno scopo preciso: essere accessibile, economica, capace di sfamare il maggior numero di persone possibile. Le alternative contemporanee rispondono ad altre esigenze, più legate al gusto personale e alla salute individuale che alla dimensione collettiva. Ed è proprio in questa tensione tra tradizione e innovazione che si gioca il futuro della baguette, sospesa tra il rischio di diventare un’icona del passato e la possibilità di reinventarsi senza perdere troppo la propria identità.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views