Kyrgios squalificato per un mese, Jasika: “Nick è un amico, ma io ho preso due anni per la cocaina”
Per Nick Kyrgios il caso della positività alla cocaina si è già chiuso. Il tennista australiano infatti ha ricevuto solo un mese di sospensione dopo che l'ITIA ha accettato che l'uso della sostanza illecita fosse fuori dalle competizioni e dopo l'adesione ad un programma di trattamento approvato. Proprio quest'ultima situazione gli ha scongiurato tre mesi di stop, consentendogli dunque il potenziale ritorno in campo già da oggi. C'è chi è rimasto molto male leggendo queste ultime notizie, per la disparità di trattamento legata ad un cambiamento delle regole. Si tratta tra l'altro di un amico di Kyrgios come Omar Jasika, tennista australiano che occupa attualmente la 408a posizione del ranking.
Lo sfogo dell'amico di Nick Kyrgios
In un lungo sfogo il classe 1997 ex numero 204 ha spiegato di esserci rimasto molto male perché lui per la stessa situazione qualche anno fa ha dovuto fermarsi la bellezza di due anni. Una stangata che ha tagliato le gambe alla sua carriera, senza alcuna possibilità di sconti legati a trattamenti come da regolamento attuale. Nessuna voglia di polemizzare con il connazionale, anzi la gioia per la chiusura della sua vicenda, ma anche delle ferite che si sono riaperte per sua stessa ammissione.
Jasika racconta la sua vicenda
Jasika ha raccontato la sua vicenda: "Nel 2018 ho ricevuto una squalifica di due anni dopo essere risultato positivo alla stessa sostanza. Mi sono assunto la responsabilità delle mie azioni e ho scontato ogni singolo giorno di quella sospensione. Poiché il COVID è arrivato poco dopo il momento in cui sarei potuto rientrare, in pratica ho perso quasi quattro anni di carriera durante alcuni dei momenti più importanti della mia vita. Oggi le regole sono cambiate. Un giocatore in una situazione simile può ricevere un mese di squalifica entrando in un programma di recupero approvato". Ovviamente Omar ci tiene a puntualizzare che quanto accade oggi è giusto, ma avrebbe voluto lo stesso anche in passato per lui che invece è stato di fatto messo fuori gioco per il suo errore.
Se si guarda indietro i rimpianti sono grandi per Omar Jasika: "Non sto dicendo che Nick avrebbe dovuto ricevere una squalifica più lunga. Non lo credo affatto. Sto dicendo che avrei voluto che lo stesso aiuto e la stessa comprensione fossero stati offerti anche a me. Ho commesso un errore e meritavo delle conseguenze, ma perdere due anni di carriera è stato incredibilmente difficile. All'epoca non mi fu offerto alcun trattamento né un percorso chiaro per rientrare. Fui semplicemente allontanato dallo sport e lasciato a gestire da solo tutto ciò che ne è derivato". Chissà come sarebbero andate le cose se anche Jasika fosse stato trattato come Kyrgios in linea con le regole.
Ma perché due anni di squalifica per Omar Jasika
Nessuna contrapposizione o recriminazione ma solo un rimpianto forte che si chiude con una richiesta per i vertici del tennis: "Questo non è un io contro Nick. È semplicemente chiedere se la sanzione che ho ricevuto sia stata giusta e se le persone colpite dalle vecchie regole non meritino che i loro casi vengano riesaminati". Nel 2018, quando Jasika risultò positivo, il regolamento non distingueva tra uso prestazionale e ricreativo: la cocaina veniva trattata come una qualsiasi sostanza proibita, prevedendo una sanzione standard di 2 anni, senza possibilità di riduzione tramite percorsi terapeutici.