Angelo Binaghi svela: “Berrettini mi aveva detto: Sinner non ce la fa più”

Angelo Binaghi in questo momento è una delle persone più felici del nostro Paese. Un momento che dura peraltro ormai da anni, ovvero da quando la scalata di Jannik Sinner dapprima ai vertici mondiali e poi alla storia del tennis ha messo il presidente della Federazione italiana nella posizione di parlare da pari a pari coi padroni del calcio, anzi a dire il vero attualmente da una posizione di maggior forza, come dimostra la polemica sull'orario del derby Roma-Lazio risoltasi a suo favore. All'indomani del trionfo di Sinner agli Internazionali d'Italia, Binaghi svela di aver temuto davvero che il 24enne altoatesino – provato dalla lunga serie di tornei vinti – desse forfait a Roma.
Tutto era nato dopo le parole un po' criptiche di Sinner a Madrid, torneo precedente a Roma che aveva fatto seguito ai successi senza pause di Indian Wells, Miami e Monte Carlo. Jannik aveva spiegato di essere stanco, chiudendo il discorso con un "tra questo torneo e Roma proverò a recuperare di nuovo e vedremo". Unite quel "vedremo" detto dal numero al mondo all'illuminarsi del display del telefonino di Binaghi alla vigilia degli Internazionali, e intuirete quello che ha pensato in quel momento il presidente federale, mentre il suo battito si fermava per qualche attimo.

Il presidente federale Binaghi racconta la telefonata del manager di Sinner: "Ero terrorizzato"
Il retroscena lo racconta lo stesso Binaghi a ‘Radio anch'io sport': "Io ero terrorizzato, anche perché subito dopo la finale di Madrid mi ha chiamato il suo manager, che normalmente mi chiama una volta ogni due anni solo quando ci sono problemi e Jannik non può giocare. Ero a Cagliari durante il torneo di Cagliari, ho risposto dopo mezz'ora, ho parlato prima con Berrettini".
E le parole di Matteo non hanno certo tranquillizzato Binaghi: "Berrettini mi ha detto: ‘Sì, sì, guarda, è impossibile che possa venire, non ce la fa più'. Quindi ero rassegnato. In realtà la telefonata pensavo fosse uno scherzo, perché mi ha detto solo che chiedeva di giocare sabato anziché venerdì. Gli ho detto: ‘Guarda, ti faccio giocare anche sulla Luna purché tu venga a Roma'".

"Jannik ha tirato fuori energie che forse neanche lui sapeva di avere"
"Insomma, tutto è andato per il meglio – continua il 64enne dirigente sardo, che è presidente della Federtennis da 25 anni – Eravamo seriamente preoccupati per la tenuta fisica. Si sono visti problemi sia nel finale dell'incontro con Rublev, sia soprattutto nell'incontro con Medvedev. Credo che in quest'ultimo match Jannik abbia tirato fuori energie che forse neanche lui sapeva di avere, ma questo è quello che fanno i grandi campioni, che non sono delle persone normali e che hanno una soglia di sofferenza, un limite che è differente da quello che abbiamo noi persone normali".
Dopo 29 partite di fila vinte da inizio marzo e 5 tornei Masters 1000 portati a casa nel periodo (sono 6 consecutivi, considerando anche Parigi indoor 2025), adesso c'è da spingere ancora più in là soglia della resistenza psicofisica, piazzando il colpo grosso al Roland Garros che inizierà la prossima settimana: "Io ci credo assolutamente – ha detto al riguardo Binaghi – E come facciamo? Siamo reduci da 5 tornei vinti consecutivamente. L'unico problema di Jannik è il fisico, ma ha un team e dei preparatori straordinari. Insomma, l'abbiamo visto anche a Roma e quindi noi, non solo con Jannik, ma con il nostro squadrone, ancora una volta andiamo a vincere".