Perché Hector e Stjernesund si sono inchinate a Federica Brignone dopo aver perso la medaglia d’oro

L'inchino di Sara Hector e Thea Louise Stjernesund non è stato un semplice atto di cortesia verso la vincitrice dell'oro, Federica Brignone ma il riconoscimento pubblico di un'impresa che va oltre il cronometro e il valore sportivo della medaglia conquistata dall'italiana (il secondo metallo prezioso nel giro di pochi giorni) alle Olimpiadi Invernali 2026. Il motivo di quel gesto è nella profonda ammirazione nutrita nei confronti della campionessa e della resilienza che l'ha aiutata a tornare ad altissimi livelli a 35 anni, dopo un gravissimo infortunio che le avrebbe potuto pregiudicare la carriera. Invece no, la sciatrice dell'Arma dei Carabinieri è tornata più affamata e competitiva di prima.
Un gesto nato dalla stima profonda dopo un argento ex aequo
In discipline dove la corsa contro il tempo è tutto, vedere un'avversaria inginocchiarsi al cospetto di chi le ha appena strappato l'oro dalle mani (Brignone lo messo al collo per 62 centesimi) è scena iconica. Per la svedese e per la norvegese l'italiana è molto più di una "semplice" rivale ma una delle "atlete più forti a livello mentale" del circo bianco e meritava di esser celebrata con un tributo d'eccezione. E le parole di Sara Hector alla tv svedese ribadiscono il concetto: "Che Federica sia tornata a questi alti livelli dopo così tanto tempo è assolutamente incredibile. È davvero bello vederla ed è fonte di ispirazione in tanti modi diversi, una bravissima ragazza per il nostro sport".
La forza di tornare: l'impresa di Brignone oltre lo sport
A impressionare Hector non è stata certo la capacità di sciare in maniera pulita, rasentando la perfezione, di Brignone. No, quale fosse il suo valore tecnico lo sapeva già. Al colpirla non è stata certo la velocità in pista ma il percorso umano che l'italiana ha fatto nell'anno più difficile e angosciante della carriera e della vita: s'è ritrovata con la gamba in frantumi e un grande dolore dentro, oggi è lassù sul podio più alto a festeggiare un trionfo. Che storia, davvero. "Le ho detto che ero molto felice di vederla gareggiare di nuovo – ha aggiunto Hector -. È davvero una persona così gentile e sono così felice di essermi battuta con lei per così tanti anni".

Sara e Federica hanno parlato a lungo dopo la prima manche quando tutto era ancora in bilico e sarebbe bastato uno sbuffo di neve per determinare un tempo da oro. Si conoscono da anni, in pista hanno condiviso sfide sul filo dei centesimi e oggi la svedese sottolinea come la presenza di Brignone sia un "grande esempio a livello sportivo e umano. È una persona generosa e speciale. Merita tantissimo e sono felice di vederla ottenere questi risultati".
La commozione di Federica dinanzi a quel tributo inatteso
L'emozione provata da Brignone è stata travolgente quando, dopo aver ottenuto il secondo oro in casa, ha visto le Hector e Stjernesund genuflesse. "Ero un po' a disagio – dice la campionessa olimpica -. Con Sara ho già condiviso altri podi ma, in generale, con loro ho un bellissimo rapporto. E penso che ci sia un bel rispetto reciproco tra di noi e sono delle grandissime atlete".