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Roland Garros

Panatta: “Cobolli mi ha svelato che non riusciva più a giocare. A Zverev ho detto ‘Welcome to the club'”

Le parole di Panatta sulla finale del Roland Garros ne “La telefonata” con Paolo Bertolucci: il retroscena sui crampi di Cobolli e il benvenuto a Zverev nel club dei campioni Slam a Parigi.
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Adriano Panatta è abituato alle celebrazioni e alle premiazioni, ma questo non gli ha impedito di emozionarsi in occasione della cerimonia di premiazione del Roland Garros 2026. La grande gloria del tennis azzurro 50 anni dopo il suo successo a Parigi ha consegnato il trofeo ad Alexander Zverev che ha avuto la meglio dopo una battaglia di 5 set sul nostro Flavio Cobolli. Panatta nel consueto appuntamento con il suo "gemello" Paolo Bertolucci ne "La telefonata" ha parlato del match e di come ad un certo punto pensasse che sarebbe stato il suo connazionale e conterraneo a vincere.

Panatta parla con Paolo Bertolucci del Roland Garros e della premiazione

Questo perché, come spiegato all'ex compagno di Davis, il vincitore del Roland Garros 1976 ha visto dal vivo qualcosa che lo ha molto colpito soprattutto dopo che Flavio aveva conquistato il 4° set con l'inerzia che sembrava tutta dalla sua parte. Bravo però Zverev a resistere anche in condizioni fisiche non troppo buone: "Io ero convinto, e credo che anche tu avessi avuto la stessa sensazione, che alla fine del quarto set avrebbe vinto il quinto. Quando li vedi da cinque o sei metri di distanza ti rendi davvero conto di tante cose. Per me non poteva più perderla. Zverev, però, aveva un problema al ginocchio, già evidente da tre o quattro game prima. E nonostante questo è riuscito a resistere".

Adriano stupito dalla rapidità di Flavio Cobolli

Un aspetto in particolare di Cobolli ha colpito molto Adriano Panatta ed è quello relativo alla sua mobilità. Un motorino costante capace di non fermarsi mai: "Poi c'è un'altra cosa: io non ho mai visto nessuno correre come Cobolli in vita mia. Davvero, una rapidità impressionante. Di giocatori ne avrò visti tantissimi, anche più forti, ma uno così veloce e capace di muoversi in quella maniera non l'avevo mai visto. E questo, secondo me, è il suo grande segreto".

Le parole sussurrate a Zverev

Cosa è venuto a mancare dunque? Sul più bello il corpo di Flavio Cobolli ha pagato dazio alla stanchezza, come rivelato durante la premiazione proprio ad Adriano Panatta: "Comunque durante la premiazione mi ha detto ‘Ho avuto un principio di crampi al polpaccio, poi sono andato negli spogliatoi e il problema si è esteso anche al quadricipite. A quel punto non riuscivo più a giocare". A proposito del momento della consegna dei premi, cosa ha detto invece Adriano Panatta ad Alexander Zverev per complimentarsi con lui? La curiosità di Paolo Bertolucci è stata assecondata dal compagno di podcast che ha raccontato: "Gli ho sussurrato: ‘Welcome to the club'. Ti è piaciuta questa?". 

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