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Come nasce la rottura drastica tra Sinner e Piatti: “Stai calmo, non ce la faccio più”

Jannik Sinner ha ufficializzato la separazione da Riccardo Piatti. Alla base del divorzio con l’allenatore, un malumore covato da tempo e legato a vari motivi.
A cura di Marco Beltrami
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Questa volta a far rumore non è stato un colpo eccezionale, un risultato, o lo scintillio del suo eccezionale talento. Jannik Sinner negli ultimi giorni ha conquistato la scena senza giocare a tennis, ma per una decisione sorprendente arrivata nel dietro le quinte di uno sport tornato popolarissimo e seguitissimo in Italia grazie alla fortunata generazione di giocatori azzurri, che ci stanno regalando enormi soddisfazioni. Il caso della separazione con lo storico coach Riccardo Piatti, è deflagrato all’improvviso, e inevitabilmente ha fatto discutere: la prospettiva di un divorzio dal tecnico e da quello staff che ha cresciuto quel ragazzino così quadrato e schivo che a poco più di 10 anni ha deciso di dedicarsi anima e corpo al tennis, mettendo da parte allo sci, sembrava inizialmente "fantatennis" e invece ha trovato sempre più conferme, fino a diventare ufficiale.

Cosa è successo tra Sinner e Piatti, i motivi della separazione

Ancor prima della curiosità di conoscere il nome del nuovo supercoach di Sinner, figura che inizialmente sarebbe dovuta essere complementare allo staff di Piatti e che invece ora dovrà assumersi la totale responsabilità della crescita del tennista italiano, è stata ovviamente un’altra la domanda che ha intrigato tifosi, addetti ai lavori e anche semplici appassionati. Perché Jannik ha deciso di cambiare? Cosa c’è dietro la rottura di uno dei sodalizi più compatti del circuito? A quanto pare il classe 2001 avrebbe già manifestato dei segnali d'insofferenza, che poi si sono trasformati in questa prima fase del 2022 in qualcosa di molto più grande e impossibile da mettere da parte.

Perché Sinner ha deciso di lasciare l'allenatore Piatti

Tanto per cominciare Jannik non avrebbe gradito la programmazione del suo coach, e in primis la scelta tecnica di non fargli giocare le Olimpiadi. Una situazione che aveva alimentato polemiche a non finire, corroborate anche dalle prese di posizione di colleghi e grandi glorie della racchetta come Barazzutti e Panatta. Sinner in quell'occasione non aveva fatto trapelare nulla, ma aveva incassato il colpo: il tennista azzurro, come confermato anche dal Corriere della Sera, avrebbe voluto giocare più tornei possibile, non condividendo la programmazione da Piatti finalizzata, alla scelta di obiettivi prioritari.

Lo sfogo nel match contro Daniel, Sinner esplode in panchina

Le prime crepe nel rapporto sono poi diventate evidenti a tutti sia durante gli allenamenti, con alcune risposte stizzite del tennista e poi in quella scena non sfuggita alle telecamere in occasione degli Australian Open. Durante il match contro Taro Daniel, mentre era seduto in panchina, Sinner si era sfogato in direzione del suo angolo rispondendo all'invito ad "usare la testa" contro un giocatore nettamente inferiore sulla carta: "Sto usando la testa. Ma stai calmo ora, non ce la faccio più. Stai calmo ca**o". Parole sorprendenti considerando il carattere e la classica compostezza di Jannik con quel "non ce la faccio più", che oggi ha il sapore di un malumore covato già da tempo.

La necessità di fare un ulteriore salto di qualità dopo gli Australian Open

Ecco allora alla luce di tutto questo la necessità di cambiare percorso, alimentata anche dai risultati. Già perché quel Sinner che sembrava letteralmente on-fire, in questo 2022 con 7 vittorie di fila, appena ha giocato contro un avversario di caratura superiore (in termini di classifica e di attitudine ad un certo tipo di match) come Tsitsipas, ha incassato una durissima lezione. Una batosta che ha minato probabilmente anche le sue certezze, spingendolo anche a cercare qualcuno che possa aiutarlo a fare un ulteriore salto di qualità, che gli permetta poi di passare dalla top 10 alla top 5, situazione tutt'altro che scontata ad altissimi livelli.

Alla luce di tutte queste situazioni, Jannik con il consiglio dell'amico ed ex giocatore Alex Vittur, ha deciso di dare una svolta alla sua carriera con buona pace di Piatti che, stando alle ultime indiscrezioni sarebbe rimasto profondamente deluso dalla separazione, che dovrebbe diventare ufficiale a breve. Nel frattempo però non c'è tempo da perdere perché la stagione è appena iniziata e alle porte c'è il torneo di Dubai che partirà il 21 febbraio. Per questo, Sinner si sta allenando a Montecarlo, sotto la guida di un altro ex giocatore professionista come Simone Vagnozzi, artefice pochi anni fa dell'exploit di Cecchinato. E poi? Cosa succederà al tennista italiano?

Norman a colloquio con Wawrinka
Norman a colloquio con Wawrinka

Chi sarà il nuovo allenatore di Jannik Sinner dopo Piatti

Tutto sembra portare ad una nuova collaborazione, con Magnus Norman che dovrebbe diventare la sua guida professionale, al netto delle iniziali indiscrezioni su McEnroe prima e Becker poi. L'ex numero uno al mondo svedese, finalista al Roland Garros e vincitore di 12 tornei, ha dovuto abbandonare la carriera da giocatore a causa degli infortuni, diventando poi uno degli allenatori più stimati del circuito. Ne sa qualcosa per esempio Stan Wawrinka che sotto lo svedese, si è reso protagonista di una crescita importante che l'ha portato a vincere tre Slam, e diventare il numero 3 del mondo. Potrebbe toccare a Norman dunque provare a fare di Sinner un giocatore ancora più competitivo, facendo lievitare ulteriormente il suo talento e colmando le lacune tecniche che lo separano dai big. Questo almeno sulla carta, visto che il tennis non è una scienza esatta.

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