Una presa di posizione forte, che inevitabilmente fa discutere. Dominic Thiem, tennista austriaco numero 3 del mondo, va controcorrente e dice no all'iniziativa per cercare di aiutare gli atleti che hanno un ranking molto basso nella graduatoria Atp e non possono dunque contare su introiti, dopo la sospensione delle attività per il Coronavirus. Thiem in un'intervista al Kronen Zeitung ha giustificato così la sua scelta: "Nessuno di questi giocatori scarsamente classificati sta lottando per sopravvivere".

Dominic Thiem controcorrente, nessuna donazione per i giocatori meno forti

I tennisti più forti e "fortunati" del mondo hanno deciso di aiutare quelli meno competitivi. Oltre alla creazione di un fondo creato dagli organi del governo dello sport, per sostenere gli atleti con il ranking più basso, sono tante le iniziative individuali che hanno visto protagonisti top player come Stefanos Tsitsipas e il coach Patrick Mouratoglou, per cercare di aiutare chi non giocando non può sostenersi. Un'iniziativa di solidarietà a cui non ha voluto partecipare il numero 3 della classifica mondiale Dominic Thiem.

Perché Thiem non vuole contribuire al fondo di solidarietà per i tennisti con la classifica più bassa

Il classe 1993 austriaco che ha vinto 16 titoli in carriera e ha sfiorato il trionfo in uno Slam, arrendendosi tre volte in finale (due al Roland Garros, e una all'Australian Open) ha motivato così la sua scelta: "Nessuno di questi giocatori con una classifica bassa sta lottando per sopravvivere. Tutto l'anno, vedo molti che non danno tutto al tennis. Molti non sono molto professionali. Non vedo perché dovrei dare loro dei soldi. Preferisco dare a persone o istituzioni che ne hanno davvero bisogno. Nessuna professione al mondo ti garantisce un grande successo all'inizio della tua carriera. Nessuno dei migliori giocatori si considera arrivato, nulla è garantito e dobbiamo lottare continuamente per la nostra classifica".

Thiem aspetta il calendario per tornare ad allenarsi

Dominic Thiem sta vivendo con molta serenità questo periodo di stop forzato e d'incertezza per il futuro della stagione tennistica. La sua posizione d'altronde è chiara da tempo, con il giocatore che vuole tornare ad allenarsi solo quando ci sarà un calendario definito alla perfezione: "Prenderò parte a un periodo di allenamento seguito solo quando un nuovo calendario ha stabilito e avremo il via libera per ripartire. Poiché la competizione non riprenderà al più presto entro tre o quattro mesi, durante questo periodo è impossibile allenarsi senza interruzioni. Sarà sufficiente un mese di preparazione fisica. Sarò quindi il primo felice non appena il circuito riprenderà i suoi diritti. Non vedo l'ora di potermi allenare di nuovo senza contare su un campo. La superficie su cui possiamo quindi evolvere, non mi interessa davvero".