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Olimpiadi Invernali 2026

Il film di Lindsey Vonn era una favola, ma già dopo l’infortunio non aveva più alcun senso

Quello di Lindsey Vonn poteva essere il più grande comeback della storia dello sport, ma dopo l’infortunio di Crans-Montana partecipare alle Olimpiadi è stato insensato.
A cura di Jvan Sica
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La caduta di Lindsey Vonn nella gara di discesa a Milano Cortina.
La caduta di Lindsey Vonn nella gara di discesa a Milano Cortina.
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Alla storia di Lindsey Vonn si è appassionato tutto il mondo, è stata “la storia” che ci ha portato verso Milano-Cortina 2026. In primo luogo perché rivedere in pista Vonn dopo cinque anni era già una gioia per gli occhi e il cuore di chi segue lo sci (e non solo). La sua ferocia nell’attaccare le porte, il suo coraggio maestoso nel domare le piste e anche le sue parole sempre giuste nei confronti delle sue avversarie non solo hanno marchiato a fuoco una lunga fase dello sci internazionale, ma hanno ispirato anche la generazione successiva di velociste. Sofia Goggia lo dice sempre: “Senza Lindsey io non ci sarei”, perché riconosce un modo di sciare e un modo di vivere la sfida alla pista come il cuore della sua crescita come sciatrice.

La maestosa carriera di Vonn e il grande ritorno

Lindsey Vonn è una che ha vinto l’oro in discesa a Vancouver 2010, oltre ad altre due medaglie olimpiche, una che ha vinto otto medaglie mondiali, con l’esaltante campagna di Val-d'Isère 2009, quando vinse discesa e SuperG, una che ha vinto quattro volte la Coppa del Mondo generale, ottenendo 145 podi, 84 vittorie e tutto questo da maestra della velocità, in cui non ci sono due manche e quindi vincere, anche se sei nettamente più brava, è molto più difficile. Lo scorso anno, dopo un numero imprecisato di infortuni e uno altrettanto imprecisato di operazioni, è tornata e ha usato la stagione 2024-2025 per prepararsi al meglio per questa stagione olimpica, l’evento che tutti ma in particolare per le atlete e gli atleti statunitensi fanno una carriera. Dopo le prove soft dello scorso anno si immaginava un ritorno “di colore”, una bella storia di una ex atleta che avrebbe solo accompagnato le grandi della specialità verso i Giochi.

Lindsey Vonn nei giorni di prove a Cortina prima della prova di discesa alle Olimpiadi.
Lindsey Vonn nei giorni di prove a Cortina prima della prova di discesa alle Olimpiadi.

Il grande ritorno con il successo a St.Moritz

Il 12 dicembre 2025 però cambia tutto: Lindsey Vonn vince la discesa libera di Sankt Moritz davanti alle austriache Egger e Puchner, Sofia Goggia per l’occasione afferra un ciucciotto, lo mette in bocca e si fa fotografare vicino all’americana. Il messaggio è: Lindsey è tornata e ci ha fatto sentire delle bambine, ci ha portato a scuola, se lei torna davvero ricordiamo che siamo tutte sue figlie. Vonn non si è fermata in Svizzera, ha continuato a ottenere ottimi risultati in Coppa del mondo e ha vinto un’altra gara, la discesa libera di Altenmarkt-Zauchensee il 10 gennaio scorso. Quello che era il film della Vonn (in metafora ma anche fuori metafora perché troupe instancabili la seguono da due anni) non era un documentario per un pubblico d’essai, lei voleva che fosse un successone da botteghino con annesso happy end finale.

E l'infortunio di Crans Montana

Un progetto di comeback sinceramente impressionante perché tanti sono tornati dopo degli stop, solo pochissimi sono tornati grandi, ma da quel che si prospettava solo lei poteva tornare dopo cinque anni, una placca di titanio nel ginocchio, e vincere le Olimpiadi in discesa libera. Fino a qui quello che è successo prima del 30 gennaio 2026, quando Vonn cade nel corso della pericolosa discesa libera del Mont Lachaux, a Crans-Montana e si lesiona il legamento del crociato anteriore del ginocchio sinistro. Ed è a questo punto che la storia di Vonn si ingarbuglia.

Certo, fior di dottori hanno detto, anche senza guardare le lastre in realtà, che si può scendere in discesa libera con il crociato anteriore del ginocchio lesionato, ma a che prezzo? Voler partecipare per forza di cose anche davanti a un problema fisico così grave è un ennesimo atto di coraggio di un’atleta che ha alzato l’asticella del coraggio oltre qualsiasi livello di guardia, o un atto di incoscienza “all’americana”, che ha fatto rischiare davvero oltre il consentito un essere umano? Perché poi di questo bisogna parlare, del fatto che un uomo se si spinge troppo oltre deve essere frenato, altrimenti diventa una follia.

L'incidente nelle discesa delle Olimpiadi

L’errore di Vonn in discesa libera poteva accadere anche senza che lei avesse un legamento rotto, ma rischiare il proprio corpo contro la ragione non è più un film da botteghino, diventa uno splatter da guardare con le mani davanti agli occhi, cosa che effettivamente era da fare di fronte alla Vonn partita sull’Olympia delle Tofane. Non è stato bello vedere Vonn uscire in quel modo, urlare in quel modo, partire in elicottero verso un ospedale in quel modo. Si dirà: ha vissuto la sua carriera agonistica in questo modo, è morta agonisticamente allo stesso modo. Ma un’atleta deve cambiare anche i suoi punti di forza, altrimenti siamo alla tigna cieca che porta al disastro.

Non sappiamo ancora se Lindsey Vonn ha finito la sua carriera, ma è altamente probabile. Poteva essere il più incredibile comeback della storia dello sport, ma è finito con un’uscita di pista dopo pochi secondi di discesa. Doveva essere un grande film da Oscar, non so in cosa si trasformerà: di sicuro sarà noioso, perché il finale era diventato troppo prevedibile.

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