Il 10 giugno 2016, a Cancún in Messico, Cortina d’Ampezzo ha iniziato il suo cammino verso la gloria, aggiudicandosi i Mondiali di Sci alpino 2021. Fu una grande festa, replicata poi tre anni dopo quando a Losanna, il 24 giugno 2019, il dossier italiano di Milano-Cortina riuscì a superare quello svedese di Stoccolma-Are e portarsi a casa anche le Olimpiadi invernali del 2026.

Grazie all’assegnazione delle Olimpiadi che si disputeranno fra cinque anni, questi Mondiali diventano un banco di prova fondamentale per tutto quello che riguarda organizzazione, logistica, strutture, servizi e capacità del territorio di gestire l’evento. Ecco perché dall’8 al 21 febbraio tutti guarderanno a Cortina per capire a che punto siamo e come ci stiamo preparando per il grande evento olimpico.

A farla da padrone le diverse piste, con l’Olimpia delle Tofane che è la regina di Cortina ed è di diritto nella storia dello sci. Su questa pista hanno gareggiato e spesso vinto campioni epocali, come l’austriaco Toni Sailer durante le Olimpiadi del 1956, Annemarie Moser-Proll, Isolde Kostner per ben cinque volte e in anni più recenti Lindsey Vonn che ha dominato questa pista la bellezza di dodici volte fra Discesa Libera e Supergigante.

Il luogo c’è e per tutti gli addetti ai lavori è meraviglioso, la pista c’è, piena di storie e ricordi, e verrà accompagnata anche da altri tracciati, toccherà agli atleti far diventare indimenticabili questi Mondiali. E i presupposti ci sono tutti.

Se partiamo dal settore velocità gli uomini stanno vivendo una fase di passaggio in cui i grandissimi come  Beat Feuz, ultimo doppio vincitore sulla Streif di Kitzbuhel, Vincent Kriechmayer e Matthyas Mayer sono ancora un passo avanti agli altri, ma una nuova leva guidata dallo svizzero Urs Kryenbuhl e dallo statunitense Ryan Cochran-Siegle bussa alla porta. Fatto sta che i giovani appena citati hanno fatto entrambi la conoscenza della Streif poche settimane fa e salteranno (qualche piccola speranza solo per l’americano) i Mondiali. Se ci mettiamo che mancherà anche l’ultimo vincitore della Coppa del Mondo generale, il norvegese Kilde, ecco che all’orizzonte spunta la figura gigantesca di Dominik Paris. Dopo il grave infortunio dello scorso anno ha ripreso con cautela, come doveva procedere, ma il terzo posto della prima Discesa libera di Kitzbuhel promette molto bene.

Tra le donne la regina della Discesa purtroppo non ci sarà. Sofia Goggia ha vinto quattro discese su cinque questa stagione e a Cortina sarebbe stata la superfavorita. Lotta aperta quindi, con l’austriaca Tamara Tippler e la svizzera Corinne Suter in pole position. Ma questi potrebbero essere Mondiali dominati da pochi atleti e il nome che nella velocità femminile è da fare è quello di Lara Gut-Behrami, che sta dominando il SuperG come

Sofia dominava la Discesa, ma che senza l’italiana potrebbe mettere il suo sigillo anche nella prova più veloce. Passando alle specialità tecniche, le cose si fanno più ingarbugliate. Le combinate dovrebbero essere appannaggio di Alexis Pintauralt fra gli uomini, mentre fra le donne se la giocano Federica Brignone, Petra Vlhová e Mikaela Shiffrin, se decide ufficialmente di provare almeno la prova veloce nella combinata. I paralleli sono dei terni al lotto, ma io mi segnerei i nomi di Kristoffersen per il maschile e Shiffrin per il femminile.

Nessuna sorpresa invece vorremmo vedere nel Gigante femminile, perché Marta Bassino quest’anno ha dimostrato di essere la regina incontrastata della specialità, vincendo quattro dei sei Slalom gigante disputati in stagione. Le sue sono prove di grazia, leggerezza e forza meravigliose, ma all’orizzonte ci sono sfidanti come una ringalluzzita Tessa Worley, vincitrice dell’ultimo Gigante a Plan de Corones, la stessa Lara Gut-Behrami, che è la sciatrice più in forma di tutte e non è possibile dimenticare Mikaela Shiffrin, che dopo la morte del padre lo scorso anno ha ripreso senza forzare ma dimostrando sempre di essere la sciatrice che viene dal futuro. Fra gli uomini in Gigante c’è più bagarre. Pintaurault parte un mezzo passo avanti, ma gli svizzeri Marco Odermatt e Loïc Meillard, insieme al croato Filip Zubčić daranno filo da torcere.

Stesso discorso anche in Slalom speciale, dove il norvegese Kristoffersen sembrava finito e invece ha piazzato il colpo del campione proprio nell’ultima prova prima dei Mondiali, vincendo a Chamonix, gli austriaci si sono ripresi dall’addio del loro campionissimo, Marcel Hirscher, vincendo con Manuel Feller e Marco Schwarz, in casa Svizzera Ramon Zenhäusern è una sicurezza, così come tra i francesi se Clément Noël prende la giornata giusta vince facile. Noi ci siamo con Manfred Mölgg, Giuliano Razzoli e Alex Vinatzer. Quest’ultimo ha conquistato il podio a Madonna di Campiglio, per poi uscire rovinosamente o portare a termine prove completamente scialbe. Deve trovare un equilibrio tecnico e mentale per poter competere con i migliori.

Meno aspiranti alla vittoria invece in ambito femminile. La favorita è la slovacca Petra Vlhová, ma sarà una bella sfida contro Michelle Gisin e Mikaela Shiffrin. Questa è l’unica specialità in cui davvero non siamo competitivi con nessuna atleta, anche se le speranze ci sono sempre. Ai Mondiali di Schladming del 2013 una ventunenne che veniva già da un po’ di infortuni, Sofia Goggia, si presenta al mondo con un quarto posto in SuperG, a cinque centesimi dal podio. Dai giovanissimi e dalle giovanissime italiane e non solo che parteciperanno a questi Mondiali vorremmo vedere proprio questo, l’arrivo di un nuovo astro nello sci degli anni ’20.