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Perché Djokovic ha deciso di lasciare il sindacato che aveva fondato: un addio inaspettato

Alla vigilia della stagione 2026, Novak Djokovic annuncia l’addio alla PTPA, l’associazione dei tennisti nata su sua iniziativa. Il serbo parla di divergenze su trasparenza, governance e rappresentanza, chiudendo un capitolo durato oltre cinque anni.
A cura di Vito Lamorte
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Con un messaggio pubblicato sui suoi canali social, Novak Djokovic ha annunciato a sorpresa la decisione di prendere le distanze dalla PTPA – Professional Tennis Players Association, il sindacato dei tennisti che lui stesso aveva contribuito a creare. A spiegare le ragioni della scelta è stato direttamente il campione serbo: "Questa decisione arriva a seguito di preoccupazioni persistenti riguardo alla trasparenza, alla governance e al modo in cui sono stato rappresentato".

L’annuncio è arrivato nella serata di domenica 4 gennaio, a poche ore dall’inizio ufficiale della stagione tennistica 2026 di Djokovic. Un tempismo che rende la notizia ancora più inattesa: il numero uno serbo ha infatti deciso di fare un passo indietro rispetto alla PTPA, l’associazione fondata nel 2020 insieme a Vasek Pospisil con l’obiettivo di rafforzare la voce dei giocatori nel panorama tennistico internazionale.

Perché Djokovic ha deciso di lasciare la PTPA

Nel suo lungo comunicato, Djokovic ha chiarito che la decisione è maturata dopo una riflessione approfondita, legata a dubbi sempre più forti sulla gestione interna dell’organizzazione e sulla direzione intrapresa negli ultimi anni.

Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di allontanarmi completamente dalla Professional Tennis Players Association. Questa decisione arriva a seguito di preoccupazioni persistenti riguardo alla trasparenza, alla governance e al modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate.
Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso nel fondare la PTPA, con l’obiettivo di dare ai giocatori una voce più forte e indipendente; tuttavia è diventato chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più allineati con l’attuale direzione dell’organizzazione. Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e sul contribuire a questo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità. Auguro il meglio ai giocatori e a tutti coloro che sono coinvolti mentre vanno avanti, ma per quanto mi riguarda questo capitolo è ormai chiuso.

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Nel marzo 2025 l’associazione aveva avviato un’azione legale contro ATP, WTA, ITF e ITIA, denunciando un sistema ritenuto penalizzante per i giocatori. Già in quella fase Djokovic aveva lasciato trapelare dubbi e riserve sull’impostazione della causa.

Nei mesi successivi l’iniziativa è stata rilanciata con nuove adesioni da parte di atleti dei circuiti maschile e femminile, ma senza il coinvolgimento di nomi di primo piano.

Che cos'è la PTPA e perché è nato

La PTPA è stata ufficialmente costituita come organizzazione no-profit in Canada nel 2021, anche se il progetto era stato presentato pubblicamente già il 29 agosto 2020, durante lo US Open, proprio da Djokovic e Pospisil. In questi anni l’associazione è stata protagonista di diverse iniziative e anche di contenziosi legali contro le principali istituzioni che governano il tennis mondiale.

Con questa scelta, Djokovic chiude dunque un capitolo iniziato oltre cinque anni fa, prendendo le distanze da un progetto che aveva fortemente voluto e che ora si trova ad affrontare un futuro inevitabilmente più incerto senza il suo fondatore più illustre.

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