Un quarto posto che vale la vittoria iridata e consegna all'Italia il trionfo sulla neve. È la domenica più dolce per Marta Bassino che, pur avendo chiuso ai piedi del podio nella gara del Gigante di Jasna (in Slovacchia), ha conquistato la sua prima Coppa del Mondo di specialità. Lo ha fatto con una prova d'anticipo rispetto al calendario, regolando i conti con le avversarie gestendo la propria prestazione con abilità tecnica, concentrazione massima, fiato sospeso e quella dose di abilità che le è servita a mettere le mani sul trofeo.

Novantasei centesimi di felicità. È il gap dal terzo posto registrato da Bassino che in pista era andata con la consapevolezza di essere davvero vicina alla Coppa, l'aveva quasi in pugno. Le mancava solo un piccolo sforzo, lo ha compiuto lasciando alle spalle la francese Tessa Worley. Era lei l'avversaria da battere che, assieme a Gisin, si è classificata in netto ritardo e ha spalancato la strada al successo dell'azzurra.

Dopo le vittorie di Deborah Compagnoni, Denise Karbon e Federica Brignone (nella scorsa edizione), è la 25enne di Cuneo a scrivere il proprio nome in calce alle azzurre alla lista delle azzurre che sono riuscite nell'impresa. Un successo speciale per Marta Bassino che, ironia della sorte, sette anni fa (era il 2014) vinse i campionati del mondo junior di Gigante.

Petra Vhlova ha vinto la discesa in casa, precedendo la neozelandese Alice Robinson e Mikaela Shiffrin. L'altra italiana, Federica Brignone, è giunta sesta. Nella Coppa del Mondo generale è la slovacca (‘padrona di casa' e prima sul podio) a erodere il distacco da Lara Gut-Behrami, la svizzera (moglie del calciatore che gioca in Serie A nel Genoa) resta sì al comando ma con un vantaggio inferiore (36 punti rispetto ai 107 di sabato). I due slalom di Are (in Svezia) saranno decisivi nel duello.