Sabalenka racconta i suoi demoni: “Senza il tennis non so dove sarei. Nel 2022 ho vissuto un incubo”

In campo è un'amazzone che cerca sempre di "demolire" le avversarie ma fuori Aryna Sabalenka, per sua stessa ammissione, è una persona completamente diversa. Quella ragazzina bielorussa che si è avvicinata al tennis per caso grazie al papà, ha dovuto come tutti, battere i suoi demoni per diventare quello che è oggi. La numero uno del tennis mondiale si è aperta in una significativa intervista con Esquire, in cui ha anche deciso di parlare dei suoi momenti più difficili e di come il tennis le abbia salvato la vita.
Cosa avrebbe fatto Aryna Sabalenka senza tennis
Se non avesse scelto la racchetta, Aryna probabilmente si sarebbe data al pugilato o forse avrebbe tentato la via delle passerelle. Questo perché ha sempre sentito il bisogno di equilibrare due aspetti del suo carattere: "Fino alla fine della mia vita, dovrò fare qualcosa in cui posso essere così aggressiva, forse la boxe, perché sento che sto bilanciando queste due personalità molto bene. In campo sono piuttosto aggressiva e molto emotiva, cosa di cui ho bisogno per tirare fuori il mio miglior tennis". Tutto però senza mai superare un limite: "Ma c'è una linea oltre la quale diventi una persona terribile, e quella linea non puoi superarla".
Il tennis ha salvato Aryna Sabalenka
Fu il papà ex giocatore di Hockey professionista che, passando di fronte a dei campi da tennis vuoti, decise di farle provare questo sport ottenendo risposte positive. Quando improvvisamente il genitore è deceduto a soli 43 anni, a Sabalenka è caduto il mondo addosso. E lì come non mai ha capito l'importanza di tuffarsi completamente nel lavoro e nello sport: "Quando si attraversa un lutto, è importante fare il proprio lavoro, tenersi distratti. Allo stesso tempo, è importante soffrire, piangere, attraversare le emozioni. Mai tenerlo dentro, perché ti distruggerà dall'interno. Io lo lasciavo andare, ma ero comunque in grado di scendere in campo e allenarmi. Se non fosse per il tennis, non so dove sarei in questo momento".
L'incubo del 2022 quando il servizio non entrava
Di certo la formazione tennistica va di pari passo con quella umana. Aryna Sabalenka ha vissuto momenti difficili anche in campo e questi le hanno permesso di confrontarsi con sé stessa per trovare le soluzioni migliori. Il pensiero va al 2022 quando ebbe problemi seri con il servizio. Una situazione che ha generato frustrazione e anche un senso di impotenza: "Non lo augurerei mai al mio peggior nemico. È stato difficile perché immagina di fare qualcosa per tutta la vita, cerchi davvero di essere eccezionale, ami quello sport, e poi a un certo punto, all'improvviso, non riesci più a servire. E poi lotti, lotti, e arrivi al punto di voler solo mollare. Mentalmente è durissima. È stato un periodo molto difficile, ma mi ha resa così forte come mai prima d'ora. Oggi sono fiduciosa che, anche se il mio servizio non funziona, posso comunque lottare e cercare di vincere la partita senza il servizio. È stata dura, ma allo stesso tempo è stato un ottimo momento e una bellissima lezione per me". Insomma vita e tennis sono solo due facce della stessa medaglia per Sabalenka, e non solo.