Sinner e la mentalità del campione agli US Open: “Io non difendo titoli, cerco di vincerli”

Jannik Sinner scandisce un concetto in conferenza che spiega bene quali sono mentalità, approccio e interpretazione del suo essere numero uno al mondo nel tennis. "Io non difendo titoli, cerco di vincerli. Inseguo trofei e belle prestazioni, è quello che provo a fare. Il resto non posso controllarlo", è la risposta che agli US Open dà al giornalista che in conferenza stampa, dopo il successo su Popyrin, gli chiede quali sono le sensazioni che si provano a essere il campione da battere come capitatogli già all'inizio della stagione nel primo dei Grandi Slam dell'anno. Frase chiara, diretta, semplice e caratterizzata da un'umiltà estrema per la riflessione che propone poco dopo: "In ogni torneo si riparte da zero nel primo turno. E se giochi male, esci subito. L'esperienza degli Australian Open mi è sicuramente servita ma adesso, a fine stagione, le cose sono un po' diverse e anche l'aspetto mentale cambia. Quello che posso fare è solo dare il massimo e giocare al meglio. Poi vediamo come va".
Il confronto con Alcaraz in una battuta: "Quanto tempo abbiamo per parlarne?"
L'alto-atesino sa di avere i riflettori puntati addosso, un po' gli piace e un po' non gradisce perché è ‘ragazzo' che ha talento ed è votato alla disciplina del lavoro. Non conosce orpelli, non lo vedrete mai interagire con il pubblico per accattivarne la simpatia con atteggiamenti che nulla c'entrano col suo modo di stare in campo. Al massimo, concederà un po' di sarcasmo al proprio interlocutore, come in occasione del riferimento alle interviste e agli sponsor. Lo ha fatto anche parlando del suo avversario principale, Carlos Alcaraz, replicando al quesito che lo mette in controluce rispetto allo spagnolo.

Quali sono le differenze con il suo rivale sulle differenti superfici? Sinner sorride e se la cava con una battuta: "Quanto tempo abbiamo?", dice ironizzando poi articola il pensiero: "Carlos è un giocatore comopleto. Lo abbiamo visto molte volte vincere al Roland Garros, a Wimbledon e anche qui, agli US Open. Dimostra di saper giocare su ogni superficie. È sempre tra i favoriti di ogni torneo per la capacità di adattare il suo stile di gioco alle differenti situazioni e alla tattica che adotta. Tutti fattori che lo rendono un avversario ostico. Ma questo è un bene per il nostro sport. Inoltre è divertente da vedere ed è quello che la gente ama".
Il tabellone di Jannik verso la finale: Shapovalov prossimo avversario
Se tutto andrà bene Sinner ritroverà di fronte Alcaraz ancora una volta in finale: l'ultima volta, a Cincinnati, fu costretto al ritiro perché debilitato da un virus. E non fu bello mollare tutto: Jannik lo sa ma non si spinge più in là del prossimo incontro con Denis Shapovalov (29° nel ranking Atp). Di Carlos si preoccuperà se e quando verrà il momento per farlo, c'è tutto un tabellone da scollinare e che è cambiato parzialmente in seguito all'addio forzato di Jack Draper per infortunio.

Del canadese, invece, parla così: "È un giocatore che ha molto potenziale, serve molto bene, dal punto di vista fisico è forte e veloce. Nel suo gioco sa fare tutto e non ha tanti punti deboli. Tutti fattori che fanno di lui un avversario difficile da affrontare – ha aggiunto Jannik -. È migliorato negli ultimi anni così come anch'io sono cresciuto. Ci troviamo in una posizione diversa rispetto a due o tre anni fa. Devo stare attento. Sarà una partita tattica fino a un certo punto. È fondamentale che inizi a servire meglio perché contro un giocatore così è molto importante. Cercherò di avere intensità da fondo campo, di essere solido ma di spingere nei momenti giusti".
Il derby italiano Cobolli-Musetti, potrebbe incrociare uno dei due
Cobolli contro Musetti è il derby italiano che caratterizzerà il prossimo turno: chi passa, può sfidare Sinner. Ipotesi che, al momento del sorteggio del tabellone nella parte alta, era già nota e che ha preso quota con l'uscita di scena di Draper. Che ne pensa Jannik dei connazionali? "Sarà una partita interessante, la tensione di un derby è diversa, soprattutto ora che Flavio (Cobolli, ndr) è cresciuto molto ed è cambiato rispetto a un anno fa. Si conoscono bene e ci sono tanti altri elementi da considerare. Bisogna vedere come recupera dopo cinque set. Lorenzo ha giocato molto bene. Partite così danno fiducia, sai che puoi rimanere in campo tante ore e vincere. Partite del genere vorremmo tutti vederle nei quarti di finale o anche più avanti, però il tabellone non lo scegliamo noi. Se la vedrò? Sì, sempre che non debba giocare".