Lisa Vittozzi può far entrare il biathlon italiano nella storia alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026

Lo scorso anno, esattamente a un anno dai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, Lisa Vittozzi era un grande mistero. L'ultima gara a cui aveva partecipato erano stati i Campionati italiani estivi di biathlon a Forni Avoltri in Friuli, dove pochi giorni prima c'era stata la festa di San Lorenzo, patrono del paese, che prevede l’attesa accensione del falò sul Monte Tuglia. Vittozzi in quel contesto vinse la gara sprint e tutti pensavano che avrebbe arso la stagione successiva come il fuoco del Santo, ma non fu così. Per un problema alla schiena saltò l'intera stagione e non si riusciva nemmeno a immaginare come sarebbe potuta tornare in una delle stagioni più importanti della sua carriera, quella successiva che portava ai Giochi di Milano-Cortina. Lisa lo scorso anno si è dovuta fermare perché, come ha dichiarato a L'Equipe, "mentalmente, non avevo più la motivazione per sopportare il dolore", per poi aggiungere: "la prospettiva delle Olimpiadi in casa è stata la luce guida che mi ha spinto ad andare avanti".
Lisa Vittozzi dal calcio al biathlon
Anche se le gare di biathlon per queste Olimpiadi si terranno nella storica sede di Anterselva, in Trentino, Lisa e Cortina d’Ampezzo sono legate. Lei è di Sappada, provincia di Udine, cittadina che però fino al 2017 era in provincia di Belluno, la stessa provincia di Cortina. Anzi Lisa in alcune interviste ha sottolineato come fosse proprio l'interesse esclusivo per la Cortina turistica a togliere troppo focus dalla meravigliosa Sappada, i cui abitanti hanno pensato bene con un referendum del 2008 di passare alla provincia di Udine e farsi coccolare meglio da una nuova amministrazione. Da bambina vuole giocare a tutto, in primo luogo a pallone. Lo fa fino a quando non può più giocare con i maschi, da lei le ragazze che praticano calcio non ci sono e non le resta che prendere gli sci. Lo fa e si rompe tibia e perone con quelli da discesa. A questo punto meglio darsi al fondo, con il passaggio al biathlon dietro l'angolo.

Quando esordisce in Coppa del mondo senior ha un discreto passato nelle categorie giovanili ma a impressionare è il fatto che diventa subito la sesta atleta più precisa al tiro, una skill che può ondeggiare molto nel corso di una singola stagione, per non parlare di un'intera carriera, ma di sicuro è un punto di partenza fondamentale in questo sport. Infatti Lisa inizia subito a vincere, prima con la staffetta il 13 dicembre 2015 a Hochfilzen, per poi continuare sia con quelle di genere che con le staffette miste. Inizia anche ad apparire sul podio in alcune gare da singolarista, per arrivare poi a Oberhof tra il 10 e il 12 gennaio 2019 e vincere sia la sprint che l'inseguimento, prime due vittorie in carriera in Coppa del Mondo.
Quell'anno vince la Coppa del mondo generale Dorothea Wierer, Lisa è seconda e per forza di cose si affaccia una rivalità che con il tempo prima si infiamma, anche per alcune parole delle due atlete, poi si acquieta, magari navigando sotto coperta, ma per adesso è capace più che altro di dare energia propulsiva a entrambe.
Il mistero Vittozzi
In realtà nella stagione successiva, nella quale tutti si attendevano l'esplosione definitiva del talento di Lisa, le cose vanno molto male: solo due podi, decimo posto nella generale e difficoltà evidenti al tiro. Inizia già da qui il mistero Vittozzi, che non è mai l’atleta che gli altri si aspettano. Anche nelle due stagioni successive il tiro, soprattutto quello a terra, è deficitario, atterra, è il caso di dirlo, ogni velleità di Lisa e la parabola questa volta sembra non più misteriosa. Per tanti addetti ai lavori Vittozzi è stata la luminosa stella di un attimo, da quel momento incanalata verso la mediocrità. Lei stessa pensa di smettere, prova solo sofferenza durante le gare e gli allenamenti.
Nella primavera del 2022 il tecnico Jonne Kähkönen è assunto come allenatore al tiro, a cui Lisa aggiunge l'aiuto del mental coach Aiace Rusciano e il mistero-Vittozzi si infittisce ancora una volta. In Coppa del mondo risale posizioni e torna terza, ai Mondiali del 2023 vince quattro medaglie. Lisa più che tornata, è rinata. Lei stessa a Eurosport ha dichiarato: "Pensavo di essere indistruttibile, ma noi atleti siamo persone normali. Ho smesso di considerarmi fallita per risultati negativi, iniziando a divertirmi davvero". Da questa consapevolezza mentale prima che fisica e tecnica Vittozzi è ripartita di slancio.

Tanto rinata e tanto ripartita che la stagione 2023-2024 è letteralmente sua, con la vittoria della Coppa del mondo generale, recuperando uno svantaggio di 93 punti quando mancavano cinque gare alla fine della stagione, ai Mondiali di Nové Město poi vince l'oro nell'individuale e altre tre medaglie. Tirando le fila e tornando dall'inizio, nella stagione in cui doveva dominare in maniera incontrastata non c'è per nulla e arriviamo all'oggi e alla domanda iniziale. Che Lisa è per Milano-Cortina? In questa stagione Lisa c'è e si vede. Buona precisione al tiro, forma in crescita, vittoria nell'inseguimento di Hochfilzen, un continuo girovagare fra le prime dieci ma soprattutto la ben chiara impressione che abbia carburato per febbraio, quando può svoltare la sua storia e in qualche modo la storia del biathlon italiano insieme a Tommaso Giacomel.
Due anni fa Lisa è stata chiara: "In testa ho un obiettivo ben preciso per le Olimpiadi. Se dovessi raggiungerlo, allora dovrei cercare di trovare delle nuove motivazioni per andare avanti". Non sappiamo l'obiettivo, anche se si può immaginare, non sappiamo cosa accadrà in caso di riuscita e nemmeno quello che Vittozzi saprà trovare dentro di sé dopo i Giochi. Quello che si riesce a capire del suo mistero è che adesso Lisa sa cosa deve fare ad Anterselva e vuole farlo adesso. Sediamoci sul divano e tifiamo.