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“Djokovic crocifisso come Gesù”: il padre del serbo mette in scena il martirio no vax

Dopo Spartacus, Djokovic diventa Gesù nelle parole di suo padre: “Cercano di crocifiggere Novak come hanno fatto con lui. È tenuto prigioniero”. Ma le autorità australiane fanno sapere che può andarsene quando vuole.
A cura di Paolo Fiorenza
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Novak Djokovic è tuttora in isolamento in un albergo di Melbourne, l'Hotel Park, dopo che il Governo australiano ha annullato il suo visto d'ingresso nel Paese non ritenendo valida l'esenzione medica dal vaccino contro il Covid. Non una struttura di lusso, ma anzi un luogo che accoglie rifugiati e richiedenti asilo, con assenza totale di comfort, come denunciato dalla mamma del tennista: "Mio figlio è tenuto prigioniero in un posto sporco, pieno di insetti. Non riesce a dormire, il cibo è terribile. Non è giusto, non è umano".

E poiché anche il padre del serbo ha parlato di "prigionia", le autorità australiane fanno sapere che nessuno è tenuto prigioniero e che Djokovic può andarsene quando vuole. Ovviamente non solo dall'albergo, ma dal Paese. Ma i suoi legali sono intenzionati a dare battaglia, dopo aver presentato ricorso per avere un nuovo visto: la decisione arriverà lunedì prossimo, dopo l'ultima udienza sul caso.

I sostenitori di Djokovic manifestano a Belgrado
I sostenitori di Djokovic manifestano a Belgrado

Intanto la vicenda è esplosa nella patria del giocatore, dove il numero al mondo è un simbolo non solo sportivo, ma l'immagine dell'orgoglio nazionalista serbo: tantissime le persone che si sono riversate in strada per manifestare a sostegno di Djokovic. La volontà di spostare la questione sul piano politico per consentire al giocatore di poter partecipare agli Australian Open è stata evidente fin dalle prime ore successive al suo fermo all'aeroporto di Melbourne. Le parole durissime del padre sono state riecheggiate dal presidente della Serbia, Aleksandar Vucic: "Ho detto al nostro Novak che tutta la Serbia è con lui e che i nostri uffici stanno facendo di tutto per veder cessare immediatamente le molestie al miglior tennista del mondo".

Il padre del giocatore – che aveva tratteggiato la figura di Djokovic come "nuovo Spartacus, leader del mondo libero e dei popoli oppressi" – ha poi convocato una conferenza stampa a Belgrado in cui ha fatto fare un ulteriore salto di qualità alla difesa del figlio, disegnando l'immagine di un martire no vax e spostando la questione dal piano politico e dei valori ad un terzo livello, quello della religione. Ecco dunque il volto di Novak trasfigurarsi per diventare uno dei più celebri perseguitati di tutti i tempi: "Gesù è stato crocifisso, ha sopportato ed è ancora vivo in mezzo a noi! Allo stesso modo, cercano di crocifiggere Novak e di gettarlo in ginocchio".

I genitori e il fratello di Djokovic nella conferenza stampa
I genitori e il fratello di Djokovic nella conferenza stampa

"Il nostro Novak è tenuto prigioniero – ha ribadito Srdjan Djokovic durante la conferenza stampa convocata d'urgenza nel ristorante di proprietà del figlio a Belgrado – Il capo di quella terra lontana, Scott Morrison (il primo ministro australiano, ndr)… ha osato attaccare Novak ed espellerlo, ma non è nemmeno entrato nel loro Paese. Hanno voluto metterlo in ginocchio, e non solo lui, ma la nostra bella Serbia. Noi siamo serbi! Siamo un'orgogliosa Nazione europea e civilizzata. Non abbiamo mai attaccato nessuno, ci siamo solo difesi! Novak fa lo stesso! Con il suo comportamento e il suo atteggiamento, mostra da che tipo di persone e da che tipo di Paese proviene. È una decisione vergognosa. Deportazione. Tutti noi dobbiamo uscire e accoglierlo quando tornerà. Non posso parlare con mio figlio, lo presentano come un criminale. Sono senza parole per tutto quello che gli hanno fatto".

Un fiume in piena il padre del tennista: "Siamo orgogliosi del nostro Novak, del nostro ideale, della nostra luce in fondo al tunnel. Questa è una lotta politica, questo non ha nulla a che fare con lo sport! Novak ha soddisfatto tutte le condizioni per entrare, ma non gli è stato permesso di entrare e vincere l'Australian Open. Le persone del mondo occidentale che pensano che il mondo sia loro si sbagliano! Siamo la maggioranza mondiale! Facciamo parte del mondo libertario! Non siamo né meno né più preziosi di loro! Novak dimostra con le sue azioni da 20 anni di far parte del mondo liberale". Di questo passo, i giorni da qua a lunedì saranno davvero lunghi.

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