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Perché Sinner ha dovuto restituire il trofeo di Wimbledon dopo averlo tenuto solo mezz’ora

Jannik Sinner a Wimbledon ha dovuto fare i conti con la tradizione, ed è stato costretto a privarsi del trofeo dopo mezz’ora dalla fine del trionfo con Alcaraz.
A cura di Marco Beltrami
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Quello di Jannik Sinner, dopo il trionfo a Wimbledon, è un sorriso decisamente contagioso. Così è stato anche in conferenza stampa, quando con una battuta ha fatto riferimento all’assenza della coppa del vincitore al suo fianco: "Essere seduto qui con il trofeo, anche se non è qui in questo momento, è incredibile". Già, perché il "Gentlemen’s Singles Trophy", che Jannik stringeva così fieramente in campo e durante le cerimonie ufficiali all’interno dell’All England Club, gli è stato portato via dopo appena mezz’ora.

Sinner dopo Wimbledon deve rinunciare al trofeo

È quanto prevede la rigida tradizione di Wimbledon, che anche Sinner ha scoperto dopo la sua eccezionale vittoria su Alcaraz. Jannik era letteralmente su una nuvola mentre posava per i servizi fotografici con il trofeo originale. Sorrisi, disponibilità e gentilezza per Sinner, finché, a un certo punto, è stato avvicinato da una dirigente del torneo. Quest’ultima, con grande cortesia, ha spiegato al numero uno del mondo che avrebbe dovuto restituire la coppa. 

Perché chi vince a Wimbledon deve cedere il trofeo e accontentarsi di una replica

Infatti, i vincitori di Wimbledon non possono portare a casa il prestigioso cimelio, ma ricevono una replica in miniatura, di circa tre quarti delle dimensioni originali, su cui sono incisi i nomi dei campioni del passato. Questa tradizione risale alla bellezza di quasi 140 anni fa. Marion Bartoli, vincitrice del torneo nel 2013, ha raccontato a proposito: "Non puoi tenere il trofeo. Questo torna nella galleria dei trofei. Non puoi portarlo a casa: c’è un solo esemplare, e rimane a Wimbledon".

La reazione di Sinner quando deve cedere il trofeo

Sinner è sembrato un po’ sorpreso nel dover lasciare il trofeo originale, ma non ha perso il suo classico aplomb rispondendo. Si è attenuto alle regole con grande rispetto, e di fronte alle scuse dell’ufficiale ha semplicemente risposto: "Va bene. Nessuna fretta". Grande compostezza da parte del campione italiano, che ora all’All England Club può essere considerato di casa: il successo, infatti, gli ha permesso di entrare di diritto tra i soci onorari, con una serie di preziosi privilegi a vita.

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