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Sinner racconta gli 8 minuti negli spogliatoi prima della svolta: “Ero solo, ha funzionato bene”

Jannik Sinner dopo la vittoria contro Spizzirri agli Australian Open ha parlato di quanto successo negli spogliatoi dopo i crampi che sembravano averlo messo al tappeto.
A cura di Marco Beltrami
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Spizzirri, il caldo e i crampi sono stati tre avversari molto ostici per Jannik Sinner. Se l'è cavata alla fine il campione italiano, che ha sfruttato nel migliore dei modi la sospensione per la chiusura del tetto, figlia delle nuove regole per tutelare la salute dei giocatori in condizioni ambientali difficili. Quegli otto minuti negli spogliatoi sono stati fondamentali per l'azzurro, che poi al ritorno in campo a poco a poco è riuscito a gestirsi meglio e portare a termine con successo il match. Ma cosa è successo nella "pancia" della Rod Laver Arena? Cosa ha fatto Sinner?

Sinner ha spiegato cosa è successo nello spogliatoio durante la sospensione contro Spizzirri

Ne ha parlato lo stesso Jannik in conferenza stampa, a mente fredda, quando si è soffermato anche sulle possibili cause dei crampi. Senza entrare ovviamente nello specifico, Sinner ha spiegato che non c'era molto tempo per sottoporsi a determinati trattamenti. Di comune accordo con il suo team dunque si è optato per un tentativo di far rilassare i muscoli, in solitaria: "Cosa ho fatto per cercare di recuperare? Niente di che, ero solo. Non c'era nessun trattamento… non puoi fare trattamenti in quel lasso di tempo. Quindi stavo facendo stretching, mi sono sdraiato per 5 minuti cercando di sciogliere i muscoli".

Nessun trattamento per Sinner agli Australian Open

Fortunatamente tutto ha funzionato con Sinner che aveva la priorità anche di rinfrescarsi, ma senza ricorrere al ghiaccio: "Ha funzionato molto bene, sai, cercare di abbassare un po' di più la temperatura corporea ed è tutto. Sai, non ci sono molte cose che puoi fare. Quel tempo è passato abbastanza velocemente ma mi ha aiutato sicuramente. Niente ghiaccio, c'era una stanza vicino al campo quando esci, c'è solo un lettino per i trattamenti ed è tutto".

E seguendo le indicazioni della sua squadra, Jannik al ritorno in campo non è partito a spron battuto ma ha giocato "rilassato" e quasi decontratto, acquisendo sempre maggiore sicurezza e potenza con il passare dei game. Quanto accaduto comunque sarà oggetto di valutazioni visto che il numero due del mondo comunque si era preparato nella pre-season a Dubai anche a giocare con temperature alte.

Ma come mai il tennista numero due del mondo accusa tanto il caldo? Potrebbe essere legato anche alla sua pelle molto chiara? Questa la sua risposta: "È la seconda volta di fila che andiamo a Dubai per un motivo, anche per le condizioni climatiche. Quest'anno non era così caldo come l'anno scorso. Sento che a volte non ci sono vere spiegazioni. Questa notte non ho dormito come volevo e la qualità del sonno non è stata perfetta. Forse è stato questo, forse no. Indipendentemente da ciò, cerco di essere nella migliore forma possibile ogni giorno, il recupero… tutto sta andando nella giusta direzione e questo può succedere. Conosco il mio corpo un po' meglio adesso e spero che passi via lentamente. Oggi grazie alla regola che mi ha aiutato, ce l'ho fatta e ho avuto anche i 10 minuti dopo il terzo set. Provo ad avere un buon equilibrio e trovare il modo giusto di giocare contro di lui, cosa che mi ha aiutato oggi. Sicuramente".

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