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È vero che il cloro toglie l’abbronzatura? La dermatologa sfata 4 falsi miti sull’esposizione al sole

Dal cloro che toglie l’abbronzatura alla crema solare che la rallenta, la dermatologa Ines Mordente sfata i principali miti sull’esposizione al sole che solitamente circolano in estate.
Intervista a Dott.ssa Ines Mordente
Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia e Venereologia
A cura di Giusy Dente
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Per mantenere una pelle sana non bisogna del tutto escludere il sole: quest'ultimo è un amico, se ci si accosta ad esso in modo responsabile e con le giuste precauzioni. I raggi solari, infatti, hanno diversi vantaggi: stimolano la produzione della vitamina D rinforzando le ossa, stimolano le difese immunitarie, hanno un'azione antidepressiva. A essere dannosa è l'esposizione senza protezione, è la corsa all'abbronzatura immediata. Proprio in nome della tintarella a tutti i costi, molti rinunciano all'applicazione della crema solare, convinti che quest'ultima rallenti il processo. È uno del falsi miti più diffusi, una credenza pericolosa. Questa abitudine, infatti, può generare effetti del tutto opposti: scottature, eritemi, infiammazioni, ustioni, precoce invecchiamento cutaneo. E non è il solo falso mito che circola d'estate, in merito all'esposizione al sole. Con la dottoressa Ines Mordente, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia, abbiamo fatto un po' di chiarezza.

Il cloro toglie l'abbronzatura?

Cloro e abbronzatura sono nemici? L'esperta ha dato risposta negativa eppure è una delle credenze più diffuse. "Il cloro non toglie l'abbronzatura, semplicemente secca la pelle e dà quell'aspetto più biancastro di pelle disidratata. L'idratazione non è solo quella in termini di acqua che beviamo, ma viene anche dall'esterno: la crema fa da collante tra le cellule e dà l'effetto della pelle idratata" ha chiarito la dottoressa.

La crema solare rallenta l'abbronzatura?

In nome dell'abbronzatura immediata, molte persone rinunciano alla protezione solare, convinte di velocizzare i tempi e giungere prima al tanto agognato colorito scuro. Così non è invece, come ha specificato l'esperta: "Tutti pensano che mettendo la protezione solare non ci si abbronzi. In realtà i raggi solari sviluppano comunque abbronzatura. Nel momento in cui la pelle entra a contatto con la luce del sole genera abbronzatura come meccanismo di difesa, in ogni caso. Il problema è la scottatura. In base al fototipo, nel momento in cui ti esponi al sole prima di generare l'abbronzatura si ha la scottatura. Da una scottatura si possono generare una serie di problemi, dalle rughe all'invecchiamento cutaneo ai tumori della pelle. Questi si generano prevalentemente dalle scottature, non dall'abbronzatura. L'abbronzatura non fa male. L'abbronzatura è un meccanismo di difesa: il punto è come ci si arriva a questa abbronzatura".

Le scottature si prendono solo al mare e in spiaggia?

D'estate c'è il boom di acquisti di creme solari, in concomitanza con le ferie e le vacanze al mare. In realtà dimentichiamo troppo spesso che non è la sola spiaggia, il luogo dove proteggersi. La dottoressa Mordente ha detto: "Ricordiamoci di proteggerci anche in piscina, perché c'è quest'altro grandissimo falso mito per cui si prende il sole solo al mare. Il sole si prende anche passeggiando, correndo, seduti su una panchina, nel momento in cui ci si mette sul balcone di casa o nel momento in cui sta facendo un'attività all'aperto".

Il cuoio capelluto è protetto dai capelli?

Pensare alla crema solare fa venire subito in mente le gambe, il décolleté, il viso, come zone da proteggere. E la testa? Questa è una parte del corpo che passa sempre in secondo piano, ma non è affatto raro che facciano la loro comparsa eritemi, scottature, rossori, bruciature. Anche il cuoio capelluto andrebbe adeguatamente protetto: "Le persone pensano che non sia necessario proteggere il cuoio capelluto, non mettono la protezione solare in questa zona e insorgono scottature all'attaccatura dei capelli. La protezione va anche in testa, va bene lo stesso spray per il corpo. La formulazione migliore è quella airless, tipo acqua termale: più leggera e meno untuosa. Lo stesso vale per le unghie, che sono comunque annessi cutanei e vanno protetti. I nei escono anche al di sotto dell'unghia, i melanociti sono ovunque. E poi ci sono gli occhi. La protezione solare per gli occhi è un occhiale adatto: con filtro anti UVB, anti UVA, anti riflesso, con marchio CE. Solo così ci si protegge, altrimenti c'è rischio di infiammazioni e congiuntiviti".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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