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Cosa dicono gli occhi della nostra salute, l’oculista Vallejo di Humanitas: “Giallo deriva dal fegato, tremore è stress”

I colore degli occhi, le pupille dilatate e i tremori delle palpebre sono sintomi che possono indicare patologie o condizioni fisiologiche da non sottovalutare. Con l’oculista José Luis Vallejo Garcia, Fanpage.it ha approfondito quali possono essere le cause all’origine di questi problemi e perché gli occhi sono fondamentale per la nostra salute.
Intervista a Dott. José Luis Vallejo Garcia
Responsabile Oculistica di Humanitas Mater Domini.
A cura di Elisa Capitani
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Gli occhi sono un piccolo mondo a parte, un microcosmo dove ogni cosa funziona seguendo regole precise e affascinanti. Non sono solo lo strumento attraverso cui osserviamo la realtà, ma anche uno specchio silenzioso dello stato di salute generale: cambiamenti di colore, movimenti involontari o alterazioni delle pupille possono raccontare molto più di quanto immaginiamo. Infatti, dal fegato al sistema nervoso, fino agli equilibri ormonali, numerosi disturbi sistemici possono manifestarsi proprio a livello oculare. Per questo imparare a riconoscere i segnali che arrivano dagli occhi non è solo una questione di benessere visivo, ma un primo passo fondamentale per intercettare eventuali problemi più profondi. Ne abbiamo parlato con José Luis Vallejo Garcia, responsabile Oculistica di Humanitas Mater Domini, per capire quali siano i sintomi più comuni da osservare e quando è necessario rivolgersi a uno specialista.

Quando il bianco dell’occhio assume una tonalità giallastra, quali sono le principali cause mediche da considerare e quali organi possono essere coinvolti?

Quando la congiuntiva, ovvero la pellicola trasparente che ricopre la parte bianca dell'occhio, la sclera, tende al giallastro, nella maggior parte dei casi si tratta di un segnale legato al fegato o alle vie biliari. Può però essere anche un campanello d’allarme di patologie ematologiche, come alcune forme di leucemia. È un fenomeno generalmente progressivo, che non compare improvvisamente: spesso chi vive accanto al paziente può non accorgersene, mentre risulta più evidente a chi non lo vede da tempo. In ogni caso, è un segnale da non sottovalutare e che richiede accertamenti.

Gli occhi rossi sono spesso associati a stanchezza o allergie, ma in quali casi possono indicare patologie più serie a livello oculare o sistemico?

È importante distinguere le diverse forme di arrossamento. L’occhio può apparire rosso in modo diffuso oppure in modo più importante nella zona attorno all’iride. Nel primo caso si tratta spesso di una semplice iperemia legata a congiuntiviti, che possono essere infettive, allergiche o irritative. Quando invece l’arrossamento è localizzato attorno all’iride, può indicare un processo più profondo e potenzialmente più serio, come una cheratite o un’uveite, ovvero infiammazioni della cornea o intraoculari. In casi estremi, anche una pressione oculare molto elevata può causare arrossamento, ma è solitamente accompagnata da dolore intenso e altri sintomi evidenti.

Il tremore involontario della palpebra è un disturbo molto comune. Quali sono le cause fisiologiche più frequenti?

Le cosiddette fascicolazioni palpebrali sono nella grande maggioranza dei casi benigne. Le cause più frequenti sono lo stress, la stanchezza, la mancanza di sonno e carenze di elettroliti; anche un eccesso di caffeina può contribuire. Più raramente possono anche essere legate a patologie neurologiche. In genere si risolvono spontaneamente migliorando lo stile di vita, il riposo e, se necessario, con un’integrazione mirata.

Quali origini possono avere muco e secrezioni degli occhi?

Una minima produzione di secrezioni è fisiologica: rappresenta uno dei meccanismi con cui l’occhio si pulisce, intrappolando e rimuovendo particelle irritanti. Quando però le secrezioni diventano abbondanti, fino a incollare le palpebre, si entra in un quadro patologico. Possono essere presenti congiuntiviti di varia origine, ma esistono anche forme più gravi, come la congiuntivite iperpurulenta da gonococco, una malattia sessualmente trasmissibile, che richiede un trattamento urgente perché può portare a complicanze molto serie. Anche residui di trucco possono causare secrezioni, soprattutto al risveglio, irritando la superficie oculare.

Le pupille dilatate non sempre dipendono dalla luce. Quali possono essere le cause di una dilatazione persistente?

Più che la dimensione in sé, è importante osservare la differenza tra le due pupille. Alcune persone hanno naturalmente pupille più grandi, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. Il vero segnale d’allarme più comune è l’anisocoria, ovvero una differenza significativa tra una pupilla e l’altra. Questo può indicare problemi neurologici anche importanti, come un aumento della pressione intracranica o altre patologie tumorali. Esistono però anche condizioni più benigne, come la pupilla di Adie, legata a una disfunzione dell’innervazione, che comporta pochi sintomi e spesso non altera la visione in modo significativo, più frequente in donne di giovane età.

In che modo stress, carenze nutrizionali o alterazioni ormonali possono riflettersi sulla salute degli occhi?

Lo stress e la stanchezza incidono direttamente su diversi disturbi oculari, come le fascicolazioni o la sensazione di affaticamento e mal di testa. Le carenze nutrizionali possono alterare sia la lacrima che la superficie oculare, ma anche la funzionalità retinica. Anche gli squilibri ormonali giocano un ruolo importante: per esempio, con l’età e soprattutto dopo la menopausa, si riduce la qualità e la quantità del film lacrimale. Inoltre, alcune patologie come l’ipertiroidismo possono manifestarsi inizialmente proprio con sintomi oculari, come irritazione o sensazione di corpo estraneo.

Esistono segnali oculari che possono rappresentare un campanello d’allarme per malattie sistemiche?

Sì, l’occhio è spesso uno specchio dello stato di salute generale. La sensazione persistente di sabbia negli occhi può essere legata a una semplice secchezza oculare, ma anche a malattie autoimmuni o disturbi tiroidei. Le forme gravi di diabete posso esordire con importanti problemi visivi, molto importanti anche le malattie neurologiche come la sclerosi multipla che può iniziare tipicamente con alterazioni visive o infiammazioni intraoculari. In sintesi, l'occhio avendo dei mezzi trasparenti e consentendoci di guardare al suo interno, è una finestra al microcircolo vascolare che ci consente in certi casi di capire come possono stare anche altri organi del corpo.Per questo è importante non ignorare sintomi persistenti.

Quali sintomi oculari, tra quelli più comuni, non andrebbero mai sottovalutati?

Tra i segnali da monitorare con attenzione ci sono le alterazioni della qualità visiva. Dopo i 65 anni, è utile fare un semplice autocontrollo coprendo un occhio alla volta e confrontando la visione. Se si notano distorsioni, come linee ondulate o immagini deformate, potrebbe esserci un problema a livello della macula, la zona centrale della retina. In questi casi è fondamentale rivolgersi rapidamente a uno specialista per eseguire esami approfonditi, come la tomografia a coerenza ottica (OCT), che consente di analizzare la retina in modo non invasivo.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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